Archive for novembre 2011


Il primo papero dallo spazio

novembre 29th, 2011 — 3:00am

Dritto dritto dalla Stazione Spaziale Internazionale

di Diletta Martinelli

ResearchBlogging.orgCollaboratori extraterrestri per “EPL”: per spingersi ai confini della fisica hanno attraversato quelli della Terra e hanno pubblicato un vero paper (o papero, nel gergo scientifico italiano) dallo spazio. Gli autori non sono burocrati Vogon che ci informano dell’imminente distruzione della Terra per permettere il passaggio di un’autostrada galattica, bensì i più umani occupanti della Stazione Spaziale Internazionale (ISS).

Si fa anche ricerca, mica solo turismo. (Cortesia: NASA)

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Rear Window

novembre 28th, 2011 — 10:56pm

Fonte: Abstruse Goose

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La mia grossa grassa materia oscura

novembre 28th, 2011 — 3:00am

Fornita una stima per la massa minima delle particelle invisibili

di Tobia Dondé

ResearchBlogging.orgNon sappiamo che cos’è, ma c’è. E ce n’è tanta. Non sappiamo misurarla, ma pesa. E pesa tanto. Lo accerta una coppia di fisici della Brown University, Savvas Koushiappas e Alex Geringer-Sameth, in un articolo che uscirà a breve su “Physical Review Letters”: le particelle di materia oscura sono assai più massicce di quanto si credeva finora.

E' solo una simulazione, di solito la materia oscura non si fa vedere. (Cortesia: Max Planck Institute for Astrophysics)

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Ma scusa… chi te lo fa fare?

novembre 27th, 2011 — 6:32pm

Il mistero delle donne cattoliche

di Marco Cagnotti

Michela Murgia dice cose sacrosante. Cose che io penso da moltissimo tempo. E anche cose che non pensavo ma che lei mi ha indotto a pensare con argomenti straordinariamente convincenti e ben documentati. Il ruolo della donna nella società e la percezione della donna di sé stessa sono pesantemente, oscenamente condizionate da due millenni di iattura cattolica. E fin qui non ci piove: negarlo significa essere o ignoranti o in malafede. E, dopo aver letto questo libro, l’alibi dell’ignoranza sparisce. Una domanda però rimane inesausta: come può Michela Murgia, dopo aver pensato e scritto tutto questo, continuare a sentirsi e a dichiararsi cattolica?

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Consola tua sorella: primo esercizio di orgoglio generazionale

novembre 26th, 2011 — 5:54pm

di Silvia Bencivelli

Lo fanno, a volte lo fanno. E io mi infastidisco terribilmente. Perché hanno avuto appena qualche decina di anni più di noi per conoscere la vita su questo pianeta, ma sembrano compatirci, come se noi soffrissimo pene indicibili tutti i giorni. Come se quelli come me dovessero essere consolati per la mancanza di un lavoro stabile, di una vita stabile e di una famiglia propria, stabile e automunita. Ma consola tua sorella, eh.

Il mondo cambia e la nostra specie si è adattata alle glaciazioni, alle carestie e alle migrazioni di massa come adesso si sta beatamente fottendo dei cambiamenti del clima: siamo andati ad abitare in cima alle montagne e nelle paludi, abbiamo mangiato di tutto, dalle radici al topocanguro. Insomma. Vuol dire che ci adatteremo anche alla partita Iva.

Continua… (Silvia Bencivelli)

 

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Un brutto papero nel Cigno

novembre 26th, 2011 — 8:02am

Può spiegare l’origine dei raggi cosmici

di Marco Cagnotti

ResearchBlogging.orgQuesta storia inizia un secolo fa. Non è facile dire se fosse il 1911 o il 1912: dipende da chi la racconta e dal ruolo che vuol far giocare ai protagonisti. Ma di fatto è circa è un secolo: quando furono scoperti i raggi cosmici. A quell’epoca non si sapeva nulla solo loro natura, che sarebbe stata svelata solo nei decenni successivi. Oggi però sappiamo che cosa sono: protoni, cioè nuclei di idrogeno. Velocissimi. Così veloci da sfiorare quasi la velocità della luce. Arrivano dallo spazio profondo isotropicamente, cioè in modo uguale da tutte le direzioni. Ma qual è la loro origine? Ora forse c’è una risposta.

Un'immagine infrarossa di Cygnus X ripresa dallo Spitzer Space Telescope. (Cortesia: NASA/Spitzer Space Telescope)

Continua… (Corriere del Ticino)

Ackermann, M., Ajello, M., Allafort, A., Baldini, L., Ballet, J., Barbiellini, G., Bastieri, D., Belfiore, A., Bellazzini, R., Berenji, B., Blandford, R., Bloom, E., Bonamente, E., Borgland, A., Bottacini, E., Brigida, M., Bruel, P., Buehler, R., Buson, S., Caliandro, G., Cameron, R., Caraveo, P., Casandjian, J., Cecchi, C., Chekhtman, A., Cheung, C., Chiang, J., Ciprini, S., Claus, R., Cohen-Tanugi, J., de Angelis, A., de Palma, F., Dermer, C., do Couto e Silva, E., Drell, P., Dumora, D., Favuzzi, C., Fegan, S., Focke, W., Fortin, P., Fukazawa, Y., Fusco, P., Gargano, F., Germani, S., Giglietto, N., Giordano, F., Giroletti, M., Glanzman, T., Godfrey, G., Grenier, I., Guillemot, L., Guiriec, S., Hadasch, D., Hanabata, Y., Harding, A., Hayashida, M., Hayashi, K., Hays, E., Johannesson, G., Johnson, A., Kamae, T., Katagiri, H., Kataoka, J., Kerr, M., Knodlseder, J., Kuss, M., Lande, J., Latronico, L., Lee, S., Longo, F., Loparco, F., Lott, B., Lovellette, M., Lubrano, P., Martin, P., Mazziotta, M., McEnery, J., Mehault, J., Michelson, P., Mitthumsiri, W., Mizuno, T., Monte, C., Monzani, M., Morselli, A., Moskalenko, I., Murgia, S., Naumann-Godo, M., Nolan, P., Norris, J., Nuss, E., Ohsugi, T., Okumura, A., Orlando, E., Ormes, J., Ozaki, M., Paneque, D., Parent, D., Pesce-Rollins, M., Pierbattista, M., Piron, F., Pohl, M., Prokhorov, D., Raino, S., Rando, R., Razzano, M., Reposeur, T., Ritz, S., Parkinson, P., Sgro, C., Siskind, E., Smith, P., Spinelli, P., Strong, A., Takahashi, H., Tanaka, T., Thayer, J., Thayer, J., Thompson, D., Tibaldo, L., Torres, D., Tosti, G., Tramacere, A., Troja, E., Uchiyama, Y., Vandenbroucke, J., Vasileiou, V., Vianello, G., Vitale, V., Waite, A., Wang, P., Winer, B., Wood, K., Yang, Z., Zimmer, S., & Bontemps, S. (2011). A Cocoon of Freshly Accelerated Cosmic Rays Detected by Fermi in the Cygnus Superbubble Science, 334 (6059), 1103-1107 DOI: 10.1126/science.1210311

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Tra me e il mitomane che è in me: crisi identitaria di una, boh, giornalista scientifica…?

novembre 24th, 2011 — 6:31am

di Silvia Bencivelli

So’ bboni tutti a metterce ‘na scritta. So’ bbona anch’io. Ce metto ‘na scritta che dice Silvia Bencivelli, giornalista scientifica ed ecco fatto. Quello cerca su Google e trova me. E gli basta averlo letto su internet.?No, perché una passa la vita a spiegare che fa la giornalista scientifica, ma non è giornalista nel senso dell’iscrizione all’albo dei giornalisti (in genere segue e fai bbene… che poi… sono iscritta a quello dei medici, eh, non precisamente a un partito neorivoluzionario sudamericano). Una passa la vita, dicevo, a spiegare perché non ha mai avuto bisogno di farlo, non ne ha nessuna voglia, ha già versato un sacco di contributi in quell’altra cassa previdenziale (e forse in altre due, non fatemici pensare). Una passa la vita a vergognarsi anche un po’ e a promettersi che la risolverà, prima o poi, anche senza analista.

E poi, tra mille sue crisi identitarie, legge qualifiche mirabolanti autosomministratesi da gente che più che lavorare, mi occupo di un settore in cui porto avanti un discorso per cui in questo momento affronto una tematica in collaborazione con un gruppo che segue un progetto…

Continua… (Silvia Bencivelli)

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La storia scritta nelle stelle

novembre 23rd, 2011 — 3:00am

Veri e propri fossili ci raccontano i primi vagiti della Via Lattea

di Francesco Scotti

ResearchBlogging.orgChe cosa succederebbe se uno studente di geologia sostenesse di aver osservato uno strato di dolomia del Norico e di avervi trovato un fossile di trilobite, una simpatica specie estintasi in massa più di 40 milioni di anni prima della deposizione dello strato? Due scenari si presenterebbero: il povero studente sarebbe deriso a vita dai colleghi oppure riceverebbe, in seguito a una scoperta così rivoluzionaria, un dottorato di ricerca presso una delle università più prestigiose del mondo. Ebbene, in un altro ambito di ricerca, sulla seconda strada sembra indirizzata Terese Hansen, laureanda presso l’Istituto Niels Bohr dell’Università di Copenhagen, che ha esposto nella sua ricerca un’ipotesi che spiega la presenza del tutto anomala di elementi di elevato peso atomico all’interno di stelle antichissime.

La nebulosa del Granchio, prodotta dalla supernova SN 1054, dimostra come avviene lo spargimento di materia dopo l'esplosione di una gigante rossa. (Cortesia: NASA)

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Identikit di un buco nero

novembre 22nd, 2011 — 10:56am

Vive dentro Cygnus X-1

di Diletta Martinelli

Dai libri di divulgazione fino a Star Trek, i buchi neri sono sempre stati tra gli oggetti astronomici che hanno più stuzzicato la curiosità del grande pubblico, anche perché di loro sappiamo poco o nulla (peraltro in perfetta sintonia con il loro nome). Quanto pesa un buco nero? Come nasce? Si muove nella galassia o se ne sta fermo aspettando che un incauto pianeta gli cada addosso? Ora per la prima volta nuove e più precise misure della distanza hanno permesso di rispondere a questi interrogativi almeno in un caso. E si è arrivati a un vero proprio identikit del buco nero appartenente al sistema binario Cygnus X-1, riuscendo a calcolarne la massa e la velocità di rotazione.

Succhia materia e sputa raggi X. E noi qui a osservarli. (Cortesia: Chandra X-Ray Observatory/NASA)

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“La solitudine del free lance” o “Io contratto da sola”

novembre 22nd, 2011 — 1:40am

di Silvia Bencivelli

Sei lì, a casa, e lavori al computer. E come unico sfogo cazzerelloso hai Facebook. Questa è una solitudine facile e non la chiameresti nemmeno così.

Sei lì, in aeroporto. L’aereo è in ritardo e tu smaltisci le mail. Questa è una solitudine piacevole, o almeno necessaria. E poi tanto passa.

Anche quando la sera non esci e ti prepari un panino mentre guardi la tivù, o meglio: ti prepari un panino mentre la tivù parla e tu continui a battere sulla tastiera del computer. Quella è una bolla di solitudine che ti godi un sacco.

Però poi c’è la solitudine della contrattazione: quanto mi paga quando mi paga? Questa è una solitudine in cui non hai uno straccio di sindacalista a cui rivolgerti ma nemmeno un cavolo di collega che ci sia passato prima di te, e comunque nessuno ti direbbe la verità, e comunque tu stessa non vuoi dire niente in giro, e comunque c’è chi ti consiglia di non parlare a nessuno. E nel migliore dei casi aggiunge: “Te lo dico come lo direi a una figlia…”.

Continua… (Silvia Bencivelli)

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L’energia va a spasso

novembre 21st, 2011 — 9:04am

Elettricità dalle piastrelle

di Tobia Dondè

E’ proprio l’ideatore, Laurence Kemball-Cook, a usare questo gioco di parole: “I just knew this idea had legs”. L’idea si chiama Pavegen ed è una piastrella di materiale riciclato. Fin qui, capaci tutti. Pavegen, però, ti carica un cellulare se ci cammini sopra. Come? Sfruttando l’energia liberata per mezzo dell’appoggio del piede. Figo, no?

I mocassini fashion sono un optional. (Cortesia: Pavegen Systems Ltd.)

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Il triangolo no

novembre 20th, 2011 — 9:30am

Se capita, ti buttano fuori

di Marco Cagnotti

Siamo abituati a vedere il Sole campeggiare solitario nel nostro cielo diurno. La notte, poi, vediamo le stelle come singoli puntini nell’oscurità. E pensiamo, ingenuamente, che così siano tutte le stelle: isolate le une dalle altre. Invece sono assai numerosi i sistemi multipli: di due, di tre e anche di più stelle unite da un legame gravitazionale. Ma molti di loro sono sistemi instabili. Tanto che qualche stella viene espulsa. E oggi ci aiuta a risolvere un mistero.

In fuga dall'ammasso stellare. (Cortesia: Science/AAAS)

Continua… (Corriere del Ticino)

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Più veloce della luce. Anzi del neutrino

novembre 19th, 2011 — 8:34am

Nuove misure confermano quelle vecchie. Ma è una prova oppure no?

di Marco Tarantola

ResearchBlogging.orgArticolo a tempo di record per raccontare la nuova misura della velocità dei neutrini: giovedì 17 novembre è uscito un paper su arXiv, sottoposto anche al “Journal of High Energy Physics” e in attesa di peer review. Sono confermati i risultati ottenuti lo scorso settembre: il fotone sembra essere stato battuto un’altra volta. Ma il neutrino è davvero superluminale?

Vista laterale del rivelatore di OPERA. (Cortesia: OPERA)

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Il Grande Equivoco: “voglio fare il giornalista perché mi piace scrivere”

novembre 16th, 2011 — 7:11pm

di Silvia Bencivelli

“Cara sbenci, ti scrivo perché sono al terzo anno di scienzologia, ma forse non voglio fare lo scienziato e spero che tu abbia qualche consiglio per me. Per esempio: mi piace moltissimo scrivere. E mi sono detto: perché non provare col giornalismo scientifico?”

Sarà la crisi e sarà che del precariato della ricerca parlano tutti mentre di quello dell’informazione no, e allora uno si fa dei pensieri. O sarà semplicemente che ho un cognome che inizia con la B, e nella lista degli ex studenti del master mi si trova prima di altri. Oppure sarà che ho un sito internet. O boh. Ma ci sono periodi dell’anno in cui di mail così ne ricevo due a settimana. A volte anche di più. Ed è gente che dice di voler lavorare come me. Tipo in autunno, tipo ora.

E allora eccomi qua, pubblicamente, a sciogliere un annoso equivoco.

Continua… (Silvia Bencivelli)

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Gossip lunare: quand’è che il campo magnetico l’ha mollata?

novembre 16th, 2011 — 4:07pm

Nuovi modelli spiegano la scomparsa del magnetismo

di Patricia Carracedo Justicia

ResearchBlogging.orgAssenza di atmosfera. Diametro pari a 3.476,2 chilometri. Spessore medio della crosta pari a 68 chilometri. Mantello sottocrostale parzialmente fuso con un raggio medio di circa 300 chilometri. Baricentro spostato di 2 chilometri, nella direzione della Terra, rispetto al suo centro geometrico. Presenza di elementi geomorfologici diversificati tra cui il bacino più grande del Sistema Solare, con un diametro di 2.250 chilometri e una profondità di 13 chilometri. Queste e tante altre caratteristiche rendono la Luna ancora più affascinante di quanto possa farlo una semplice visione a occhio nudo nel buio delle nostre notti terricole. 382 chili di souvenir portati dalle missioni Apollo aumentano il suo fascino e la rendono il corpo più studiato nel Sistema Solare. Uno dei tanti misteri ha inizio proprio con lo studio dei reperti portati dalle missioni lunari. Infatti le analisi hanno fornito evidenze dell’esistenza di un campo magnetico lunare 4,2 miliardi di anni fa. Per decenni nessun modello è stato in grado di dare una spiegazione di questi risultati. Però adesso ci sono importanti novità.

Qui per orientarsi la bussola è inutile. (Cortesia: NASA)

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Ma non è per bambini

novembre 15th, 2011 — 9:10am

L’elicottero giocattolo che solleva le persone

di Federica De Toma

Arriva dalla Germania il primo elicottero elettrico in grado di trasportare il peso di una persona. Il gioiellino tecnologico è stato progettato e assemblato da tre ingegneri tedeschi del team e-volo, Thomas Senkel, Stephan Wolf e Alexander Zosel, e si è librato in volo per la prima volta poche settimane fa. Si tratta di un multicottero, cioè un particolare tipo di velivolo dotato di diverse eliche (ben 16, per la precisione). Non è però il numero di eliche a fare di quest’invenzione un prodotto innovativo: il multicottero è dotato di una sedia in grado di sopportare il peso di una persona, sfruttando solo l’energia elettrica immagazzinata in batterie al litio.

Uno per volta, mi raccomando. (Cortesia: e-volo/B. Kern)

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Sacrificarne uno per salvarne otto

novembre 14th, 2011 — 3:30am

Un gigante gassoso ci salvò

di Eugenio Antonioli

ResearchBlogging.orgQuando esisteva solo da 600 milioni di anni, il nostro Sistema Solare ospitava probabilmente un quinto pianeta gassoso oltre a Giove, Saturno, Urano e Nettuno. Un pianeta di cui oggi si è persa ogni traccia. Un pianeta al quale dovremmo tutti essere molto grati. Perché è grazie a lui se oggi siamo qui a leggere queste righe.

Espulso dal Sistema Solare, se ne va solo soletto nello spazio interstellare... (Cortesia: Southwest Research Institute)

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Questione di intendersi

novembre 14th, 2011 — 3:00am

Un esempio dei bizzarri percorsi della scienza

di Marco Tarantola

Che cosa ci faresti, se ti venisse regalato un secondo in più all’anno? Ebbene, è quello che abbiamo avuto a disposizione per ben 24 volte a partire dal 30 giugno 1972. Ma potrebbe non essere più così.

Un Leap Second su un orologio digitale.

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Meno male che non c’è più

novembre 13th, 2011 — 7:23pm

Berlusconi se ne va. Ed è tutto un pullulare di prese per il culo del suo vecchio inno, riscritto e reinterpretato per l’occasione. Qui ne scegliamo una graziosa e spontanea.

Comunque è ancora da dimostrare che il vecchio bastardo si sia levato dai coglioni definitivamente.

Ricordiamo il proverbio: “Non è finita finché non è finita”. Perciò… mani sulle gonadi, ché non si sa mai.

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“Mars-500″: si torna sulla Terra (si fa per dire)

novembre 12th, 2011 — 9:40am

Un (altro) piccolo passo nell’esplorazione spaziale

di Annalisa Lembo

Ci sono un italo-colombiano, un francese, un cinese e tre russi chiusi per 520 giorni in una specie di enorme lattina nei sobborghi di Mosca. Tranquillo: non è la solita barzelletta né un nuovo reality, ma “Mars-500″, un importante esperimento psicologico e spaziale. E si è concluso una settimana fa.

Foto di gruppo. (Cortesia: "Mars-500")

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Ricetta per una scoperta planetologica

novembre 12th, 2011 — 8:45am

Difficoltà: elevata. Tempo necessario: molti mesi. Anzi, miliardi di anni

di Marco Cagnotti

Ingredienti

Un Sistema Solare primordiale, tre o quattro protopianeti, una manciata di asteroidi.

Strumenti

Il necessario per le analisi fisico-chimiche dei meteoriti, la sonda interplanetaria Rosetta dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA), il New Technology Telescope (NTT) dell’ESO e l’Infrared Telescope Facility della NASA, lo Spitzer Space Telescope. (Tutta roba che si trova facilmente in qualsiasi negozio di casalinghi.)

L'asteroide Lutetia ripreso dalla sonda Rosetta dell'ESA durante il passaggio ravvicinato nel luglio del 2010. (Cortesia: ESA 2010 MPS for OSIRIS Team MPS/UPD/LAM/IAA/RSSD/INTA/UPM/DASP/IDA)

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La storia de “l’astronomia”

novembre 11th, 2011 — 6:34pm

Per molti di noi è stato un Maestro. Se poi in quel pezzo della sua storia hai avuto un posticino anche tu… beh, non puoi non commuoverti almeno un po’.

(Grazie a Gravità Zero per la segnalazione)

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To Hitch

novembre 9th, 2011 — 5:00pm

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I lampi gamma rivelano la composizione delle giovani galassie

novembre 9th, 2011 — 8:42am

Osservati più elementi pesanti del previsto

di Silvia Fracchia

ResearchBlogging.orgSono i fenomeni più energetici dell’universo. Veri e propri lampi di raggi gamma che appaiono all’improvviso e durano per un tempo molto breve, da pochi millisecondi a decine di minuti. La loro interpretazione ha dato del filo da torcere agli astronomi e molti aspetti della loro natura sono tuttora ben lungi dall’essere chiariti. Ma l’interesse nei confronti dei gamma ray burst (GRB) va oltre il fenomeno stesso. Dal loro studio, infatti, è possibile trarre informazioni sull’ambiente nel quale si sono propagati: galassie vecchie di miliardi di anni, ad esempio.

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La piena

novembre 8th, 2011 — 11:39am

di Peppe Liberti

Dati riferiti al 31 dicembre di ciascun anno e aggiornati al 15 giugno 2011 (Cortesia: Ufficio di Statistica MIUR)

Un Paese sviluppato ha prima di tutto una buona Università, un Paese in declino, come il nostro, l’Università la trascura e si scava la fossa sotto ai piedi.

Continua… (Rangle)

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Google rimette a nuovo gli algoritmi di ricerca

novembre 8th, 2011 — 3:00am

Da oggi ancora più rapidi! Ma anche più pertinenti?

di Ginevra Sanvitale

Caffeine, in italiano caffeina, non è più solo la sostanza che ci permette di passare più tempo su Google mantenendoci svegli, ma ottimizza anche le nostre ricerche nella Rete. Caffeine, infatti, è il nome del sistema di indicizzazione utilizzato dal celebre motore di ricerca. E diventa ancora più potente.

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LHC: stop alle collisioni

novembre 7th, 2011 — 3:00am

Ma la caccia all’Higgs entra nel vivo

di Andrea Signori

Conforta sapere che nel mondo ci sono posti dove si lavora sodo, con grinta e con passione per i risultati. Dove quando si è nel dubbio si chiede aiuto alla comunità scientifica. Uno di questi è il CERN, dove il 31 ottobre si sono positivamente concluse le collisioni tra protoni nel Large Hadron Collider (LHC), andando ben oltre le aspettative iniziali.

31 ottobre 2011, ore 11.45. Si spengono i fasci in LHC: "Proton physics program finished!". (Cortesia: borborigmi.org)

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Un mondo di probabilità

novembre 6th, 2011 — 5:10pm

La più bizzarra delle teorie mai formulate dalla mente umana. Eppure funziona.

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Le conseguenze di un impatto gigantesco

novembre 3rd, 2011 — 3:00am

Meno danni del previsto. Pare

di Mattia Luca Mazzucchelli

ResearchBlogging.orgCi sono argomenti che forse si preferirebbe non affrontare, nemmeno attraverso l’occhio quantitativo e distaccato della fisica. Pensare a che cosa succederebbe se un grosso meteorite colpisse la Terra è spiacevole. Non ti senti molto rassicurato neanche da uno studio che ti spiega che i modelli finora usati erano troppo pessimisti sui postumi di una tale evenienza per il nostro pianeta.

Ora da un impatto del genere ci aspettiamo meno eruzioni vulcaniche, tsunami, e movimenti del terreno... eppure stranamente non sembra una grande rassicurazione. (Cortesia: D. Davis/NASA)

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Anziane che sembrano ragazzine

novembre 1st, 2011 — 3:21pm

In realtà sono vampire

di Marco Cagnotti

Blue straggler, le chiamano. Che potremmo tradurre come “vagabonde blu”. Sono, appunto, blu. E giovani. Molto giovani. Ma solo in apparenza, ché di fatto sono vecchie. Molto vecchie. Ma, se così è, come sono riuscite a ringiovanire? Lo racconta “Nature”.

NGC 188 è un ammasso stellare aperto nella costellazione di Cefeo, nei dintorni del Polo Nord celeste. E’ antico, perché antiche sono le sue 3.000 stelle. Ma non, in apparenza, le sue blue straggler. E proprio su 21 di loro, per capire come mai appaiano giovani stelle che in realtà dovrebbero essere vecchie, si sono concentrati Aaron M. Geller, della Northwestern University, e Robert Mathieu, dell’Università del Wisconsin a Madison. Nell’ambito del WIYN Open Cluster Study, le hanno osservate con il telescopio WYIN sul Kitt Peak, in Arizona. Il loro scopo era mettere alla prova una delle tre teorie formulate finora. Le blue straggler sono il frutto di una collisione fra stelle? Oppure di una fusione più soft? Oppure appaiono giovani perché hanno strappato materia da qualche stella loro compagna?

NGC 188 è un antico ammasso aperto. (Cortesia: T. Credner/S. Kohle)

Continua… (Corriere del Ticino)

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