Archive for maggio 2011


Che forma ha l’elettrone?

maggio 31st, 2011 — 3:00am

Dalla fisica della materia uno sguardo sulle alte energie

di Andrea Signori

ResearchBlogging.orgLa ricerca dei costituenti elementari del mondo che abitiamo è una costante della storia del pensiero: dai filosofi greci e romani (Leucippo, Democrito, Epicuro, Lucrezio eccetera) fino ai moderni fisici delle particelle, tutti si sono chiesti quali fossero veramente gli “a-tomi” (cioè le entità “prive di parti”) della materia che ci circonda. Nel corso dei secoli più volte gli scienziati pensarono di aver dato una risposta definitiva a questo stuzzicante interrogativo, ma dovettero sempre ricredersi. Dagli alambicchi all’LHC: potremmo sintetizzare così la strada percorsa.

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Io e l’università siamo in pausa di riflessione

maggio 30th, 2011 — 4:51pm

di Silvia Bencivelli

Università: io ci provo, eh. Lo so che per te è un momentaccio. Che bisognerebbe incoraggiarti e farti pubblicità. Dire che sei il tempio della cultura e il luogo della conoscenza. Ci provo. Ma lo sai che gente ti abita? Ti sei fermata a osservare da vicino le dinamiche di quelli che si fanno belli col tuo nome? Quando ci vivevo era facile diventare insofferenti: mi sembrava di vivere in un incubo della Moratti, con le prepotenze stupide, il nonnismo spicciolo, i giochetti, gli scambi. C’era anche gente in gamba, ma in genere contava pochissimo. Adesso ti frequento ogni tanto da esterna, perché i tuoi abitanti mi invitano ad assistere alla loro decadenza. E il brutto è che invece pensano di aver organizzato un evento per il grande pubblico, che segnerà l’inizio di una rinnovata attenzione verso di loro.

Continua… (Silvia Bencivelli)

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La Via Lattea in crisi di mezza età

maggio 30th, 2011 — 3:00am

La nostra galassia si trova nella green valley

di Silvia Fracchia

ResearchBlogging.orgChe cos’hanno in comune Pablo Picasso e la Via Lattea, oltre alla sensazione di profonda meraviglia che suscitano in ognuno di noi, il primo con le sue opere, la seconda con la sua luminosità? Entrambi, nel corso della loro esistenza, sono passati (e nel caso della nostra galassia passeranno) attraverso periodi descrivibili con vari colori.

La Via Lattea. (Cortesia: NASA/JPL/Caltech)

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Capire l’Universo

maggio 29th, 2011 — 3:00am

Piluccato qua e là (il libro, non l’Universo)

di Marco Cagnotti

Questa non è una recensione. Non è nemmeno una marchetta (i lettori di Stukhtra lo sanno: io non faccio mai marchette), sebbene il libro in questione sia stato scritto da un mio amico. Allora che roba è? Semplice: siccome questo libro io non l’ho (ancora) letto, è una presentazione piatta piatta.

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Risolto il problema della massa mancante?

maggio 28th, 2011 — 4:43pm

di Amedeo Balbi

Allora. Succede che una studentessa australiana di 22 anni, a cui hanno dato un progetto di ricerca per uno stage, ottiene dei risultati interessanti. Ci scrive un articolo, insieme al suo supervisore e a un’altra ricercatrice, e l’articolo viene accettato da una rivista scientifica. L’università australiana decide allora di fare una press release, questa. Nella press release si insiste molto sul fatto che una studentessa così giovane è riuscita a ottenere una pubblicazione su una rivista importante, e che l’ha fatto durante uno stage di tre mesi. Chi l’ha scritta, evidentemente, ritiene che sia soprattutto quella l’”esca”, la cosa “notiziabile”. Ma si parla anche di astrofisica, massa mancante, misteri che vengono risolti, passi avanti improvvisi. Ce n’è abbastanza perché la press release venga pescata tra le centinaia che ogni giorno passano inosservate, sommerse dal rumore di fondo. E insomma, su tutti i mezzi d’informazione mondiali appare la notizia che una studentessa avrebbe risolto, in tre mesi, il problema della massa mancante.

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Marte: perché così piccolo?

maggio 28th, 2011 — 6:04am

Non ha fatto in tempo a crescere

di Marco Cagnotti

ResearchBlogging.orgNei film di fantascienza i coloni terrestri scendono su un pianeta e trovano un’atmosfera perfettamente respirabile, piante e animali, acqua allo stato liquido. Vien da dire: “Che fortuna! Son tutti così i pianeti alieni?”. Ovviamente no. Anzi, sono quasi tutti ambienti inospitali, troppo freddi o troppo caldi, senza atmosfera o con un’atmosfera letale, quasi certamente senza alcuna forma di vita. Marte non fa eccezione: non è un posto dove potremmo portare a spasso il cane. Però ha una caratteristica che lo rende interessante: il suo giorno dura poco più di 24 ore. Se ci trasferissimo lì, almeno i nostri ritmi biologici quotidiani non sarebbero sballati. Ma naturalmente non possiamo. Non ora, almeno. Ché per tutto il resto Marte, come abbiamo detto, è un postaccio. Tutto per colpa della sua massa: solo l’11 per cento di quella terrestre. Insomma, un pianeta roccioso, sì, ma piccolo. Perché? Adesso sembrano esserci ipotesi ragionevoli.

Marte e la Terra a confronto. Perché questa differenza di dimensioni? (Cortesia: NASA)

Continua… (Corriere del Ticino)

Dauphas, N., & Pourmand, A. (2011). Hf–W–Th evidence for rapid growth of Mars and its status as a planetary embryo Nature, 473 (7348), 489-492 DOI: 10.1038/nature10077

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Prepariamoci

maggio 27th, 2011 — 6:56am

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Si raffredda ma fonde

maggio 25th, 2011 — 3:00am

Bizzarrie del nucleo terrestre

di Mattia Luca Mazzucchelli

ResearchBlogging.orgPossiamo immaginare la Terra come una cipolla, fatta a strati e con una sottilissima pellicola a ricoprirla. Quest’ultima è la crosta terrestre ed è anche l’unica parte del pianeta a cui abbiamo accesso diretto. Ma per noi è importante conoscere anche ciò che sta sotto, perché negli involucri via via più profondi hanno origine i processi che portano ai movimenti tettonici, ai vulcani, ai sismi e al magnetismo terrestre.

La Terra: una serie di strati sovrapposti, come una cipolla.

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Materia oscura cercasi

maggio 24th, 2011 — 3:00am

Rispondono i buchi neri nani?

di Andrea Signori

ResearchBlogging.orgLa materia oscura: uno dei grandi problemi aperti della scienza contemporanea. C’è ma non si vede. Non che si nasconda o faccia la preziosa. Semplicemente bisogna sapere come osservarla. E’ un tipo di materia che interagisce gravitazionalmente, ma che se ne frega dell’elettromagnetismo. Per questo motivo gli scienziati ne deducono la presenza studiando, per esempio, il comportamento gravitazionale delle galassie, ma non possono averne immagini dirette (non emette e non riflette la luce, che è il mediatore delle immagini). Ci sono possibili candidati al ruolo di materia oscura? Da bravi, gli scienziati si sono scatenati, ma al momento abbiamo soltanto delle ipotesi. Tra le ultime, quella avanzata da Andrew Hayes e Neil Comins, dell’Università del Maine. Secondo una ricerca pubblicata dai due scienziati su arXiv, il “lato oscuro” della materia potrebbe essere popolato da buchi neri nani, ovvero di massa inferiore a due masse solari, finora sconosciuti agli astrofisici.

Rappresentazione di fantasia di un buco nero. Che cosa ci sarà lì dentro?

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Chissenefrega dell’amore: per una gretta contabilità del matrimonio

maggio 23rd, 2011 — 5:44pm

di Silvia Bencivelli

Mi serve un contabile cinico. C’è, in giro, un contabile cinico? Perché quando si parla di matrimonio si tira sempre fuori quella palla dell’amore? Ma insomma, non c’è qualcuno capace di fare due conti seri e di capire se conviene, alla società, impedire che due si sposino? Perché ho il sospetto che più gente si sposa e meglio stanno anche gli scapoli. E tutti gli altri. Cioè che le casse mie e quelle dello stato sarebbero in condizioni migliori. O almeno, che ci sarebbe un po’ più di ricchezza in giro, anche se non saprei dire in quale forma. C’è un contabile cinico che possa fare un calcolo asciutto del beneficio sociale del matrimonio?

Continua… (Silvia Bencivelli)

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Ferraglia

maggio 23rd, 2011 — 3:00am

Ovvero: rozzi razzi

di Maurizio Caselli

Finalmente fra poco sarà finita. Dopo il prossimo volo, quella ferraglia dello Shuttle non volerà più e con esso la più grande bufala sulla conquista dello spazio. Bufala, sì. Perché ogni volta che decolla uno di questi infernali pachidermi i mass media si riempiono di retorica sulla conquista delle stelle, e perché no anche della Galassia. Sui primi passi verso la “nuova” o “ultima frontiera” che dir si voglia. Ma… nulla di tutto questo. E non mi riferisco solo agli ultimi problemi avuti dall’Endeavour, perché ormai la NASA è costretta a essere molto prudente e queste sono macchine sicuramente obsolete, ma al fatto che con i razzi, ovvero con azione e reazione (volgarmente rinculo), non si arriva da nessuna parte, neanche più sulla Luna. Dove è certo che ci sono andati, tanto quanto è certo che non ci sono più tornati, perché sulla Luna c’è solo tanto posto per piantare le bandiere e null’altro.

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Anche tu investigatore

maggio 22nd, 2011 — 3:00am

Del mistero. Anzi del mystero

di Marco Cagnotti

In meno di 200 pagine, la cassetta degli attrezzi necessari per indagare razionalmente i misteri. Anzi i mysteri, come li chiamano gli autori in omaggio a Martin Mystère, per distinguere quelli genuinamente scientifici da quelli che stanno in quel limbo sul confine fra la fenomenologia strana ma verificabile e la stronzata paranormale. Con ampia esemplificazione, dal sangue di san Gennaro alle presunte astronavi maya, passando per i cerchi nel grano.

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Tempesta su Saturno

maggio 21st, 2011 — 6:52am

Osservata nell’infrarosso da Terra e dall’orbita

di Marco Cagnotti

Dal Cile a Saturno, insieme. Perché l’unione fa la forza: tanto più vero quando strumenti molto diversi, posti in luoghi assai distanti e con caratteristiche differenti, operano contemporaneamente. Com’è accaduto all’inizio di quest’anno con il Very Large Telescope (VLT), nel deserto cileno di Atacama, e con la sonda Cassini, in orbita intorno a Saturno. Entrambi concentrati sullo stesso fenomeno: un’enorme tempesta nell’atmosfera del pianeta con gli anelli, visibile nell’infrarosso.

Immagini di Saturno riprese nel visibile dall'astrofilo Trevor Barry (a sinistra) e nell'infrarosso dal VLT e dalla Cassini (al centro e a destra). L'ampia regione brillante sulla destra è una grande tempesta. (Cortesia: ESO/University of Oxford/L.N. Fletcher/T. Barry)

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Pianeti a zonzo

maggio 20th, 2011 — 2:18pm

di Amedeo Balbi

Che nella nostra galassia ci siano un sacco di oggetti poco visibili è cosa abbastanza ovvia. Pianeti giganti, stelle mancate: roba piuttosto massiccia, ma difficile da osservare. Ma gli astronomi – sempre pieni di risorse – hanno pensato a sistemi raffinati per stanarli.

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L’unione fa la forza

maggio 20th, 2011 — 3:00am

Anche in matematica

di Ginevra Sanvitale

Condivisione. Dovendo descrivere Internet in una parola, probabilmente nessun termine sarebbe adeguato come questo: condivisione di pensieri, condivisione di notizie, condivisione di musica, di progetti, di informazioni, di conoscenze. E (perché no?) condivisione di congetture e formulazioni matematiche.

La matematica è piena di formule: impossibile ricordarle tutte, ma se tutti ne ricordassero almeno una...

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Grande giornalismo

maggio 19th, 2011 — 10:36pm

Da “La Padania” del 19 maggio (p. 16) sui nuovi capi di al Qaeda:

La somiglianza con Umberto Eco non è casuale. Ecco infatti l’originale:

E’ ufficiale: chi continua a prestar fede a questa gente è un idiota.

(Fonte: Cerazade attraverso Wittgenstein)

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Per il bene della democrazia…

maggio 19th, 2011 — 8:38am

…facciamo una cosa poco democratica

di Marco Cagnotti

I membri del Legislativo, scelti dal popolo sovrano, dovrebbero esserne l’espressione. Nel bene e nel male. Poi guardi la Camera e il Senato italiani e ti vien da dire: “Specie nel male, va’”. Ché son pieni di chiaviche umane.

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Un laboratorio di formazione stellare

maggio 19th, 2011 — 3:00am

E’ la galassia nana NGC 4214

di Silvia Fracchia

Un magnifico esempio di multifunzionalità, che unisce in una modesta estensione spaziale calde zone di formazione stellare ad altre contenenti astri più datati come le supergiganti rosse. Si tratta di NGC 4214: un vero paradiso per le osservazioni astronomiche, se si aggiunge il fatto che la presenza di polvere interstellare tra esso e la Terra è veramente scarsa. Detta così, sembra lo slogan pubblicitario dell’ultimo modello di un sofisticato oggetto hi-tech. Invece stiamo parlando di una galassia. Una galassia nana, per la precisione, ma molto interessante e piena di vita.

La galassia NGC 4214 catturata dalla WFC3 del telescopio Hubble. Al centro è evidente la cavità a forma di cuore, contenente stelle giovani e massicce. (Cortesia: NASA/ESA/Hubble Heritage/Z. Levay/STScI/AURA)

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Le risposte all’Astroquiz

maggio 18th, 2011 — 3:00am

Facile facile, stavolta. Eppure…

di Marco Cagnotti

D’accordo. Stavolta era facilotto. Perciò contava soprattutto la velocità. E difatti siete stati piuttosto veloci. Veloci, precisi e… tanti. 14, per la precisione. Un nuovo record.

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Meglio tardi che mai

maggio 17th, 2011 — 3:00am

Un altro punto a favore della relatività generale

di Andrea Signori

Si sa: anche alla NASA ogni tanto sbagliano. Errori nella conversione di unità di misura (con sonde che, di conseguenza, partono per la tangente verso lo spazio profondo), grossolane dimenticanze da bocciatura in Fisica 1 (mai sentito parlare dell’effetto Doppler?) eccetera. Fino a poco tempo fa la lista dei fallimenti comprendeva anche Gravity Probe B, un esperimento concepito per verificare due predizioni della relatività generale, la teoria proposta da Albert Einstein nel 1916 come modello matematico della gravità: l’effetto geodetico e l’effetto Lense-Thirring (detto anche “effetto trascinamento” o frame-dragging). Ma ora…

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Non succederà niente

maggio 15th, 2011 — 3:00am

Forse. E comunque i Maya non potevano saperne un cazzo

di Marco Cagnotti

Ti tocca prepararti. Questione di mesi, e poi comincerà il tormentone: “Senti un po’… ma tu che sei uno scienziato (in alternativa: tu che hai studiato, tu che queste cose le conosci, tu che non credi in niente, tu che hai sempre una risposta razionale per tutto…) pensi che davvero finirà il mondo nel 2012?”. Tu ti schiarirai la voce, la prenderai alla lontana e cercherai di interesse qualche ragionamento serio. Salvo poi (facile profezia, questa…) sentirti replicare: “Sì, ma io ho sentito che i Poli magnetici si stanno invertendo! Che il pianeta Nibiru si sta avvicinando! Che i Maya l’avevano previsto…”. A ‘sto punto, se non sai che cazzo è Nibiru o come funzionava il calendario maya, che cosa rispondi?

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Pianeti invertiti

maggio 14th, 2011 — 7:25am

Ruotano nel verso opposto a quello della propria stella

di Marco Cagnotti

ResearchBlogging.orgNascono insieme, girano insieme. Sembra così ovvio, no? Le stelle e i loro pianeti emergono da un’unica nube di materia interstellare, nella quale gas e polveri si concentrano a poco a poco. Nel giro di centinaia di milioni di anni, le concentrazioni più massicce si accendono come stelle, mentre le altre diventano pianeti, pianeti nani e corpi minori. Ora, siccome la nube primigenia era in lenta rotazione, lo stesso faranno (aumentando la velocità per conservare il momento angolare) anche la stella e i pianeti, con lo stesso verso. Giusto?

La stella di qua, il pianeta di là. (Cortesia: L. Cook)

Continua… (Corriere del Ticino)

Naoz, S., Farr, W., Lithwick, Y., Rasio, F., & Teyssandier, J. (2011). Hot Jupiters from secular planet–planet interactions Nature, 473 (7346), 187-189 DOI: 10.1038/nature10076

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I’m A Climate Scientist

maggio 13th, 2011 — 2:07pm

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Risolvere la morte

maggio 12th, 2011 — 9:23am

di Astutillo Smeriglia

1.

La vita può essere divisa in due parti, una parte in cui non ci si preoccupa della morte perché tanto arriva nella seconda parte e una seconda parte. Si potrebbero chiamare due tempi, come al cinema: il film è la vita, i titoli di coda sono la morte e quelli che parlano al cellulare sono i religiosi, convinti che esista una vita ultracinematografica. Per il resto la differenza è che mentre al cinema vai spontaneamente, nella vita vieni sbattuto a forza, senza nemmeno un trailer o qualcosa del genere, e quello che trovi trovi, può essere Scorsese o Kubrick, ma il più delle volte è Muccino. Lo chiamano il dono della vita, anche se non sembra che i neonati lo gradiscano molto a giudicare da quanto strillano. Sarebbe interessante che ci fosse un traduttore di neonati, magari si scoprirebbe che “uè” significa “vaffanculo”.

Continua… (in coma è meglio)

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Ma quanto costa la ricerca fondamentale?

maggio 12th, 2011 — 6:25am

Commento:

Chi ritiene che comunque “sprecare tempo e soldi per cercare gli alieni non serve a un cazzo” dovrebbe riflettere sul fatto che le tecnologie sviluppate per il SETI hanno trovato applicazioni in settori come la diagnostica medica e il controllo del traffico aereo.

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Perle di toscana saggezza anarchica sui referendum e la democrazia

maggio 11th, 2011 — 6:51pm

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ATLAS non ha (ancora) visto il bosone di Higgs

maggio 9th, 2011 — 7:22pm

di Marco Delmastro

Se in questi giorni siete stati con il fiato sospeso in attesa di qualche notizia del presunto bosone di Higgs scoperto da ATLAS, penso di potervi finalmente dire qualche cosa. Niente di troppo eccitante, ma sicuramente qualcosa di solido, maturo, verificato. Se state chiedendovi il perché di questi aggettivi, andatevi a rileggere quello che avevo scritto circa due settimane fa, tentando di spiegare i passaggi necessari perché un risultato di un’analisi dei dati di LHC possa essere considerato conclusivo e accettato, e dunque trasmesso al resto del mondo con la certezza che il suo contenuto (positivo o negativo che sia) sia corretto e credibile. Ma, prima di iniziare, un paio di dettagli introduttivi, perché anche i non fisici delle particelle all’ascolto possano interpretare bene i risultati.

Continua… (Borborigmi di un fisico renitente)

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Marie Curie

maggio 9th, 2011 — 7:36am

Fonte: xkcd

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Mai dimenticare l’Imperativo Categorico di Hyman

maggio 8th, 2011 — 3:00am

Anche quando si parla di fede. Anzi soprattutto

di Marco Cagnotti

Nella Chiesa cattolica c’è questo di bello: ci trovi tutto e il contrario di tutto. C’è il prete anarcoide Andrea Gallo e c’è il vescovo negazionista Richard Williamson. C’è l’astrofisico gesuita George Coyne e c’è il mai abbastanza spernacchiato e sputtanato Roberto de Mattei. C’è (anzi c’era, purtroppo) il poeta David Maria Turoldo e c’è (purtroppo c’è ancora) l’infame Livio Fanzaga. Sono tutti figli di Santa Romana Chiesa, Una, Cattolica e Apostolica. E tutti stanno insieme con le loro idee agli antipodi le une dalle altre, non si sa bene come. Però, quando fai notare a qualche credente l’incoerenza di quest’ammasso confuso di persone, opinioni, tendenze, idee, a seconda della propensione del tuo interlocutore verso una parte oppure verso l’altra ti senti rispondere sempre: “Calma! La vera fede non ha nulla a che vedere con quelli là! Loro sfiorano l’eresia!”. In un’occasione, durante una conferenza, ho perfino sentito con le mie orecchie un autorevole teologo, frate cappuccino, sostenere che, secondo lui, “i miracoli di Gesù descritti nei Vangeli, fatta eccezione per la risurrezione, non corrispondono ad alcun fatto realmente accaduto: è tutto un mito”. Wow! Sbalordito da tanta audacia esegetica, ho riferito quest’affermazione a un sacerdote mio conoscente, pure lui teologo. Il suo commento è stato: “Che cretino!” (riferito al frate cappuccino, non a me). Insomma, è un casino. E gli eretici sono sempre gli altri. In questo casino, le scuole di pensiero sulla razionalità e sull’irrazionalità della fede non fanno eccezione. Così, leggendo l’articolo dal titolo “I miracoli fra scienza e fede”, pubblicato qui su Stukhtra domenica scorsa, scopro che Renato Giovannoli propende per la possibilità di conciliare la razionalità con la fede. Potrei citare autorevoli scuole teologiche diverse dalla sua. Invece preferisco aderire con Renato a quest’approccio razionalista e andare a verificare se funziona.

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Astroquiz

maggio 7th, 2011 — 3:00am

Velocità! Chi si attarda è perduto!

a cura di Marco Cagnotti e Mario Gatti

Nella scorsa edizione dell’Astroquiz ci siamo andati un po’ pesanti. Nonostante questo, il successo è stato stupefacente. Stavolta vogliamo ribaltare le condizioni dell’esperimento e usare una mano leggera. Domande facilotte, perciò. Con una conseguenza ovvia: il fattore determinante sarà la velocità.

Il premio in palio sarà come al solito un ebook. Che per l’occasione è in italiano e scritto da un italiano: il già noto e apprezzato su queste pagine Amedeo Balbi. E’ Il buio oltre le stelle, appena uscito per Codice.

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