Archive for gennaio 2011


Esopianeti più grossi del previsto

gennaio 31st, 2011 — 3:00am

E alla fine evaporano

di Marco Cagnotti

ResearchBlogging.orgSaranno anche una delle scoperte più importanti dell’astrofisica degli ultimi 20 anni, ma non sono posti belli da visitare: esopianeti giganti gassosi su orbite strettissime intorno alle proprie stelle. Come se Giove si trovasse a pochi milioni di chilometri dal Sole, per intenderci. Postacci da migliaia di gradi, immersi in un gas caldissimo, magari con una superficie di magma in ebollizione. Palle gonfiate dal calore ricevuto dalla stella. Ma neppure quello basta per spiegarne l’enorme volume. E allora?

In vacanza qui? No, grazie. (Cortesia: ESA/C. Carreau)

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Ma è arte?

gennaio 30th, 2011 — 3:00am

Se lo è, non si capisce perché

di Marco Cagnotti

Io sono una persona semplice. Neanche tanto intelligente. E men che meno colta. Perciò a me le cose bisogna spiegarle in maniera semplice.

Da persona semplice, di fronte all’arte contemporanea mi scopro sempre a pensare: “Lo potevo fare anch’io!”. Sicché, quando ho beccato un libro con questo titolo preciso preciso, il sottotitolo “Perché l’arte contemporanea è davvero arte” e lo scopo esplicito di spazzar via i miei pregiudizi con un linguaggio semplice e piano, gli sono zompato sopra ben contento di poter capire.

Beh, non ho capito.

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La più remota delle galassie

gennaio 29th, 2011 — 8:48am

Sola soletta a 13,2 miliardi di anni-luce

di Marco Cagnotti

ResearchBlogging.orgCon i suoi 20 anni suonati di attività, il Telescopio Spaziale è uno strumento ormai anzianotto, quasi pronto per il disarmo. Ma lui non fa un plissé. Imperterrito, ogni 3 per 2 ne sforna una nuova. L’ultima: la galassia più distante mai osservata finora. Se ne sta lì, sola soletta, a 13,2 miliardi di anni-luce. Per scovarla ci è voluta la peculiare sensibilità di Hubble, perché la luce di quella remota galassia, emessa nel visibile, è così spostata dall’effetto Doppler verso lunghezze d’onda maggiori da essere finita ormai nell’infrarosso.

Eccola lì, in fondo all'universo. (Cortesia: NASA/ESA/ UCSC/G. Illingworth/R. Bouwens /Leiden University/HUDF09 Team)

Continua… (Corriere del Ticino)

Bouwens, R., Illingworth, G., Labbe, I., Oesch, P., Trenti, M., Carollo, C., van Dokkum, P., Franx, M., Stiavelli, M., González, V., Magee, D., & Bradley, L. (2011). A candidate redshift z ≈ 10 galaxy and rapid changes in that population at an age of 500 Myr Nature, 469 (7331), 504-507 DOI: 10.1038/nature09717

Yan, H., Windhorst, R., Hathi, N., Cohen, S., Ryan, R., O’Connell, R., & McCarthy, P. (2010). Galaxy formation in the reionization epoch as hinted by Wide Field Camera 3 observations of the Hubble Ultra Deep Field Research in Astronomy and Astrophysics, 10 (9), 867-904 DOI: 10.1088/1674-4527/10/9/003

Kistler, M., Yüksel, H., Beacom, J., Hopkins, A., & Wyithe, J. (2009). THE STAR FORMATION RATE IN THE REIONIZATION ERA AS INDICATED BY GAMMA-RAY BURSTS The Astrophysical Journal, 705 (2) DOI: 10.1088/0004-637X/705/2/L104

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Io non ci sto

gennaio 28th, 2011 — 3:00am

Anche se mi considerano un fesso

di Andrea Signori

Fioccano programmi televisivi sulle ultime vicende pseudopolitiche. L’opinione pubblica è scossa (forse). Durante una trasmissione mi ha colpito molto una frase. Il corrispondente straniero di una testata giornalistica afferma: “Fuori dall’Italia colpisce non tanto il relativo squallore della vicenda, ma il silenzio della nazione. Qui ci si chiede dove siano gli italiani ‘dissidenti’. Nauseati? Esausti? Rassegnati? Tanto stanchi da non voler nemmeno commentare? Sappiatelo: chi non alza la voce, chi non si fa sentire, chi non dissente è implicitamente connivente”.

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Sondaggio

gennaio 27th, 2011 — 12:14am

Tre domande semplici semplici

di Marco Cagnotti e Alessio Palmero Aprosio

Certi di fare cosa gradita ai nostri lettori, sottoponiamo alla loro attenzione un simpatico sondaggio al quale siamo sicuri daranno ampio riscontro.

(Ovviamente solo i believer ne apprezzeranno la particolarità.)

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Cefeidi in crisi?

gennaio 26th, 2011 — 3:00am

Forse non sono buone candele standard

di Silvia Fracchia

ResearchBlogging.orgLa Galassia di Andromeda dista 2,5 milioni di anni-luce dalla Terra: un dato senza dubbio molto interessante. Ma ancora di più lo è il modo in cui può essere ricavato sperimentalmente.

La determinazione delle distanze astronomiche, come viene logico pensare, non è un procedimento banale. Soprattutto, non si effettua in modo univoco: a seconda di quanto è lontano l’oggetto in questione, occorre scegliere il metodo più opportuno. Se vogliamo misurare la distanza di una stella fino a circa un centinaio di anni-luce, può andarci bene il metodo della parallasse. Per distanze più elevate, però, dobbiamo fare ricorso ad altre tecniche. Ad esempio possiamo sfruttare le caratteristiche di alcune stelle variabili peculiari: le Cefeidi. Ma ora proprio le Cefeidi potrebbero essere un po’ in crisi nel loro ruolo di strumento principe per la misura delle distanze cosmiche.

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Mondi paralleli

gennaio 25th, 2011 — 3:46pm

Fonte: ilpost.it

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Non sum dignus (e due!)

gennaio 24th, 2011 — 8:22am

Se mi piacevano di là, mi piaceranno pure di qua

di Marco Cagnotti

Dunque… c’è questa roba qua, il Sunshine Award 2011. In sostanza un blogger che ti legge ti cita in una lista di 12 blog che gli piacciono, tu ringrazi e fai altrettanto con altri 12 blog che piacciono a te. E via così, esponenziale. A me è capitato con 42. E’ una catena di Sant’Antonio, lo so. Quando mi capitano, le stronco sempre. Stavolta, un po’ perché l’autocompiacimento mi ha gonfiato come un rospo, un po’ perché non è una catena cretina come le altre, un po’ perché aiuta a dare visibilità ai piccoli blog poco conosciuti, ho deciso di aderire. Sicché da 42 ho citato 12 blog a mio giudizio meritevoli. Solo che…

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Il pianeta più caldo

gennaio 22nd, 2011 — 7:48am

Perfino più di alcune stelle

di Marco Cagnotti

ResearchBlogging.orgStella? Calda. Pianeta? Freddo. Ovvio: la stella genera energia e il pianeta invece no, perché brilla di luce riflessa (poi non è precisamente così, ma non stiamo a sottilizzare). Così si direbbe sulla base del buon senso. Ma l’universo è assai più ricco di stranezze di quante ne possiamo immaginare noialtri (e già Shakespeare: “Ci sono più cose in cielo e in terra, Orazio…”). Sicché non stupisce ora scoprire che un esopianeta (cioè un pianeta intorno a un’altra stella) è più caldo di alcune stelle conosciute.

Un anno quassù è di meno di 30 ore. (Cortesia: NASA/ESA/G. Bacon/STScI)

Continua… (Corriere del Ticino)

A. M. S. Smith, D. R. Anderson, I. Skillen, A. C. Cameron, & B. Smalley (2011). Thermal emission from WASP-33b, the hottest known planet arXiv arXiv: 1101.2432v1

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Identico sputato

gennaio 21st, 2011 — 3:06pm

Uguale uguale, proprio

di Marco Cagnotti

Dice: “Ci piglia alla perfezione”. Che?

Dice: “L’oroscopo”. Ah, ecco. E che ci piglia?

“Il mio carattere”, dice. “In pieno, guarda”. Ma va?

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The Big Beginning

gennaio 21st, 2011 — 7:54am

Che c’è da vedere in TV se non selezioni alcun canale? Un segnale assai antico per l’1 per cento…

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Coriolis prima di Coriolis

gennaio 21st, 2011 — 3:00am

Una forza apparente apparentemente già teorizzata

di Ginevra Sanvitale

ResearchBlogging.orgFare una scoperta scientifica cercando di dimostrare la falsità di uno dei più importanti capisaldi della fisica classica: sembra strano, ma è accaduto. L’autore del “misfatto” è Giovanni Battista Riccioli, scienziato e gesuita vissuto nella prima metà del Seicento. A rinvenire la scoperta, invece, il fisico Cristopher Graney, del Jefferson Community and Technical College, nel Kentucky, in un articolo pubblicato su arXiv.

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Indagato l’interno della Luna

gennaio 20th, 2011 — 3:00am

Grazie a dati vecchi più di 30 anni

di Mattia Luca Mazzucchelli

ResearchBlogging.orgVuoi vedere com’è fatto l’interno di una mela? Ti basta sbucciarla. Ma per un pianeta o un satellite non è così semplice. Di persona non puoi certo entrarci, se non a minuscole profondità. E anche le trivellazioni raggiungono al massimo qualche chilometro. Peggio ancora se ti occupi di un corpo celeste, anche vicino come la Luna: non puoi mica andar lì a far buchi. Adesso però metodi nuovi applicati a strumenti vecchi permettono di chiarire la struttura interna del nostro satellite.

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Vergogna

gennaio 19th, 2011 — 12:23pm

di Marco Cagnotti

The Mussolini of Ass

There is a place where all the breasts are large. Large, young, tanned, and naked. A place where everyone fucks and fucks and fucks and never dies. Where the men are rich and carefree and the women are beautiful and pliant and young. Where television quiz shows are strip quiz shows. Where sports-talk shows are sports-talk shows bookended by women in bikinis. The women in government, too, are the women of buoyant, ageless breasts. They are members of Parliament. They are the sexiest cabinet ministers in the world. In this place, most schoolgirls hope to get jobs someday doing the special TV shimmy-dance you do by yourself on-camera, and then maybe go on to marry a soccer player or take their place in the parliament of beauty. You don’t have to pay taxes in this place, and the laws are only laws until they limit your dreams. This place was invented by one man, a man who changed the world of rationing and punishment into a place that promises you can have everything you want and need never be punished again. This man dreamed up the television, he appointed the ministers, he started the revolution, and he is the greatest living exponent of his vision. A man who never, ever gets old, never goes bald, never gets untan or looks as short as he used to. A man who never, never stops smiling.
(by Devin Friedman)

Continua… (GQ)

Risale a sei mesi fa, ma sembra scritto stamattina.

E poi dite che non c’è da vergognarsi di essere italiani?

Potendo godere del privilegio della doppia cittadinanza, più che mai sto seriamente meditando di rinunciare a quella italiana.

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“L’unic dispiasè…”

gennaio 19th, 2011 — 11:02am

Fonte: Giornalettismo

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Party

gennaio 19th, 2011 — 8:22am

Fonte: Abstruse Goose

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Le risposte all’Astroquiz

gennaio 18th, 2011 — 3:00am

Tanti partecipanti, ma purtroppo…

di Marco Cagnotti e Mario Gatti

Da quattro a sette a nove partecipanti: la crescita del successo del nostro Astroquiz non cessa di stupire noi stessi. Stavolta probabilmente faceva gola anche il premio in palio. Eppure…

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Molti diversi stati della materia

gennaio 17th, 2011 — 3:00am

Possiamo trovarli grazie alla topologia

di Ginevra Sanvitale

ResearchBlogging.orgSe domani mattina qualcuno venisse a bussare alla tua porta di casa e ti dicesse che la ciambella che stai mangiando e la tazza da cui stai bevendo hanno la stessa forma (magari precisando che godono di un omeomorfismo), cercando poi di convincerti della possibilità di creare nuove tipologie di materia partendo soltanto dalla matematica, probabilmente penseresti che è pazzo. E invece no: si tratterebbe solo di un topologo un po’ invadente. La topologia non è la disciplina che studia i topi e le tope, bensì quella branca della matematica che si occupa delle proprietà di oggetti deformati attraverso compressioni, allungamenti e altre operazioni che non prevedano alcun tipo di taglio, incollamento e sovrapposizione. Per quanto riguarda la storia della ciambella, una semplice animazione aiuta a capire meglio. Invece la questione della materia è un po’ più complessa.

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Più sali e più fa caldo

gennaio 15th, 2011 — 7:47am

Il mistero della corona solare

di Marco Cagnotti

ResearchBlogging.orgSotto fa freddo. Insomma, freddo per dire: sono pur sempre 6.000 gradi. Niente però in confronto alla temperatura più su: milioni di gradi, pensa un po’. Così è la situazione sul Sole, dove la fotosfera è più fredda e la corona, tutt’intorno alla nostra stella, assai più calda. Com’è ‘sta cosa?

Continua… (Corriere del Ticino)

De Pontieu, B., McIntosh, S., Carlsson, M., Hansteen, V., Tarbell, T., Boerner, P., Martinez-Sykora, J., Schrijver, C., & Title, A. (2011). The Origins of Hot Plasma in the Solar Corona Science, 331 (6013), 55-58 DOI: 10.1126/science.1197738

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Lampi inattesi dal Granchio

gennaio 14th, 2011 — 3:00am

Nebulosa batte acceleratore 100 a 1

di Andrea Signori

ResearchBlogging.orgLa Nebulosa del Granchio ha festeggiato l’inizio del 2011 con inaspettati lampi di radiazione gamma. Emessi da particelle cariche con energie di circa 1.000 TeraelettronVolt (TeV), sono la prova ufficiale che la Natura surclassa le potenzialità del Large Hadron Collider del CERN: circa 10 TeV. Mettendo da parte la fastidiosa sensazione di essere doppiati da un bolide mentre si guida fieri un sofisticato triciclo, la notizia è di primaria importanza. Anzitutto mette in discussione la validità dei modelli correnti che descrivono l’accelerazione di particelle cariche nei plasmi astrofisici. E poi fa vacillare l’utilizzo della Nebulosa come candela standard, cioè come oggetto la cui luminosità è presa come parametro di riferimento. Infatti i lampi gamma rilevati hanno aumentato di sei volte la luminosità della Nebulosa per alcuni giorni. Gli astrofisici sono dunque avvisati.

La Nebulosa del Granchio in un'immagine costruita sovrapponendo varie porzioni dello spettro elettromagnetico.

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Quanta roba nel rumore di fondo

gennaio 13th, 2011 — 5:59pm

Presentato il catalogo preliminare di Planck

di Marco Cagnotti

Il rumore di fondo, si sa, è un fastidio per gli scienziati. Un disturbo del quale cercano di disfarsi. Ma talvolta proprio nel rumore di fondo si nascondono informazioni preziose su altre cose. Prendiamo il caso di Planck, l’Osservatorio spaziale dell’ESA nel punto lagrangiano a 1,5 milioni di chilometri dalla Terra, piazzato lì per studiare la radiazione cosmica di fondo (CMB, che sta per Cosmic Background Radiation) liberata nell’universo 380 mila anni dopo il Big Bang, quando lo spazio diventò trasparente e i fotoni poterono proseguire liberi.

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Come volevasi dimostrare

gennaio 12th, 2011 — 3:00am

Fateci pagare per leggere i giornali

di Marco Cagnotti

John Lanchester ha pubblicato sulla “New York Review of Books” un’analisi straordinariamente precisa, puntuale e lungimirante delle ragioni della crisi dei giornali, dal titolo inequivocabile: “Let us Pay”. Ma non solo: oltre alla diagnosi, propone anche una prognosi e una cura.

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Chissà mai se costruiremo un computer quantistico…

gennaio 11th, 2011 — 5:00pm

…e chissà che cosa ce ne faremo?

di Marco Cagnotti

Quest’intervista è disponibile in versione
ridotta anche nel podcast
di Quarantadue

C’è un ricordo personale associato a quest’ufficio. E oggi sono qui di nuovo con la stessa persona: Annalisa Marzuoli, fisica teorica dell’Università di Pavia. Fa un po’ strano, per la verità. Però so che Annalisa si occupa ancora di cose interessanti. Così mi faccio raccontare che cos’è cambiato nel suo lavoro, a distanza di quasi 20 anni.

Ma un essere umano è più di una macchina di Turing? (Cortesia: A. Marzuoli)

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“Terra! Terra!”

gennaio 11th, 2011 — 4:53pm

Un’altra? Ma anche no. O forse un po’ sì

di Marco Cagnotti

Noi siamo buoni, bravi, gentili e modesti. E tutto vorremmo fuorché passare per quelli che tranciano giudizi per i quali non sono qualificati. Siamo solo modesti cronisti scientifici, si sa. Ma nemmeno vorremmo dover assistere alla nascita di un altro tormentone scientifico, ossia il reiterato annuncio di una scoperta rivoluzionaria. Sempre la stessa. Insomma, non ci piacerebbe che l’”esopianeta terrestre” diventasse come l’”acqua su Marte”. Che, diciamocelo, ormai ci ha fatto due palle così. Però, siccome siamo solo modesti cronisti scientifici (sì, l’abbiamo già detto), quando ci alziamo la mattina e troviamo tutti i siti di informazione astronomica pieni a strafottere dell’annuncio dell’esopianeta terrestre non possiamo certo passare la faccenda sotto silenzio. Ergo, volenti o nolenti, convinti o meno, ci tocca parlarne.

No, non è un posto dove portare a spasso il cane. (Cortesia: NASA)

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Il problema non è l’iPad in sé

gennaio 9th, 2011 — 3:00am

Ma il miope tentativo di usarlo solo come un banale giornale elettronico

di Marco Cagnotti

Col successo dei tablet, adesso vanno molto di moda le app dedicate per i singoli giornali: ogni testata un’app. Belle, certo: interattive, interfacciate coi social network, con grafiche da urlo. E tutti gli editori e gli opinionisti e i blogger a far sì con la testa, a congratularsi gli uni con gli altri, a fregarsi le mani perché hanno trovato un sistema per far pagare (di nuovo) i lettori: la risposta alla crisi devastante dell’informazione tradizionale, di cui abbiamo già parlato in un articolo precedente. Vuoi l’app? Paghi. Oppure l’app è gratis, ma allora… vuoi l’ultima edizione del giornale? Paghi. E’ il solito, antico, tradizionale modello di business visto e rivisto e stravisto.

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Anche tu scienziato

gennaio 8th, 2011 — 9:05am

A caccia di pianeti extrasolari, per esempio

di Marco Cagnotti

Lunghi anni di studi, fino al dottorato. Poi una vita in laboratorio o qualche istituto di ricerca, fra alambicchi e provette, o telescopi e acceleratori, o magari solo lavagne piene di conti complicatissimi. Tutto questo grazie a un’intelligenza mostruosa e una feroce autodisciplina nella ricerca della conoscenza, del sapere, della cultura. Per scoprire cose che nessuno conosceva prima. Così è lo scienziato nell’immaginario collettivo, come dimostrano anche alcuni sondaggi. Comunque è sempre “altro” rispetto alle persone normali, concentrato su nebulose e DNA e poco interessato alle comuni faccende quotidiane. Ecco perché c’è una cesura insanabile fra scienza e società. Ma sai che c’è? Non funziona così.

Continua… (Corriere del Ticino)

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Eclisse parziale, sfida totale

gennaio 8th, 2011 — 3:00am

Anche lei serve alla scienza

di Costantino Sigismondi

Il Sole ha un suo diametro ben preciso, nonostante sia una sfera gassosa, e attorno a questo fatto ci sono molti scienziati che si prodigano nel misurarne le minime variazioni. Le implicazioni climatiche sono importantissime, visto che l’umanità in un anno rilascia l’energia che il Sole ci somministra in un’ora. La conoscenza del diametro della stella deve perciò essere migliore di una parte su 10 mila (cioè pressappoco, per dare un’idea, quante ore ci sono in un anno), in modo da poter escludere che il riscaldamento globale, se c’è realmente, sia di origine solare.

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Le collisioni non bastano

gennaio 7th, 2011 — 3:00am

Qualcos’altro alimenta i buchi neri supermassicci

di Silvia Fracchia

ResearchBlogging.orgOrmai lo sanno anche i paracarri: molte galassie ospitano nel proprio nucleo un buco nero supermassiccio. Così come tutti sanno che questi buchi neri sono coinvolti nell’attività di alcuni peculiari nuclei galattici, gli Active Galactic Nuclei (AGN). Ciò che ancora resta un mistero è, semmai, la causa di quest’attività: che cosa alimenta il cuore di certe galassie, provocando l’emissione di enormi quantità di energia sotto le più svariate forme?

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I soldi non ci sono

gennaio 6th, 2011 — 5:42pm

Quindi non rompete, OK?

di Marco Cagnotti

Capito? Non ci sono. Purtroppo è così: niente soldi. Non insistete. Sarebbe bello, ma per sconfiggere l’AIDS in Africa, per debellare la povertà, la fame, la diarrea infantile, per fare più ricerca scientifica fondamentale, per sviluppare la fusione termonucleare, per promuovere la cultura (aggiungere altri scopi a piacere) non ci sono soldi. Ficcatevelo in zucca e non rompete le palle.

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Seguendo la Stella

gennaio 6th, 2011 — 3:00am

E ha pure la coda

di Costantino Sigismondi

Un astrofisico “rogatus a pluribus” doveva occuparsi prima o poi della Stella di Betlemme, ma devo dire che all’inizio mi sembrava un argomento su cui fare solo uno studio di rassegna. Avevo sentito parlare dell’”ipotesi di Keplero” e cercai di fare chiarezza su quella. Così cominciarono le sorprese.

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