Archive for febbraio 2010


Riflessioni su un granello di polvere

febbraio 19th, 2010 — 6:00am

Carl Sagan – Riflessioni su un granello di polvere from Bruno Moretti on Vimeo.

“Pensa ai fiumi di sangue versati da tutti i generali e imperatori affinchè in gloria e trionfo loro potessero divenire i padroni momentanei di una frazione di un puntino”. (Carl Sagan)

Qui la traduzione completa in italiano.

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Fermi propone un’ipotesi e Fermi (quell’altro) la conferma. Forse

febbraio 18th, 2010 — 3:00am

di Marco Cagnotti

Arrivano dallo spazio profondo, ma nessuno sa da dove: i raggi cosmici sono un intrigante mistero dell’astrofisica da circa un secolo, ossia da quando furono scoperti da Domenico Pacini. In sostanza, sono protoni. Semplice. Che c’è di strano? Beh, anzitutto arrivano da ogni direzione dello spazio. E già questo rende impossibile scoprirne la sorgente. Inoltre questi protoni filano a velocità prossima a quella della luce. E questo non è più così semplice. Che cosa li ha accelerati così? Enrico Fermi fece una proposta: intensi campi magnetici. Poi qualcun altro suggerì i campi prodotti dai buchi neri o dalle supernove. E arriviamo a oggi, quando Fermi (un altro) scandagliando il cielo nei raggi gamma scopre che è proprio così. Forse.

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I contrafforti del cratere Mojave

febbraio 17th, 2010 — 10:13pm

Un’impressionante ricostruzione dei contrafforti del cratere Mojave, nella Xanthe Terra, sulla base dei dati raccolti dal Mars Reconnaissance Orbiter. Le elevazioni verticali sono aumentate di tre volte rispetto all’estensione orizzontale delle strutture. Il cratere Mojave ha un diametro di 60 chilometri ed è uno dei più recenti sul Pianeta Rosso: forse ha addirittura meno di 10 milioni di anni. Quindi è stato poco modificato dall’erosione e dal deposito di sedimenti. Questo fatto lo rende particolarmente prezioso per lo studio dell’impatto che lo generò.

(Cortesia: NASA, JPL-Caltech, University of Arizona)

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Il buco nero invertito

febbraio 16th, 2010 — 3:00am

di Marco Cagnotti

I buchi neri, si sa, ruotano su stessi. E ruota anche la materia che, nei dischi di accrescimento, ruota loro attorno. Il buon senso vorrebbe che la rotazione avvenisse nello stesso verso. Ma in fisica spesso il buon senso è fallace. Sicché sono pure stati ipotizzati buchi neri in controrotazione rispetto al gas circostante raccolto in un disco di accrescimento. Un’ipotesi che adesso sembra potenzialmente esplicativa di un altro bizzarro fenomeno.

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Nuova luce su Orione

febbraio 15th, 2010 — 3:00am

di Marco Cagnotti

Hai appena comprato il telescopio nuovo: che cosa punti per cominciare? Mettiamo che sia inverno e non te ne freghi niente né dei pianeti né della Luna. Allora, che cosa punti? Non ci vuole molta fantasia: la Nebulosa di Orione (M42) è irresistibile. La stessa pensata l’hanno fatta gli scienziati che si occupano di VISTA (Visible and Infrared Survey Telescope for Astronomy), il più grande telescopio dedicato alla mappatura del cielo nell’infrarosso. E hanno ottenuto un’immagine stupefacente.

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Spirit

febbraio 14th, 2010 — 5:53pm

Fonte: xkcd

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Atomi superpesanti dalla Germania

febbraio 13th, 2010 — 5:57am

di Marco Cagnotti

C’è un’isola laggiù, lontano lontano. Per raggiungerla bisogna attraversare un mare costellato di sassi, sui quali è difficile camminare perché, appena posato il piede, subito sprofondano. E’ il sogno dei fisici nucleari. E’ l’isola della stabilità, nella quale gli elementi più pesanti non si trasformano subito in qualcos’altro. E quindi (forse) possono essere usati. Ebbene, ora da Darmstadt arriva la notizia: un altro passo verso l’isola è stato compiuto.

Continua… (Corriere del Ticino)

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Il Sole in una scatola

febbraio 12th, 2010 — 3:00am

di Marco Cagnotti

In California c’è un enorme palazzo, alto dieci piani e vasto come tre campi di calcio. E’ zeppo di macchinari sofisticatissimi, costati miliardi di dollari. Occupa centinaia di scienziati e di ingegneri. E tutti lavorano intorno al nucleo, grande quanto un granello di pepe. Ma in quel granello di pepe c’è forse il segreto della fusione nucleare, la fonte di energia che sostiene le stelle per miliardi di anni. E che forse potrebbe diventare realtà sulla Terra già entro quest’anno.

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Sappiamo poco, ma lo sappiamo meglio

febbraio 11th, 2010 — 3:00am

di Marco Cagnotti

Che cosa contiene davvero il cosmo? Pretendiamo di studiarne le leggi, ma di fatto nemmeno sappiamo che cosa c’è dentro. Sappiamo però quanto ce n’è. Almeno questo, infatti, possiamo ricavarlo dalle nostre osservazioni. E dati sempre più precisi emergono dalla letteratura scientifica. Di recente un team di ricercatori al lavoro sulle misure raccolte dal Wilkinson Microwave Anisotropy Probe (WMAP) negli ultimi sette anni, unendole con quelle di due strumenti in Antartide, ha depositato ben sei articoli su arXiv (1, 2, 3, 4, 5, 6). Risultato: ora non ne sappiamo molto di più, ma lo sappiamo meglio.

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Non solo rabdomanti

febbraio 10th, 2010 — 3:00am

di Anna Cairati

Durante tutto il 2009 si è parlato tanto di ricorrenze: sono passati 400 anni dal cannocchiale di Galileo, 200 dalla nascita di Charles Darwin, 40 dal primo allunaggio. Periodo di anniversari, dunque. Ma non dimentichiamone uno che nessuno avrebbe mai pensato di poter festeggiare: sono trascorsi sei anni dallo sbarco su Marte di Spirit e Opportunity, i due piccoli rover che all’epoca avevano un’aspettativa di vita di soli tre mesi. Questo era il termine della garanzia. Tuttavia non ci si aspettava che esattamente dopo 90 giorni tutto si sarebbe bloccato, e magari per qualche giorno la missione avrebbe potuto proseguire. Qualche giorno: una previsione decisamente pessimista.

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Dallo spazio, altri occhi sul Sole

febbraio 9th, 2010 — 7:37am

di Marco Cagnotti

Che possa far male alla salute, provocando tumori alla pelle se in spiaggia non si fa uso di creme opportune, lo sanno tutti. Che però possa anche danneggiare la nostra civiltà è cosa che stupisce i più. Ma come? Il Sole, fonte principale di energia per il pianeta, è indispensabile per la civiltà. Gli Antichi l’hanno perfino divinizzato. Certo, finché sta bravo. Quando però dà fuori (letteralmente) il discorso cambia. Purtroppo è impossibile, almeno per ora, sapere quando il Sole diventa pericoloso. Bisogna indagare, studiare, osservare. Allo scopo servirebbe un altro Osservatorio spaziale. Ebbene, eccolo: infatti parte domani (salvo rinvii dell’ultimo minuto) il Solar Dynamics Observatory della NASA.

Continua… (Corriere del Ticino)

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L’impossibile e l’improbabile

febbraio 4th, 2010 — 4:00am

di Marco Cagnotti

Così, su due piedi, sembrava proprio una cometa. Una delle tante scoperte in continuazione. Debolissima: magnitudine 20. Poi però, a guardar bene le riprese dei giorni successivi raccolte dal telescopio Lincoln Near-Earth Asteroid Research (LINEAR), nel New Mexico, e dal Nordic Optical Telescope, alle Canarie, è emersa la bizzarria della forma, che tutto ricordava fuorché una cometa. Sì, certo, c’era la coda. Ma quella specie di nucleo così irregolare… Per non parlare dell’orbita, in piena Fascia degli Asteroidi. Una cometa lì in mezzo non è impossibile in linea di principio: se ne conoscono già quattro, fra le quali la 133 P/Elst-Pizarro, scoperta nel 1979 come asteroide e poi reinterpretata come cometa nel 1996. Insomma, questo nuovo oggetto rappresenta una grande anomalia.

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Addio, Constellation

febbraio 3rd, 2010 — 6:45am

di Marco Cagnotti

E così l’ha fatto. Com’era stato anticipato dalle indiscrezioni dei giorni scorsi, l’Amministrazione Obama ha modificato drasticamente le priorità della NASA, cancellando il programma Constellation, che entro il 2020 avrebbe dovuto riportare l’uomo sulla Luna. Il nuovo budget della NASA, presentato lunedì scorso, segue le raccomandazioni del rapporto di esperti indipendenti, dal titolo “Seeking a Human Spaceflight Program Worthy of a Great Nation”, commissionato dalla Casa Bianca e pubblicato nell’ottobre scorso.

Continua… (Corriere del Ticino)

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Il più lontano buco nero di taglia stellare

febbraio 1st, 2010 — 7:54am

di Marco Cagnotti

Una ricostruzione di fantasia del buco nero (a sinistra) e della sua compagna (a destra) scoperti nella galassia NGC 300. E’ evidente il flusso di materia dalla stella al buco nero. (Cortesia: ESO, L. Calcada)

“Ci parli dei buchi neri?”: la domanda è ricorrente nei corsi e nelle conferenze di astronomia. Questi corpi esotici sembrano colpire l’immaginario del pubblico. Subito la fantasia svolazza verso immagini di porte affacciate su universi paralleli. La realtà è un po’ più prosaica, sicché bisogna interrompere i voli pindarici e tornare ai fatti. Che sono piuttosto semplici. I buchi neri si dividono in due categorie: quelli enormi, da milioni di masse solari, che allignano nei nuclei delle galassie, e quelli più modesti, di taglia stellare. Ed ecco la notizia: di questi ultimi è stato scoperto l’esemplare più distante da noi. Il soggetto si trova a 6 milioni di anni-luce, nella galassia NGC 300, ed è il primo trovato al di fuori del Gruppo Locale al quale appartiene la nostra galassia.

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