Archive for luglio 2010


Quoziente di religiosità

luglio 30th, 2010 — 7:00am

di Astutillo Smeriglia

Il quoziente di religiosità (QR) è un numero compreso fra 0 e 200 che misura la religiosità di una persona, cioè la sua abilità nel credere fermamente in un essere superiore e/o qualsiasi altra cosa che trascenda il mondo sensibile, lo organizzi secondo una logica misteriosa e sconosciuta a tutti (tranne a pochi sapienti detti “preti”) e dia ad esso senso e/o anche no. Tale quoziente viene calcolato sulla base del seguente test.

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Che tempo farà domani lassù?

luglio 29th, 2010 — 8:34am

Rombi di spaziomoti e vortici celesti

di Michele Diodati

Quando sentiamo parlare di previsioni del tempo, pensiamo subito alla lavagna del meteorologo, su cui le spartane isobare di una volta sono state ormai sostituite da una moltitudine di effetti grafici e digitali, che riproducono nuvole, temporali, mari mossi o piatti, il Sole che fa capolino tra le nubi o dardeggia spietato sulle nostre teste. Ma non esistono solo le previsioni del tempo atmosferico. Per chi lavora con satelliti e telecomunicazioni, divengono sempre più importanti le previsioni del tempo che farà nello spazio (space weather). E che può essere un tempo estremamente perturbato, percorso da spaziomoti e turbinose correnti circolari di plasma in grado di scaricare a terra insospettate quantità di energia.

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Il Ciclo Solare 24: anomalie prevedibili?

luglio 27th, 2010 — 7:00am

La nostra stella si sta comportando in maniera strana. O forse no

di Mario Gatti

Abstract

L’attuale Ciclo Solare presenta una fase di minimo prolungato in avvio che non è stata riscontrata da tempo in quelli precedenti. I modelli previsionali, peraltro contrastanti, che parlavano prima di un ciclo particolarmente intenso e poi di uno di debole intensità, sono stati al momento praticamente tutti disattesi. Per questo possiamo affermare di essere di fronte a un ciclo anomalo. Eppure quest’anomalia, analizzando attentamente alcune caratteristiche dei cicli solari avvenuti nel passato e accuratamente studiati, potrebbe non apparire poi così inattesa. Questo lavoro, senza alcuna pretesa di costituire a sua volta un possibile modello previsionale, passa in rassegna alcuni dati fondamentali alla luce dei quali è possibile rendere forse conto dell’andamento del ciclo attuale.

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LHC Q&A 3. Quanta energia è immagazzinata nei fasci di LHC? E’ tanta o poca?

luglio 26th, 2010 — 8:00am

di Marco Delmastro

Q&A” sta per “Questions and Answers”. Ma anche per “Quake Arena”, “Qantas Airways” o “Quinolinic Acid“, tanto per dire…  Se hai un dubbio o una curiosità su LHC che non ha ancora trovato risposta in questa serie di articoletti, non esitare a palesarlo nei commenti. Chissà, prima o poi potrei anche rispondere.

Quanta energia è immagazzinata nei fasci di LHC?

Parecchia. Ok, ho capito, volete sapere una cifra: in questo caso la risposta è dipende. Come già in passato, possiamo fare il conto per le condizioni nominali dei fasci, e da queste eventualmente potete estrapolarvi da soli le cifre per le condizioni correnti.

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Un quasar come lente gravitazionale

luglio 24th, 2010 — 7:37am

Scoperto al Politecnico di Losanna

di Marco Cagnotti

Metti un oggetto lontano lontano, in fondo all’universo: a parecchi miliardi di anni-luce, per dire. Metti poi in mezzo, più vicino a noi, un altro oggetto molto molto massiccio. Che effetto fa? Te lo dice Einstein, con la relatività generale: fa l’effetto di una lente gravitazionale. In sostanza, l’oggetto frapposto devia la luce proveniente dall’oggetto più lontano, la cui immagine viene deformata, spostata, perfino moltiplicata. Di lenti gravitazionali se ne conoscono parecchie. E’ anzi un fenomeno assai utile per scoprire cose interessanti sui corpi che le provocano, quelli che fanno da “lenti”. Per esempio, se si tratta di galassie, quanta materia c’è dentro, compresa la materia oscura. Ora l’ultima scoperta, appena pubblicata da “Astronomy & Astrophysics “, arriva da Losanna: anche un quasar può fungere da “lente”.

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Elegant Proof

luglio 23rd, 2010 — 10:00am

Fonte: Abstruse Goose

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Newton sta benissimo, grazie

luglio 22nd, 2010 — 4:50pm

di Amedeo Balbi

Onestamente, sulle prime ho trovato sorprendente l’improvviso interesse della stampa (e di quella italiana, a maggior ragione) per l’interpretazione della gravità proposta da Erik Verlinde. Intanto, perché si tratta di roba non nuovissima (c’era un articolo su ArXiv a gennaio scorso) e poi perché l’argomento è estremamente tecnico.

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Pesi massimi

luglio 22nd, 2010 — 6:45am

Fino a 300 masse solari! Signora mia, dove andremo a finire?

di Marco Cagnotti

Ma il limite non era 100, al massimo 150? Questo dicono i Sacri Testi dell’astrofisica stellare: oltre le 150 masse solari una stella diventa instabile. Quindi si disgrega. E invece no: adesso se n’è scoperta una da quasi 300. Una bella sfida per gli astrofisici teorici. O una bella sfiga?

L'ammasso R136 ripreso con gli strumenti del VLT. (Cortesia: ESO/P. Crowther/C.J. Evans)

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Sarai un campione, è scritto negli astri

luglio 21st, 2010 — 11:40am

Su 23 campioni del mondo spagnoli, ben 14 appartengono a soli cinque segni zodiacali. Che cosa significa? Luca Antonelli, matematico ed esperto di statistica, lo spiega a Query.

I mondiali di calcio conclusi da poco hanno dato l’occasione ai giornalisti per mostrare una serie di statistiche sulle squadre e sui giocatori. Tra le tante, la statistica sui segni zodiacali dei vincitori ha avuto poco risalto, nonostante la presenza di aspetti interessanti. Il sito della FIFA consente di ricavare le date di nascita dei 23 campioni del mondo spagnoli e il risultato è sorprendente: su 23 giocatori, ben 14 appartengono a soli cinque segni zodiacali (ariete, toro, capricorno, acquario e pesci), molto più di quello che ci aspetteremmo se i segni fossero equamente distribuiti. Questo significa forse che alcuni segni zodiacali dimostrano maggiore predisposizione verso il gioco del calcio o più in generale verso la pratica sportiva?

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Common Descent

luglio 21st, 2010 — 3:00am

Fonte: Abstruse Goose

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Nomade per la fisica

luglio 20th, 2010 — 2:00pm

Un giovane fenomenologo ticinese in giro per il mondo

di Marco Cagnotti

Clerici vagantes, li chiamavano nel Medioevo: studenti in migrazione da un’università all’altra alla ricerca del professore più famoso, del maestro più autorevole, delle opere più rare e preziose. Nomadi della conoscenza. Finita quell’epoca remota, è poi invalsa l’abitudine di restare legati a un’unica sede universitaria, sia per lo studio sia per la carriera accademica. A partire dal secondo Dopoguerra, i giovani studiosi sembrano tuttavia costretti a riprendere quell’antica abitudine: ti diplomi qui, il dottorato lo fai là, il post doc altrove… Poi ti sposti ancora e ancora di sede in sede, cercando nuove borse: un paio d’anni in Danimarca, tre in Giappone, ancora due negli Stati Uniti… Stimolante, ma alla lunga fiaccante. Perché lascia in sospeso affetti e legami. E anche perché impedisce di programmare la propria vita con un minimo di sicurezza: una famiglia, dei figli, l’acquisto di una casa…

Ne abbiamo parlato con un giovane fisico ticinese, fresco di dottorato: Gionata Luisoni. Che si trova proprio in mezzo al guado.

Feynman ne sarebbe orgoglioso...

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Scienza tatuata

luglio 20th, 2010 — 6:23am

Gli scienziati sono persone come le altre. Anche fra loro c’è gente che apprezza i tatuaggi. Così troverai formule, disegni, schemi e diagrammi indelebili impressi sulla pelle umana. Carl Zimmer ne ha raccolti centinaia nel Science Tattoo Emporium.

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2012 and counting – Le risposte della NASA

luglio 20th, 2010 — 6:05am

Uno scienziato della NASA risponde alle 20 più frequenti domande sul 2012. L’articolo, tradotto per Query da Francesca Vargiu e Valeria Salvagno lo trovate in originale qui.

La pubblica preoccupazione circa l’apocalisse prevista per il dicembre 2012 è esplosa con una presenza sempre maggiore su internet. Questa paura ha cominciato a invadere la tv via cavo e Hollywood, e si sta rapidamente diffondendo a livello internazionale. Originariamente la beffa interessava il preoccupante transito del pianeta immaginario Nibiru, previsto per il 2012, ma ha ricevuto grande impulso quando i siti web sulla teoria della cospirazione hanno cominciato a ricollegare questo passaggio alla fine del Lungo Computo del calendario Maya, nel solstizio d’inverno (21 dicembre) 2012. Nel corso dell’ultimo anno molti gruppi, non collegati tra loro, si sono uniti al coro dell’apocalisse: sostenitori di Nostradamus, una grande varietà di escatologia cristiana, nativi americani, sette spiritualiste, quelli che temono l’impatto di asteroidi e comete o violente tempeste solari. In questo momento, su amazon.com, sono elencati più di 175 libri che trattano del giorno del giudizio nel 2012. Gli argomenti più popolari sono il calendario maya e le previsioni spirituali che sostengono che la catastrofe del 2012 inaugurerà una nuova era di felicità e di crescita spirituale. Parecchi autori stanno inoltre facendo soldi con manuali che spiegano come sopravvivere al 2012.

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LHC Q&A 2. Quante collisioni al secondo avvengono dentro LHC? Quanto tempo rimane un fascio all’interno dell’acceleratore?

luglio 19th, 2010 — 8:00am

di Marco Delmastro

Q&A” sta per “Questions and Answers”. Ma anche per “Quality Assurance”, “Qantas Airways” o “Queen Amidala”, tanto per dire… Se hai un dubbio o una curiosità su LHC che non ha ancora trovato risposta in questa serie di articoletti, non esitare a palesarlo nei commenti. Chissà, prima o poi potrei anche rispondere.

Quante collisioni al secondo avvengono dentro LHC?

La risposta, come spesso in questi casi, è “dipende”. Dipende dal numero di bunch in ogni fascio, dal numero di protoni in ogni bunch, e dall’energia dei protoni. Possiamo fare un conto con i valori nominali di queste grandezze, e una volta capito il trucco potete tentare di estendere alla situazione corrente.

Continua… (Borborigmi di un fisico renitente)

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Pianeta? Cometa?

luglio 19th, 2010 — 7:24am

Bella domanda!

di Marco Cagnotti

Pianeta, pianeta, senza dubbio: con una massa quasi pari a quella di Giove è troppo massiccio per essere una cometa. Però di una cometa HD 209458b ha la caratteristica più evidente: una coda di gas. Non che qualcuno l’abbia vista davvero, sia chiaro: a 153 anni-luce di distanza sarebbe impossibile. Però già si era cominciato a sospettarne l’esistenza nel 2003, e ora arriva la conferma: siamo di fronte a un “pianeta cometario”.

Una ricostruzione artistica di HD 209458b in orbita intorno alla propria stella. (Cortesia: NASA/ESA/G. Bacon/STScI)

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Materia oscura nel nucleo del Sole?

luglio 18th, 2010 — 9:59am

Potrebbe spiegare alcuni misteri della nostra stella

di Marco Cagnotti

“La settimana scorsa ci hai spiegato com’è fatto il Sole all’interno. Ma come si fa a esserne certi, se dentro il Sole non si può guardare direttamente né spedirci una sonda?”. Alessandro (questo nome è di fantasia) è un ragazzone muscoloso. Potrebbe sembrare il classico palestrato ottuso, ma il suo sguardo tradisce un’intelligenza e una curiosità non comuni. Non so che cosa ci sia nel suo passato, né voglio saperlo: non mi riguarda. Per me Alessandro è una delle 20 persone che mi trovo davanti in questo ciclo di conferenze in penitenziario: un’esperienza che mi ha regalato il confronto con un pubblico maledettamente interessante e stimolante. La domanda di Alessandro è profonda, forse più di quanto lui stesso possa immaginare. E meriterebbe una divagazione epistemologica. Me la cavo spiegandogli del Modello Solare Standard, delle simulazioni al computer, della migliore conoscenza compatibile con le misure effettuate finora. E concludo: “In effetti il modello del Sole è quanto di meglio gli scienziati siano riusciti a produrre, quanto di più coerente con le osservazioni. E tuttavia sì, hai ragione. La certezza su come davvero sia fatta la nostra stella non l’avremo mai”. Alessandro annuisce. Sarà soddisfatto? Ne dubito. Di sicuro non lo sono io. Perché in realtà il Modello Solare Standard zoppica un po’, lo so. E nei giorni scorsi ben due gruppi di studiosi hanno riportato in auge un’ipotesi che sembra pazzesca: nel nucleo del Sole si nasconde della materia oscura.

Una ricostruzione dell'interno della nostra stella.

Continua… (Corriere del Ticino)

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Dance your PhD

luglio 16th, 2010 — 5:44am

di Anna D’Errico

In genere uno se la canta. Ma si può anche ballare no? Muoversi a ritmo di musica, qualunque tipo di musica, è un richiamo atavico, una liberazione. Sei uno stoccafisso? Proprio senso del ritmo zero? Embé? mica devi fare il remake de Il lago dei cigni impersonando Carla Fracci, devi solo lasciarti andare e liberarti da qualche pregiudizio.

Continua… (Baraka, intersezionImprobabili)

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Gossip sul bosone di Higgs

luglio 15th, 2010 — 7:15am

Ma per ora il Fermilab smentisce

di Marco Cagnotti

Il gossip è utile per la sopravvivenza: conosci il tuo vicino e saprai se dovrai temerlo o fartelo amico. Perciò da sempre il focolare è il luogo privilegiato per maldicenze, segreti, anticipazioni. Specie per le comunità ristrette e specializzate: i cacciatori fra loro, gli artigiani per conto proprio. Passano i millenni e il gossip è sempre in auge. In ogni contesto, compreso quello scientifico. Tutti sanno quanto preziose siano le chiacchiere nei corridoi, il bicchiere in una mano e i salatini nell’altra: è lì che saltano fuori le notizie più succose e i risultati promettenti ma solo preliminari (“Ma non dirlo in giro, ché ci stiamo ancora lavorando!”). Prima ancora del preprint, c’è il pettegolezzo. Poi arriva Internet e il fenomeno esplode. Il gossip entra nei blog e nei forum. E scoppiano casini su scala planetaria. Il più recente sul bosone di Higgs.

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Scienza e ideologia

luglio 14th, 2010 — 3:00am

Che c’entrano la “destra” e la “sinistra”?

di Marco Cagnotti

Dovremmo prendere sul serio ciò che dicono gli scienziati? Tutti gli scienziati? Sempre? In fondo non sono persone migliori delle altre. Hanno manie e idiosincrasie, pregiudizi e fissazioni, come tutti. E allora? Semplice: non dovremmo. Non sempre, almeno, e soprattutto non quando parlano singolarmente. Perché, presi uno alla volta, anche quando sono autorevoli e competenti, non possono comunque liberarsi dalla propria soggettività. Non c’è dunque alcuna verità scientifica? Che dire dei paradigmi, le convinzioni dominanti nella maggior parte della comunità scientifica?

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No, non è blu!

luglio 13th, 2010 — 6:45am

di Marco Cagnotti

Cheppalle, le tradizioni! Interessanti, non dico di no. Ma capaci, come poco altro, di trarre in inganno e di confondere le idee. Prendiamo il caso della Blue Moon. No, non è blu. Non c’entra niente il blu. E’ soltanto la seconda Luna Piena di un mese civile.

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Troppa roba e troppo poco tempo

luglio 13th, 2010 — 3:00am

di Marco Cagnotti

Nel numero 853 di “Internazionale”, nella sua rubrica “Scuole”, Tullio De Mauro affronta la questione della trasmissione delle radici della cultura classica nella scuola. E dice cose condivisibilissime.

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Treni di protoni raggruppati in pacchetti

luglio 12th, 2010 — 8:00am

di Marco Delmastro

E’ passato un po’ di tempo, dunque rinfreschiamoci un po’ la memoria. Siamo partiti con una manciata di protoni tirati fuori da una bomboletta di idrogeno; li abbiamo accelerati un po’ in tratti rettilinei, dopodiché abbiamo deciso di farli circolare dentro degli anelli per poter ripetere questa accelerazione un numero sufficiente di volte; per salire fino all’energia che ci interessa, abbiamo messo insieme svariati acceleratori in catena, dal primo LINAC fino a LHC; abbiamo infine scoperto che quest’ultimo è la combinazione di due acceleratori che corrono in parallelo, che si incrociano per permettere le collisioni tra i fasci al centro dei quattro. Per completare questo primo abbozzo dei meccanismi di funzionamento di LHC, vorrei accompagnarvi ancora attraverso due aspetti: da una parte, dirvi come sono strutturati i fasci di LHC, e come questa struttura influenzi il modo e il ritmo a cui avvengono le collisioni. Dall’altra, per concludere, darvi un’idea di come si ferma un fascio di LHC, tutte le volte che questo sia necessario. Cominciamo dalla struttura dei fasci, e riserviamo allo stop dei fasci la prossima puntata.

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Una sbirciata a Lutetia

luglio 12th, 2010 — 3:00am

Gliel’ha data la sonda Rosetta

di Marco Cagnotti

Certo Hermann Goldschmidt non avrebbe mai immaginato che quel puntino luminoso in cielo, scoperto dal suo balcone parigino, 158 anni più tardi sarebbe stato avvicinato e fotografato da un robot. Ma così è l’imprevedibilità del progresso scientifico. E dunque il genere umano, anzi un suo manufatto, s’è accostato poche ore fa a un altro corpo celeste: l’asteroide 21 Lutetia. Perché Lutetia? Ohibò, come l’antico nome latino di Parigi, è ovvio. E il numero 21 ci dice che fu uno dei primi a essere scoperto, in una collezione che oggi conta decine di migliaia di esemplari.

Lutetia nel momento del massimo avvicinamento. (Cortesia: ESA 2010 MPS for OSIRIS Team/MPS/UPD/LAM/IAA/RSSD/INTA/UPM/DASP/IDA)

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Ofelee, fa’ ‘l to mestee *

luglio 11th, 2010 — 3:00am

Ma chi scrive di scienza?

di Marco Cagnotti

Paolo Attivissimo ha approfondito, in un primo e in un secondo articolo, la vicenda del raggio della morte di Marconi e dell’energia pulita nascosta dal Vaticano, così come riferita da “il Giornale”.

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Tesoro, si è ristretto il protone

luglio 10th, 2010 — 9:51am

Una scoperta presso il Paul Scherrer Institut

di Marco Cagnotti

Quando c’è di mezzo la copertina di una rivista prestigiosa, allora la faccenda è grossa. E stavolta la copertina c’è: quella di “Nature”. Molto esplicita: un calibro che misura un protone. Per scoprire che è più piccolo del previsto. Il gruppo di scienziati autori della scoperta è di estrazione internazionale, ma il laboratorio dove sono state effettuate le misure è tutto svizzero, presso il Paul Scherrer Institut (PSI) di Villigen, nel Canton Argovia.

Il laser del Paul Scherrer Institut impiegato per la scoperta. (Cortesia: PSI/A. Antognini/F. Reiser)

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Dieci prove contro la teoria darwiniana

luglio 9th, 2010 — 10:00am

di Astutillo Smeriglia

Da un po’ di tempo circola una teoria a proposito dell’evoluzione della specie umana che riscuote un certo successo fra gli atei, i libri di scuola, Marx ed Engels. E’ di un certo Darwin. Il cognome non me lo ricordo.

Per chi non legge i giornali è forse il caso di fare un riassunto imparziale e il più possibile obiettivo di questa strampalata accozzaglia di panzane.

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Psicofisica di genere

luglio 8th, 2010 — 7:00am

di Massimo Stirutti

Avvertenza: Sì, è una provocazione. Prendetela come tale.

La guardo e non capisco. Mi sento impotente: vorrei aprire quella testa e frugare per capire, per imporre un po’ d’ordine. Ma lei mi osserva, impassibile. O m’insulta, magari. Oppure fa le fusa. Comunque sempre mi sfugge.

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Plutone nella nebulosa oscura

luglio 8th, 2010 — 6:16am

Ma è solo questione di prospettiva

di Marco Cagnotti

Né l’uno né l’altra sono visibili a occhio nudo, e anche con un bel telescopio sono una bella sfida. Però ora sono insieme: Plutone e Barnard 92, rispettivamente il più famoso fra i pianeti nani e una nebulosa oscura che si presenta come un “buco” nel cielo. Ma che buco non è, perché invece si tratta di una nube di polveri e gas non illuminati da alcuna stella e quindi capaci di filtrare la luce delle stelle meno luminose sullo sfondo, mostrandosi come una macchia oscura su uno sfondo brillante.

Sembra una stellina, ma è Plutone. Il fatto di trovarsi "dentro" Barnard 92 lo rende facilmente riconoscibile. (Cortesia: J. Chumack)

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Ha ragione B.: c’è troppa libertà di stampa

luglio 7th, 2010 — 6:46am

di Marco Cagnotti

Siore e siori: la fiera delle minchiate. Con supercazzole assortite a beneficio dei tre neuroni che si aggirano tristi nella scatola cranica del lettore quadratico medio de “il Giornale”.

Un assaggino, giusto per gradire:

(…) Tra l’altro all’esperimento aveva assistito anche il professor Piero Pasolini, illustre fisico e amico di un’altra celebrità scientifica qual è il professor Antonino Zichichi. In una sua relazione, Pasolini parlò di “campi magnetici, gravitazionali ed elettrici interagenti che sviluppano atomi di antimateria proiettati e focalizzati in zone di spazio ben determinate anche al di là di schemi di materiali vari, che essendo fuori fuoco si manifestano perfettamente trasparenti e del tutto indenni”.

In pratica, ma qui entriamo in una spiegazione scientifica un po’ più complessa, gli scienziati italiani che avevano realizzato quel macchinario, sarebbero riusciti ad applicare la teoria di Einstein sul campo unificato, e cioè identificare la matrice profonda ed unica di tutti i campi di interazione, da quello forte (nucleare) a quello gravitazionale. Altri fisici in tutto il mondo ci avevano provato, ma senza alcun risultato. Gli italiani, a quanto pare, c’erano riusciti. (…)

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L’universo di Planck

luglio 6th, 2010 — 7:34am

Rilasciata la prima immagine globale

di Marco Cagnotti

Ecco qua il Tutto. O, meglio, tutto quel che c’è da vedere. Perché l’universo visibile è solo una piccola porzione della totalità, e molto di più si trova al di là del confine osservabile. Tuttavia solo fin lì può spingersi lo sguardo dell’uomo… anzi dei suoi strumenti, come Planck. E già è tanto, se pensi a chi sei.

La striscia brillante è la nostra galassia. Dietro c’è la radiazione cosmica di fondo: il vero scopo di Planck. (Cortesia: ESA/LFI & HFI Consortia)

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