Buchi neri: buio e mistero, fascino e terrore, incubo di un orizzonte senza ritorno. Per intere stelle sono una fine inevitabile: se troppo vicine, sono attratte nel vortice di materia e non hanno scampo. Ma c’è una novità: è stata scoperta una via di fuga.
Cygnus X-1: un brutto, brutto, bruttissimo posto. Ma forse qualche particella la sfanga.
Rita è una mia vicina di casa che ama molto i gatti. Li ama così tanto da aver adottato un cucciolo cieco: un batuffolo peloso e affettuoso al quale Rita ha amorevolmente insegnato a muoversi da solo in casa e in giardino. Altri l’avrebbero fatto sopprimere senza tanti pensieri: chissenefrega di uno stupido gatto cieco? Rita no. Rita gli ha regalato due anni e mezzo di vita. Perché alla fine il gattino cieco è morto. Rita l’ha fatto sopprimere. “Non voleva più vivere”, mi ha spiegato qualche giorno fa. “Non aveva una malattia precisa. Semplicemente aveva smesso di mangiare, perfino di uscire di casa. Più volte ho cercato di aiutarlo con infusioni nutritive. Lui migliorava un po’, ma poi crollava di nuovo. Così mi sono chiesta: ‘Se lui non la vuole, chi sono io per imporgli questa vita?’”. Perciò adesso quel gattino cieco non c’è più. Confesso di essermi commosso, ripensando a quei due anni e mezzo di vita ricca di amore ma anche di sofferenza: una palla di pelo avvolta da un buio infinito. Un insignificante gattino cieco che finirà nell’oblio della storia del cosmo. Ma che, per due anni e mezzo, è vissuto sereno e col suo affetto ha illuminato la vita di Rita.
Amy: Scusami, sono state troppo velata? Intendevo dire che comparata alla concretezza della neurobiologia la fisica teorica è… come posso dire?… simpatica.
Sheldon: In pratica tu stai insinuando che il lavoro di un neurobiologo come Babinski potrebbe superare il livello di importanza di quello di un fisico come Clerk Maxwell o Dirac?
Amy: Lo dichiaro apertamente: Babinski si mangia Dirac a colazione e defeca Clerk Maxwell a cena.
Sheldon: Ritira quello che hai detto.
Amy: Assolutamente no. Noi stiamo mappando i substrati neurologici che promuovono l’elaborazione delle informazioni necessarie per ogni attività cognitiva, speculazioni scientifiche incluse, il che rende la mia ricerca ipso facto prioritaria nell’ordo cognoscendi. (Si volta.) Il che implica che è migliore della sua ricerca e per estensione anche della vostra.
Leonard: Scusate, stavo ancora cercando di immaginare come sarebbe defecare Clerk Maxwell…
Sheldon: Sì, ma, se mi permetti, una teoria unificata onnicomprensiva, in quanto esplicativa di tutto lo scibile, spiegherebbe ipso facto anche la tua sovrastimata neurobiologia.
Amy: Sì, ma se avrò successo potrò riprodurre i tuoi processi cognitivi con cui trarre da me una teoria unificata onnicomprensiva e sussumere le tue conclusioni secondo il mio paradigma.
Sheldon: Questa è un’affermazione pregna di infimo psicologismo , che è stato definitivamente bollato come cialtroneria da Gottlob Frege nel 1890.
Amy: Sembra che siamo giunti a un’impasse.
Sheldon: Concordo. Propongo di porre termine alla nostra relazione.
Ne sono stati fatti di progressi da quando, in una notte del 1572, un nobiluomo danese con il pallino dell’astronomia si accorse della presenza di un nuovo e misterioso astro, spudoratamente brillante nella volta celeste, tanto da riuscire a relegare in secondo piano perfino Venere. L’astronomo era Tycho Brahe, il maestro di Keplero, e ancora oggi possiamo rivivere le sue osservazioni, trascritte minuziosamente nell’opera De nova et nullius aevi memoria prius visa stella. Lo strano oggetto, situato nella Via Lattea, nella costellazione di Cassiopea, rimase visibile a occhio nudo fino al 1574, prima di sparire nel nulla. La verità è ormai nota: Brahe e i suoi contemporanei ebbero la fortuna di vedere con i propri occhi nientemeno che un’esplosione di supernova.
L’Italia è il Paese che ha regalato al mondo il 50 per cento dei beni artistici tutelati dall’UNESCO: più di 100 mila chiese e monumenti, 40 mila dimore storiche, 3.500 musei, 2.500 siti archeologici e più di 1.000 teatri. Lo sapevi? Approfitta delle tue vacanze per scoprire l’Italia che ancora non conosci, questa nostra magnifica Italia da scoprire e da amare.
Ecco una bella biografia del genio misterioso scomparso nel 1938, il cui segreto è nascosto… chi lo sa? Forse in fondo al Mediterraneo, forse nel cimitero di qualche monastero dell’Italia Meridionale, forse in Sudamerica. João Magueijo non sposa alcuna tesi sul destino di Ettore Majorana, ma fa le pulci a tutte, evidenziandone limiti e contraddizioni. Di passaggio, dice peste e corna dei ragazzi di via Panisperna, tutti troppo morti per poter reagire e tutti bastonati senza una gran documentazione a supportare la tesi di Maugeijo. Si salvano giusto Rasetti e Pontecorvo. Ma ce n’è anche per Pauli e Bohr.
La stella più grande. La più piccola. La più calda. Ogni tanto ecco arrivare il nuovo record, e bisogna parlarne, ché altrimenti “buchi” la notizia e poi, si sa, il pubblico è curioso e la stranezza vende sempre bene. Sicché stavolta ci tocca raccontare la stella più fredda. Ma fredda proprio: 100 gradi Celsius. Esatto: la temperatura di ebollizione dell’acqua. Quando ti prepari una tisana ottieni lo stesso risultato. “Potrebbero perfino esserci delle nubi di vapore acqueo”, spiega Michael Liu, dell’Istituto di Astronomia dell’Università della Hawaii. Ma che razza di stella è?
Una ricostruzione artistica del sistema binario CFBDSIR 1458+10. (Cortesia: ESO/L. Calçada)
Michael C. Liu, Philippe Delorme, Trent J. Dupuy, Brendan P. Bowler, Loic Albert, Etienne Artigau, Celine Reyle, Thierry Forveille, & Xavier Delfosse (2011). CFBDSIR J1458+1013B: A Very Cold (T10) Brown Dwarf in a Binary System arXiv arXiv: 1103.0014v2
“Signor Sulu, velocità di curvatura”: sicuramente una delle frasi più celebri dell’universo di Star Trek e una delle prime cose che vengono in mente agli appassionati quando si parla di superare la velocità della luce. Ma se invece volessimo agire su di lei, cioè sulla velocità della luce, magari proprio per diminuirla?
Nuove misure sono incompatibili con le alternative.
di Silvia Fracchia
Tempi duri per i nemici dell’energia oscura: i nuovi dati dell’Hubble Space Telescope sembrano infatti escludere la più plausibile alternativa alla sua presenza. Ma vediamo di ricostruire cronologicamente la storia di quest’enigma cosmologico.
Uno non fa in tempo a distrarSi quel paio di milioni di anni per meditare sulla Propria Necessità Ontologica, che quando Si ripiglia trova un casino. Vi avevo lasciati a penzolare dalle piante incuriositi dalla savana, e adesso vi ritrovo a farvi le seghe mentali sulla teodicea. Ma porco Me, non avete niente di meglio da fare? Chessò, stare un tantino più attenti a non far troiate con i nuclei atomici, tanto per dire…
La prova che l’uomo ha un ruolo fondamentale nel cambiamento del clima te la aspetti dalle estati (in media) sempre più calde, dalla fusione dei ghiacciai, dalle concentrazioni sempre più elevate dell’anidride carbonica nell’atmosfera. Certo non dal nucleo della Terra. Eppure proprio il nucleo esterno del nostro pianeta è il punto nodale di uno studio sull’andamento del clima che parte da ancora più lontano: dalla diversa durata dei giorni.
Non dall'atmosfera né dagli oceani, ma dal nucleo della Terra arriva l'ultima prova della grande influenza dell'uomo sul riscaldamento globale (Cortesia: NASA/JPL/Université Paris Diderot/Institut de Physique du Globe de Paris )
Per provare a capire i principi di funzionamento dei rivelatori di LHC (e per “principi di funzionamento” intendo veramente i principi primi, non proprio la fisica che sta dietro i processi di rivelazione o la tecnologia su cui si appoggiano) è necessario prima chiarire due concetti chiave. Eccoli qui.
Divulgare la matematica è una rogna. Divulgare la filosofia pure. Immaginarsi divulgare la filosofia della matematica. A fumetti, poi. Eppure questo è un tentativo piuttosto ben riuscito. Infatti la matematica, la logica, la filosofia rimangono sullo sfondo e in primo piano ci sono i casi umani dei personaggi, anzi del personaggio Bertrand Russell. Comunque un gran bel fumetto, coinvolgente, che scorre via veloce e che, se anche non lascia molto come conoscenze acquisite, permette almeno di “annusare” un po’ i fondamenti della matematica. Volendo permettere al lettore di approfondire, gli autori hanno inserito un glossario finale decisamente ben fatto, che serve come trampolino di lancio per letture ulteriori.
“Le macchie? Il Sole ha le macchie? Ma dai?”: sguardo stupito, espressione perplessa. Eh, già: lo sanno in pochi. Di solito lo sanno quelli che si occupano del Sole, vuoi perché lo studiano da professionisti, vuoi perché ne hanno la passione. Lo sanno tutti gli astronomi fin dal Seicento, per esempio, quando le macchie solari furono scoperte. E lo sanno ancora meglio dalla metà dell’Ottocento, quando compresero che le macchie si presentano con un ciclo di 11 anni. Perché a volte le macchie ci sono, con il Sole al massimo di attività, e sono tante e grandi, e a volte invece non ci sono, quando il Sole è al minimo, e allora puoi cavarti gli occhi frugando sulla superficie solare senza riuscire a scovare un puntino che sia uno. E difatti proprio così è andata fino a poco più di un anno fa. L’ultimo minimo è stato lunghissimo: più del doppio dei giorni senza macchie rispetto ai minimi precedenti. Per trovare un minimo di attività paragonabile a questo bisogna spingersi all’inizio del secolo scorso. Una bella stranezza. Come si spiega? Su “Nature” nei giorni scorsi una risposta verosimile.
Che cos’è? Semplice: è la capacità di osservare noi stessi con gli occhi di qualcun altro. Ossia di contemplare le nostre idee e opinioni con distacco, soppesando prove e argomenti per la loro razionalità e non per la soddisfazione che ci danno “di pancia”. Anzi, a maggior ragione, proprio perché sono le nostre idee dobbiamo essere particolarmente spietati ed esigenti con loro. E, di fronte all’evidenza dei loro limiti, della loro infondatezza o perfino della loro fallacia, dobbiamo saperli riconoscere.
Non solo: l’onestà intellettuale ci impone di saper portare le nostre idee alle loro estreme conseguenze, sempre nel rispetto della razionalità e della coerenza. Ovunque le conseguenze si trovino.
“Eddai, di’ qualcosa!”: da qualche giorno sono sollecitato via email affinché Stukhtra parli anche della tragedia di Fukushima e pure dello sfruttamento dell’energia nucleare. Sicché lo chiarisco subito: non diremo niente. Anzi, io non dirò niente. Non voglio dire niente. Ché, se dicessi qualcosa, farei girare i coglioni sia ai pro sia ai contro. E poi la fissione nucleare non è fisica: è un’applicazione della fisica. E sai che c’è? Me ne frega anche poco (della fissione, sia chiaro, non della tragedia umana). Quanto agli aspetti tecnico-scientifici, sarebbe superfluo aggiungere qualcosa a quanto già ha spiegato con chiarezza e dovizia di particolari Amedeo Balbi su Keplero con il post “Un po’ di cose che so sulle centrali nucleari”.
In un articolo di qualche tempo fa abbiamo parlato di alcuni voraci astri divoratori di pianeti scoperti nell’ammasso aperto NCG 3603. Ma i bizzarri comportamenti dei corpi celesti non si esauriscono qui: stavolta abbiamo a che fare con stelle giovani e un po’ addormentate, ma in grado di generarne, a propria insaputa, altre più piccole.
Te lo immagini il Grande Consiglio dei Saggi dell’Universo che decide di modificare le Leggi della Natura una volta scoperto che la gravità è “di sinistra”? Magari perché è “mentalmente disturbata” e “antropologicamente diversa”? Per fortuna la notizia di cui parliamo non è altrettanto tragica.
João Magueijo e Dionigi Benincasa, dell’Imperial College di Londra, in un articolo su arXiv propongono un modo per elevare le teorie di quantum gravity dal livello puramente speculativo alla falsificabilità sperimentale, caratteristica fondamentale di ogni teoria fisica. I due scienziati suggeriscono di analizzare le proprietà della radiazione cosmica di fondo (CMB) per ricavare importanti informazioni sulla natura del gravitone.
La radiazione cosmica di fondo, qui ripresa da WMAP, è la fotografia dell’universo al momento del disaccoppiamento tra luce e materia: dal blu al rosso, zone a temperatura crescente. (Cortesia: WMAP)
La recente ondata di insurrezioni popolari in Medio Oriente ha portato a un totorivoluzione che neanche le vecchine al Bingo. Quale sarà il prossimo Paese a ribellarsi? Il Marocco? La Giordania? L’Iran? Nemmeno la Political Instability Task Force, creata dai cervelloni della CIA nel 1994, è in grado di dirlo: i modelli hanno un discreto successo nelle simulazioni di eventi storici, ma non riescono a prevedere il futuro a causa della moltitudine di fattori concorrenti e della complessità delle loro interazioni. La presenza di elementi critici potrebbe portare con buona probabilità allo scoppio di una rivoluzione, ma potrebbe anche collassare producendo un nulla di fatto. Tuttavia la scienza, ancora una volta, ci tende la mano: a quanto pare ci sono buoni margini di miglioramento nella previsione delle insurrezioni. Basta trovare lo schema giusto: quello che ci mostri il comportamento collettivo delle popolazioni.
Un'infografica basata sui tradizionali fattori-chiave che scatenano le insurrezioni popolari. (Cortesia: Elefint Designs)
Pavia, una mattina di aprile del 1993. Il tepore primaverile anticipa il gran caldo che colpirà di lì a poche settimane. Il sole produce strane figure sulla scrivania, in quell’ufficio del Dipartimento di Fisica. “Marco, tu che cosa leggi in bagno?”. Un momento di sconcerto: perché una domanda così bizzarra dalla mia prof, che mi ha seguito per mesi, che ha letto la mia tesi e alla quale ora ho chiesto un consiglio per le mie scelte professionali? Mi riprendo dalla perplessità e le do una risposta spontanea: “Romanzi di fantascienza… saggi di divulgazione… Ma che c’entra, scusa?”. E a quel punto arriva la replica, sgradevole da ascoltare ma senza dubbio onesta: “C’entra, perché in un ambiente competitivo come la ricerca scientifica ci vuole il sacro fuoco, cioè il pensiero sempre rivolto, nel nostro caso, alla fisica teorica. Il sacro fuoco ti spinge a leggere ‘Physical Review Letters’ e ‘Classical and Quantum Gravity’ anche in bagno. E più tardi, sotto la doccia, la mente è concentrata sui conti e sui modelli, a caccia dell’intuizione che farà chiarezza sulla tua ricerca. Tu sei intelligente, Marco, ma ti manca il sacro fuoco. Pensaci…”.
L’umanità si divide in due categorie, entrambe in accordo con il Principio dell’Azione Stazionaria (guida sintetica ed essenziale a tutte le leggi dell’universo): quelli che scelgono l’azione minima (i pigri) e quelli che optano per l’azione massima (gli stakanovisti). La fisica ammette entrambi, mentre confina alla sola virtualità i semicazzeggiatori o i finti lavoratori. Ora, se tu fai parte dei pigri, rallegrati, mio lettore. Un gruppo di scienziati cinesi ha da poco sfornato un’idea che farebbe proprio al caso tuo: sfruttare la luce come un raggio traente.