Archive for giugno 2011
Vita sulle lune extrasolari?
Un’ottima alternativa agli esopianeti
di Silvia Fracchia
La caccia agli esopianeti simili alla Terra, uno dei temi astronomici più in voga negli ultimi anni, si trova ora a una svolta. E’ bastato infatti introdurre una nuova ipotesi, geniale nella sua semplicità, per aprire un nuovo ed entusiasmante scenario nella ricerca di mondi extrasolari abitabili: l’idea è quella di estendere la classe dei possibili candidati, includendo anche i satelliti. Quest’ipotesi è stata studiata in dettaglio da Simon Porter e Will Grundy di Flagstaff, in Arizona, autori di un paper di prossima pubblicazione su “The Astrophysical Journal Letters” ma già disponibile su arXiv.
I bastioni di Orione
L’immensa nebulosa intorno a Betelgeuse
di Marco Cagnotti
Io ne ho viste cose che voi umani non potreste immaginarvi. Navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione. E ho visto i raggi B balenare nel buio vicino alle porte di Tannhäuser. E tutti quei momenti andranno perduti nel tempo come lacrime nella pioggia. E’ tempo di morire.
Prima di abbandonarsi all’oblìo, Roy Batty evoca i propri ricordi di replicante addestrato alle missioni speciali nell’extramondo: le sue parole trasmigrano dalla fantascienza fino all’immaginario collettivo, ma restano impenetrabili. Che cosa sono i “bastioni di Orione”? Bisognerebbe chiederlo a David Webb Peoples, sceneggiatore di Blade Runner. Che ci direbbe che le ultime parole del replicante assassino sono, possiamo immaginarlo, solo evocative. Eppure in Orione ci sono dei veri e propri “bastioni”. Di gas: la nebulosa che circonda Betelgeuse.

Composta anche di silicati, una grande e irregolare nebulosa circonda la rossa Betelgeuse. (Cortesia: ESO/P. Kervella)
Continua… (Corriere del Ticino)
Kervella, P., Perrin, G., Chiavassa, A., Ridgway, S., Cami, J., Haubois, X., & Verhoelst, T. (2011). The close circumstellar environment of Betelgeuse Astronomy & Astrophysics, 531 DOI: 10.1051/0004-6361/201116962
Gioie e dolori della vita da freelance
Sol Levante sui neutrini
Sorprendenti i dati raccolti poco prima del terremoto
di Andrea Signori
Buone notizie dal Giappone: l’esperimento T2K ha rilevato, per la prima volta al mondo, la trasformazione di neutrini muonici in neutrini elettronici. C’è fermento tra gli scienziati, perché si aggiunge un importante pezzo a uno dei puzzle più intricati della scienza moderna: la fisica del neutrino. Il team di scienziati ha conteggiato ben 6 di queste oscillazioni analizzando gli 88 eventi significativi registrati dal gigantesco rivelatore Super-Kamiokande. I dati sono quelli raccolti tra gennaio e giugno 2010 e da novembre 2010 all’11 marzo di quest’anno, data del tremendo sisma che ha colpito la costa est del Giappone. La collaborazione ha raccolto gli importanti risultati in un articolo in attesa di pubblicazione su “Physical Review Letters”.
L’onere della prova
Un grande Paese?
Pregio e difetto: la speranza eccessiva
Ci sono parole che una persona per bene, laica e razionale, cosmopolita, democratica e moderna non pronuncia mai. Se non per stigmatizzarle, magari. “Cooptazione”, per esempio. Oppure “elitismo”, to’. O magari “patria”. Prova a dire “patria”, dai. Prova a dire una cosa tipo “la mia patria”. Che cosa ti viene in mente? A me Ignazio La Russa a una parata militare. Cristo, che schifo! Mi sento un vecchio coglione. No, non esiste proprio. Certe cose non si dicono. Certi concetti non si esprimono. Non si pensano neppure. Siamo gente seria, noi. Gente per bene.
Il buco nero che divora la stella
A quasi 4 miliardi di anni-luce
Se ti avvicini a un buco nero, che cosa ti succede? “Finisci schiacciato come una frittella”, verrebbe da rispondere. Infatti il suo influsso gravitazionale è così intenso che… Sbagliato. Sbagliatissimo. Altro che frittella: finisci invece stiracchiato come uno spaghetto. E’ una questione di influsso mareale. La differenza fra l’attrazione gravitazionale sui tuoi piedi e quella sulla tua testa è così grande che… beh, ovvio: sei deformato in lunghezza. Vale per un umano e a maggior ragione per una stella. Ed è precisamente quanto è successo in un’anonima galassia a 3,8 miliardi di anni-luce da noi.
Brutta, brutta, brutta gente
Il disgusto monta dentro dal profondo.
Ma quando vi deciderete a mandare ‘affanculo questi figuri?
Il Sole e la Piccola Era Glaciale
Consoliamoci con i paesaggi di Bruegel il Vecchio
di Mattia Luca Mazzucchelli
Per gli scienziati è ancora un mistero: che cosa ha portato alla Piccola Era Glaciale? Il primo sospettato è sempre stato il Sole, che secondo alcuni scienziati era piuttosto fiacco in quei 300 anni, tra il Cinquecento e l’Ottocento. Ma la controversia è ancora intensa. Solo qualche mese fa era stato pubblicato un articolo che assolveva la nostra stella, sostenendo che il suo ruolo è stato marginale. Ora invece un fisico americano dice di avere nuovi dati sulla sua colpevolezza.
“I nanopagamenti per monetizzare i contenuti Web”
Il giornalista Marco Cagnotti e il lento declino della carta stampata
Abbiamo intervistato Marco Cagnotti, giornalista scientifico freelance ticinese. E’ direttore di “Confronti”, mensile del Partito Socialista ticinese, cura le pagine di scienza e tecnologia del “Corriere del Ticino” e due trasmissioni radiofoniche (Lo sciamano in bicicletta e Quarantadue), tiene un corso di comunicazione scientifica presso l’Università di Pavia e dirige un Osservatorio astronomico, la Specola Solare Ticinese. Sempre attento ai temi della comunicazione della scienza, ci parlerà della sua esperienza come freelance, del futuro della carta stampata, argomento che aveva già meritato una dissertazione molto approfondita sul suo blog, e infine dell’utilità dei Master universitari, come quello della Sissa di Trieste, che pubblica il sito Web che state leggendo.
New entry nella Tavola Periodica
Adesso bisognerà scoprirne le proprietà
di Silvia Fracchia
Da pochi giorni due nuovi elementi chimici possono vantare la propria appartenenza a un club esclusivo, composto da pochi e sceltissimi soci: la tavola periodica. I nuovi adepti sono infatti riusciti a superare una rigorosa selezione, durata tre anni ed eseguita da alcuni esaminatori d’eccezione, che hanno infine approvato i candidati, inserendoli a pieno titolo nella tavola di Mendeleev.
Tevatron: nulla di fatto?
Nuova Fisica: “It’s back to the drawing board”
di Andrea Signori
Delusione. Perché, in fondo, chi non ci avrebbe sperato? Sarebbe potuta essere la prima scoperta sperimentale della Nuova Fisica, oltre il confortevole Modello Standard. E invece un due di picche: niente Nuova Fisica dal Nuovo Mondo. D0, la collaborazione scientifica sorella di CDF presso il Tevatron di Batavia, nell’Illinois, raffredda gli animi euforici. Infatti con un articolo in attesa di pubblicazione su “Physical Review Letters” annuncia che non esiste alcuna evidenza (per ora) del bump a 145 GeV che ha fatto sognare (o, meglio, non dormire) per mesi fisici sperimentali e teorici e di cui abbiamo già parlato in un articolo.
Giusto un aiutino
Per impedirti di essere autolesionista
Non solo non siamo* angeli, nel senso che non siamo buoni. Non siamo neppure tanti svegli, per la verità. Ossia, per dirla da economisti, non siamo tanto razionali. Reagiamo “di pancia”, senza riflettere. Siamo pecoroni. Siamo deboli. Siamo pigri. Siamo Umani, insomma, non Econi. Conseguenze della nostra umanità sono investimenti sbagliati, piani di previdenza poco previdenti, acquisti a cazzo di cane, perfino matrimoni insensati. Che fare?
Com’è finita la pernacchia solare
In sostanza, poca cosa
di Mario Gatti
Un film già visto, il cui copione è stato interpretato dal Sole esattamente come nei giorni intorno al 15 febbraio scorso. Proprio come allora le aspettative di poter avere sulla Terra degli effetti significativi in seguito a un flare di classe energetica elevata sono state disattese, anche se come vedremo qualcosa è successo. Di certo non si è verificata la tempesta magnetica di grado strong, che avrebbe potuto produrre delle aurore polari fino a latitudini di circa 50° (e noi, da queste parti, non siamo poi così lontani). Ma andiamo con ordine…
Pernacchia solare
Ieri mattina alle 8 e mezza. E domani (forse) le conseguenze qui
di Mario Gatti
Fast Warning “Presto” Message from the SIDC (RWC-Belgium)
An M2.5 flare peaked at 06:30 UT, June 7, 2011. The active region 1226 is located in the southern hemisphere at the west side of the visible solar disk. The flare – a flash of radiation – is associated with a plasma eruption. SDO/AIA 304 shows this very impressive event. The plasma cloud is already visible in SOHO/LASCO and STEREO A-B/COR images. The cloud seems to have a large extend and might cause geomagnetic disturbances arriving at Earth. The proton levels ≥ 10MeV went up immediately and curve passed the threshold. This proton event is flare-driven.
Traduzione per i non addetti ai lavori: ieri mattina alle 8 e mezza del nostro orologio il Sole si è svegliato di cattivo umore (o buono: dipende dai punti di vista) e ha prodotto un’emissione di radiazione elettromagnetica e particelle molto veloci che i fisici solari chiamano flare. In una scala che li classifica nell’emissione nei raggi X, quest’evento ha raggiunto il livello M2.5. Che non è niente di speciale, per carità, ma che comunque potrebbe essere in grado di produrre dei disturbi nelle comunicazioni radio (segnatamente in quelle ad alta frequenza e nella banda utilizzata per il GPS).
Ma Wikio a che cazzo serve?
Stranezze di una classifica
Se guardi nella colonnina qui a destra, vedrai che, nella classifica di Wikio, Stukhtra si trova… beh, guardalo da solo, ché tanto cambia ogni mese. Dunque ci siamo anche noi, nella famosa classifica generale. Perché? Non che ci piaccia fare a gara a chi è più fico: all’inizio abbiamo registrato Stukhtra su Wikio solo per curiosità e (inutile negarlo) per offrire visibilità al blog attraverso un altro canale. Che però presto si è trasformata in perplessità e di recente ha raggiunto la totale incomprensione. L’occasione per parlarne ci viene offerta da Tupaia, che in un articolo su L’orologiaio miope esprime tutti i suoi dubbi su Wikio raccontando che cosa le è capitato. Noi facciamo nostri quei dubbi e raccontiamo quel che è capitato a noi.
Tevatron: forse ci siamo
“When in search for the unwkown…
di Andrea Signori
…you don’t know what you are going to find”: così Giovanni Punzi, scienziato della collaborazione CDF (Central Detector at Fermilab) presso il Tevatron di Batavia, nell’Illinois, annuncia ufficialmente alla comunità scientifica il “Ci siamo quasi!” che da qualche giorno serpeggia tra i fisici del Fermilab. La frase di Punzi calza alla perfezione. La primadonna della fisica delle particelle è il bosone di Higgs: tutti la cercano, (quasi) tutti la vogliono, ma lei… niente, per ora. Si fa desiderare. Così, mentre si attarda, qualcuno le ruba la scena.
Un delizioso, spregevole genio
Michael Beard, non ti dimenticherò
I personaggi negativi sanno essere affascinanti. Ma quasi mai amabili. Ecco, Michael Beard, condensato di nequizia, rientra in quel “quasi”. Egoista, superficiale, arrogante, volgare, opportunista: non c’è difetto che non potrebbe rendercelo odioso. Eppure, mentre Beard riesce a essere detestabile per tutti coloro che lo circondano (eccezioni fatte per le donne che misteriosamente lo amano, almeno finché non cominciano a odiarlo pure loro), nel lettore di Solar (o, almeno, in questo particolare lettore) emergono tenerezza e comprensione, suscitate dallo sguardo impietoso ma sincero di McEwan sui pensieri e sulle sensazioni profondi del suo protagonista, squadernati così, senza censure né fronzoli, in tutto il loro squallore e la loro meschinità, umani e proprio per questo riconoscibili anche nel lettore. Chi non cova nel proprio intimo un minuscolo, schifoso ma adorabile Michael Beard scagli la prima pietra.
Un quantum computer… commerciale?
D-Wave Systems ne ha venduto uno. Ma c’è perplessità
Sicché tu sei lì bello tranquillo e pensi: “C’è tempo”. Ché infatti ‘ste cose vanno a rilento. Piccoli progressi ogni tanto. Robe esoteriche in laboratori universitari. Un articolo qua e là. Abbozzi, nemmeno prototipi. Quisquilie. Importanti sul piano teorico, ma su quello tecnologico quisquilie, davvero. Sicché c’è tempo. Si leggiucchia qualcosa quando capita. E d’un tratto… il botto.

Il monolito nero di D-Wave Systems: contiene davvero un computer quantistico? (Cortesia: D-Wave Systems Inc.)
Continua… (Corriere del Ticino)
M. W. Johnson, M. H. S. Amin, S. Gildert, T. Lanting, F. Hamze, N. Dickson, R. Harris, A. J. Berkley, J. Johansson, P. Bunyk, E. M. Chapple, C. Enderud, J. P. Hilton, K. Karimi, E. Ladizinsky, N. Ladizinsky, T. Oh, I. Perminov, C. Rich, (2011). Quantum annealing with manufactured spins Nature
Imbroglioni!
Fra frodi e plagi, la scientific misconduct
Quest’intervista è disponibile in versione
ridotta anche nel podcast di Quarantadue
Spesso gli scienziati amano descrivere la propria categoria professionale come composta non solo da menti superiori alla media per le qualità intellettuali, ma anche per quelle morali. Perché la scienza richiede onestà intellettuale e di conseguenza (piace pensare) anche onestà tout court. Non sono angeli, ma poco ci manca. Certo non commettono le porcherie di politici ed economisti. Sono menti pure e disinteressate, gli scienziati. Ma sai che c’è? Sono balle.
Gli scienziati sono umani. Moralmente non sono né peggiori né migliori di tutti gli altri. Sicché in grande maggioranza sono persone per bene. Ma non sono rare nelle loro file gli imbroglioni e gli scopiazzatori. Anzi, il cattivo comportamento scientifico è diventato un campo di indagine… scientifica. Ce lo siamo fatto raccontare da Stefano Ossicini, che insegna Fisica Sperimentale presso l’Università di Modena e Reggio Emilia, dove si occupa di nanostrutture, ma che ha pure sviluppato un interesse per le frodi scientifiche. Argomento sul quale sta per pubblicare un libro.
Avanti al centro contro gli opposti estremismi
di bea
Avete sentito parlare dell’E-Cat, il reattore a fusione fredda (o simili) inventato da Andrea Rossi a partire da una vecchia idea di Focardi (e Piantelli) e presentato in conferenza stampa a gennaio all’Università di Bologna?












