Category: Sala ologrammi


Parlava con il Sole

febbraio 14th, 2011 — 3:00am

di Mario Gatti

“Benedetta ragazza: è già qui. Testa dura”, pensava D. mentre osservava l’auto sistemata nel posteggio ai piedi della collinetta in cima alla quale era posto il piccolo edificio con la cupola sopra. E sì che gliel’aveva detto di dormire un po’ di più al mattino, visti tutti gli impegni che aveva e che la stancavano non poco. Ma non l’avrebbe mai rimproverata, per nessuna ragione al mondo. Proprio lei, poi: non ci sarebbe mancato altro.

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Fiaba natalizio-linguistica

gennaio 5th, 2011 — 3:00am

Dedicata all’amica Luisa Altieri Biagi

di Giorgio Mainini

Quando Roma conquistò la Grecia, nel II secolo a.C., la cultura dei vinti conquistò i vincitori. Graecia capta ferum victorem cepit, scrisse Orazio: la Grecia conquistata conquistò il feroce vincitore. In quegli anni, per i ricchi Romani era molto elegante comperare schiavi greci, che insegnassero la loro cultura ai loro rampolli.

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Ora nona

gennaio 2nd, 2011 — 3:00am

di Marco Cagnotti

Io che sono l’È, il Fu e il Sarà
Accondiscendo ancora al linguaggio
Che è tempo successivo e simbolo
(J.L. Borges, Giovanni, I, 14)

Sarei stato un buon falegname.
O forse un carovaniere verso la terra dei Seri, destato dalle aurore sui valichi della Bactriana e poi, lungo le piste del ritorno, pellegrino al grande fico sacro.
O magari un dotto istitutore al centro dell’Impero, pagato per educare i figli viziati di un ricco mercante.
Oppure uno schiavo al remo, incatenato a pochi anni di sudore e di frusta.
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Il mondo è bello e feroce

ottobre 31st, 2010 — 3:00am

di Marco Cagnotti

Lunedì

Strano discorso ha fatto Lui. Strano davvero. Mangia questo, mangia quello, ma il frutto di quell’albero… no, quello no. Nient’altro. Possiamo fare ciò che vogliamo, ma Lui s’è raccomandato solo sul cibo. È l’unica cosa importante? E poi… solo quei frutti lì. Dice: “Se lo mangi, muori”. Saranno velenosi… Mah!

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Codice C

settembre 26th, 2010 — 3:00am

di Marco Cagnotti

(Bianco&Nero) (Zoom in) Un’adolescente nella sua stanza, in piedi alla finestra. La mano scorre lenta sul ventre. (Primo piano) Il viso è rigato di lacrime. Voce fuori campo: “È accaduto. Ma non è irreparabile. Dio è con te”. (Stacco)
(Bianco&Nero) (Panoramica) Gente festante in piazza San Pietro. Leone XV varca la folla. L’adolescente, in prima fila, si sporge e sfiora il braccio del Papa. (Zoom in) Il viso ancora rigato di lacrime. Voce fuori campo: “Sì, Dio è con te”. (Stacco)
(Colore) (Campo lungo) Esterno di una clinica. La ragazza consegna un fagottino a una suora. Sorridono. Lei si volta. (Zoom in) Il viso al cielo, il sorriso radioso. Voce fuori campo: “La Chiesa ti aiuta. Non abiurare”. (Dissolvenza)

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Marco 16, 15

giugno 27th, 2010 — 8:00am

di Marco Cagnotti

La cornetta calò lenta sul telefono. Padre Michele chiuse gli occhi e sospirò. Poche volte aveva assaporato quella sensazione di spossato trionfo spirituale. Chiuse il Vangelo, si alzò dalla poltrona, spense la luce e uscì dallo studio. La luna rischiarava il corridoio. Torpido, quasi affranto, Michele scese in chiesa. Nella penombra, si inginocchiò nella cappella della Vergine. E si impose qualche minuto di silenzio interiore prima di pregare a lungo.

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Via col vento del Sole

giugno 20th, 2010 — 2:17pm

di Vittorio Catani

Benché mi consideri cittadino del mondo, resto particolarmente legato a questo panorama pugliese, la Murgia. Stamattina sono andato alla rimessa, nel retro della villetta, ho sollevato la serranda e ho trascinato il mio tacq-4 alla luce del Sole.
Affusolato e argenteo, leggerissimo, in robusta fibra antitermica, il tacq-4 mi comunica dinamismo e intelligenza. Sono salito alla guida. L’ho diretto lentamente al cancello e alla provinciale. Roxa mi osservava sorridente da un angolo del giardino, nella sua tuta scura a simbiosi epiteliale. “Ciao amore”, mi ha gridato agitando un braccio, “mi raccomando…”. Mentre acceleravo ho serrato il tettuccio.

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Spazzacamino delle stelle

maggio 15th, 2010 — 8:00am

di Vittorio Catani

Giosuè ebbe una contrazione repentina allo stomaco, si ritrasse e gli sembrò quasi di diventare più piccolo nella tuta, ma tirò un sospiro di sollievo quando si rese conto che la tuta aveva già reagito al segnale radar molto prima di quanto avrebbero potuto fare i suoi riflessi. Un potente getto del reattore a ossigeno incorporato l’aveva spinto di colpo lateralmente, e lui era ancora vivo. Annaspava e roteava nello spazio nero cercando di fermare quel moto e di non allontanarsi troppo dalla Stazione. Sentì il sudore colargli dalla fronte e per qualche istante gli si appannò la visiera del casco. Gli apparati elettronici della tuta erano nuovamente in funzione per stabilizzarlo. Mezzo minuto e si ritrovò dritto in verticale rispetto alla Stazione Ross, apparentemente immobile. Giosuè stava già eseguendo la manovra d’avvicinamento. Sotto i suoi piedi e sotto la massa per metà nera e per metà quasi abbagliante della Stazione (la parte illuminata dal Sole, benché la Ditta del cavolo avesse garantito una vernice antiriflesso) la Terra ruotava ignara, 500 chilometri “in basso”. Anche l’atmosfera, nella parte del pianeta in cui era giorno, diventava un alone luminoso difficile da sopportare allo sguardo.

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Supernova

gennaio 30th, 2010 — 11:26pm

di Marco Cagnotti

E’ semplice: d’un tratto, ci sei. Senza un perché. Esisti e basta. D’altronde nessuno spiega perché appaia un fotone. Lui stesso meno di tutti.

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