Archive for dicembre 2011


Non una, ma ben due Terre

dicembre 31st, 2011 — 8:31am

Inadatte alla vita, però

di Marco Cagnotti

ResearchBlogging.orgDai e dai, ce l’ha fatta: l’Osservatorio spaziale Kepler, messo in orbita intorno al Sole per scovare i pianeti di altre stelle, ha beccato quello che tutti cercavano fin dal principio, cioè pianeti di taglia terrestre. E non uno, ma addirittura due, entrambi nello stesso sistema planetario. Purtroppo entrambi pure inadatti alla vita.

Quattro pianeti molto simili. (Cortesia: T. Pyle)

Continua… (Corriere del Ticino)

Fressin, F., Torres, G., Rowe, J., Charbonneau, D., Rogers, L., Ballard, S., Batalha, N., Borucki, W., Bryson, S., Buchhave, L., Ciardi, D., Désert, J., Dressing, C., Fabrycky, D., Ford, E., Gautier III, T., Henze, C., Holman, M., Howard, A., Howell, S., Jenkins, J., Koch, D., Latham, D., Lissauer, J., Marcy, G., Quinn, S., Ragozzine, D., Sasselov, D., Seager, S., Barclay, T., Mullally, F., Seader, S., Still, M., Twicken, J., Thompson, S., & Uddin, K. (2011). Two Earth-sized planets orbiting Kepler-20 Nature DOI: 10.1038/nature10780

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A colpi di dimostrazione

dicembre 29th, 2011 — 10:35am

Niente spade, solo equazioni

di Diletta Martinelli

C’era una volta un tempo, ormai lontano lontano, in cui le nuove scoperte scientifiche non facevano il giro del mondo con un clic, non si scrivevano paper e non c’erano concorsi pubblici per diventare professore ordinario (a dir la verità di quelli non ce ne sono molti nemmeno oggi…). Ma allora come si poteva diventare scienziati di successo? Semplice: ci si sfidava a duello.

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Piaccia o non piaccia, il mondo cambia

dicembre 28th, 2011 — 8:25am

E gli editori tradizionali non possono solo piangersi addosso

di Marco Cagnotti

Che cos’accade in una casa editrice? Come vengono letti, valutati, scelti i manoscritti e le opere straniere da tradurre? Sandro Ferri, di e/o, apre le porte del proprio laboratorio e lo mostra ai lettori. Lo fa con una certa onestà, descrivendo i successi e le ragioni delle scelte proprie e di sua moglie, ma anche ammettendo i limiti, le difficoltà, i fallimenti. Si toglie anche qualche sassolino dalle scarpe. E sta bene. Ma non sembra aver chiaro che un mondo, quel certo mondo nel quale è cresciuto e ha lavorato finora, si sta estinguendo.

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Che tempo fa nel cervello?

dicembre 27th, 2011 — 8:57am

Le previsioni meteo per il cancro

di Tobia Dondè

A favore dei meteorologi che ogni tempestoso weekend si prendono tutti gli accidenti per aver previsto bel tempo, c’è da fare una considerazione: non sono loro che sbagliano, magari (nell’immaginario collettivo) tirando a caso, ma è il modello matematico che utilizzano a evolversi nella maniera sbagliata. E ora sì che si può prendersela coi matematici! Tuttavia proprio questi modelli concernenti un sistema dinamico potrebbero rivelarsi un’arma contro uno dei peggiori incubi del nostro tempo: il cancro. Ce lo dice uno studio condotto in collaborazione dall’Università dell’Arizona e dal Barrow Neurological Institute (BNI), pubblicato su “Biology Direct” di BioMed Central pochi giorni or sono. Gli stessi numeri che analizzano le nuvole potrebbero prevedere la crescita e la diffusione a breve termine di un tumore maligno, rendendo più facile pianificare la terapia e l’assistenza al malato.

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Pigi e il clima

dicembre 26th, 2011 — 3:13pm

Scopro ora una roba di alcuni giorni fa, scritta dall’autorevole opinionista del “Corrierone” Pigi Battista:

(…) L’allarme per l’”effetto serra” è apparso un ricordo di ere passate. Il “global warming”, forse anche a causa dei dati incautamente imprecisi forniti da una comunità scientifica inaffidabile e manovriera, non è più in cima all’agenda psicologica del mondo, e non solo a quella, politica, dei governi. (…)

Della serie: “Non so un cazzo, non capisco un cazzo, ma non mi nego il privilegio di sparare minchiate”.

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Tipi umani da giornalista scientifica / 7: l’Amico, l’Amico dell’amico, l’Amico dell’amico dell’amico

dicembre 26th, 2011 — 3:00pm

di Silvia Bencivelli

L’Amico, diceva quello, è una cosa che più ce n’è meglio è. Più ce n’è, dice, meglio è. Sì. Da GS, mi permetto di dubitare.

L’Amico del GS è uno che a un certo punto ha un’idea, o sta facendo una cosa di beneficenza, o vuole lanciare una cosa bella e giusta, o ha l’occasione della sua vita. Ha bisogno di una mano. E chiama il GS. Come Amico.

Non importa che sia scienziato (in quel caso rientra nel tipo scienziato volenteroso, con l’aggravante dell’amicizia). L’importante è che sia Amico. Che te la chieda (la mano) da Amico, dando per scontato che tu lo farai in Amicizia. Oppure che chiederai a un collega, Amico (quindi Amico di Amico), di farlo per te.

Non è per essere cinici, ma l’Amico è uno che non si chiede mai che cosa potrebbe venirne al GS, da quel favore. E il GS è profondamente in imbarazzo: povero Cristo, non può mica mandare a quel paese l’Amico, né può fare la figura del venale spiegando che se fa la cosa in Amicizia perde tempo e denaro. In fondo non gli stanno chiedendo una manifestazione di Amicizia da camminata sui carboni ardenti. Però la richiesta di una mano è l’inizio della fine. Da quel momento per il GS saranno tentativi di evitamento alle soglie della paranoia, sensi di colpa, tiramolla e patimenti.

Continua… (Silvia Bencivelli)

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Einstein, il finanziere

dicembre 24th, 2011 — 10:34am

Economia + Fisica = Econofisica

di Diletta Martinelli

Ormai è stato sdoganato anche il linguaggio della finanza. Default, CCT, bond e bund sono parole che affollano le pagine dei giornali ma anche le conversazioni da bar: “Tutta colpa dello spread!”. Forse però non tutti sanno che le fluttuazioni dei famigerati indici azionari hanno un padre nobile, che con la borsa e le speculazioni finanziarie non c’entrava proprio niente. Era un fisico. Anzi, il Fisico. Sì, proprio lui: Albert Einstein.

Di qua il genio della finanza, di là il genio della fisica. Ma dove pende la bilancia? (Cortesia: D. Martinelli)

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Anche questo è giornalismo scientifico (purtroppo)

dicembre 22nd, 2011 — 8:42am

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Tipi umani da giornalista scientifica / 6: il collega che “Io di Scienza Non Ne Ho Mai Capito un Tubo”

dicembre 18th, 2011 — 7:27pm

di Silvia Bencivelli

Il collega ISNNHMCT è un tipo simpatico. Simpatico davvero. A cena è sempre quello che fa ridere tutti. Ma per il GS, che invece è un secchione, probabilmente un disadattato, recuperato alla vita da un caso fortuito e irragionevolmente benevolo, il ISNNHMCT è soprattutto terribilmente deprimente.

Perché l’ISNNHMCT dà la misura di quanto il mestiere di Giornalista Scientifico in questo paese sia considerato ozioso e periferico, roba da gente bislacca che non ha niente di più importante da fare che insistere con parole astruse e di scarsa sostanza, tipo Watt o magnitudo, o che ti fa tante storie quando qualcuno confonde una sclerosi con un’altra. Che sarà mai. Il GS probabilmente viene letto solo da qualche astrofilo strampalato e ha come pubblico pensionati e ragazzini: è un giornalista decorativo per gente decorativa. Mentre le cose serie, quelle di cui scrivono e leggono gli adulti, stanno altrove.

Continua… (Silvia Bencivelli)

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“Mi piace, e basta”

dicembre 18th, 2011 — 3:00am

Altro da dire non c’è. Poi, però…

di Marco Cagnotti

Domenica scorsa abbiamo pubblicato un’interessante riflessione di Tobia Dondè sugli ebook. Anzi, contro gli ebook. In sostanza, l’argomento di Dondè a favore della carta e contro il supporto digitale può essere sintetizzato così: siccome siamo abituati a leggere gli scritti digitali di corsa, piluccandoli qua e là senza approfondire, c’è il rischio di fare lo stesso con gli ebook, e questo è un grandissimo peccato perché anche nei libri digitali la forma letteraria e l’approfondimento sono importanti. Dove sta la fallacia in questo ragionamento?

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Gossip

dicembre 17th, 2011 — 9:07am

Anche nella fisica

di Marco Cagnotti

Sbaglia chi s’immagina i fisici come persone migliori delle altre. In realtà sono come tutti: ci sono quelli buoni e quelli antipatici, quelli leali e quelli cialtroni. Il fisico quadratico medio non è migliore della media degli altri umani. E, come tutti, non disdegna il gossip. Ma quando il pettegolezzo riguarda la ricerca, specie ad altissimo livello, allora… beh, allora scoppiano dei discreti casini.

Continua… (Corriere del Ticino)

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I ragni tessono la musica

dicembre 16th, 2011 — 4:34pm

Il potere dell’analogia

di Tobia Dondè

ResearchBlogging.orgIn quel laborioso e funambolico darsi da fare c’è uno schema che supera ogni prodezza architettonica. In quel luccichìo moschicida si può intravedere un modello condiviso. Sotto svariate paia d’occhi e zampe pelose si nasconde un fine compositore, un musicista classico. Perché la proteina del ragno (spider silk) altro non è che un’armonia e la musica non è che una sua artistica rappresentazione.

Una musica per gli occhi.

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Ciao, Hitch

dicembre 16th, 2011 — 8:40am

E’ morto Christopher Hitchens. Lo ricordano “Distanti saluti” e Freddy Nietzsche:

E’ per quelli come te, Christopher, che mi dispiace tanto che tu avessi ragione – anche su quella cosa, come in tutte le altre – che Dio non c’è e neppure una vita dopo la morte. E’ un peccato, riposa in pace.

“Voglio vivere con la consapevolezza di non conoscere ancora niente a sufficienza; che non ho capito abbastanza; che non POSSO saperne abbastanza; che mi muovo sempre, vorace, a un passo di distanza da un enorme raccolto di conoscenza e saggezza. Non potrei vivere altrimenti.
E vi chiedo di stare attenti a chi viene a dirvi, ALLA VOSTRA ETÀ, che siete MORTI finché non la pensate come loro — che cosa terribile da dire a dei bambini! — e che l’unico modo di vivere è accettare un’autorità assoluta: non pensate che sia un regalo. E’ un calice avvelenato. Rifiutatelo, anche se vi sembra allettante. Rischiate, pensate con la vostra testa. In questo modo troverete molta più felicità, verità, bellezza e saggezza sulla vostra strada”.
(C. Hitchens, novembre 2010)

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Minzolini, l’inamovibile

dicembre 15th, 2011 — 12:41am

Alessandro Gilioli, su Piovono Rane:

Già, ma con che qualifica hanno assunto Minzolini in Rai? Leggere, per credere, la sua memoria difensiva: «Caporedattore con funzioni di Direttore». Cosa vuol dire questo? Semplice: che con quel bel contrattino, Minzolini non è licenziabile dalla Rai. Per sempre. Per sempre si potrà tenere la sua retribuzione di 550 mila euro lordi l’anno, che fanno più di 22 mila euro netti al mese, per tredici mensilità, ovviamente a spese di chi paga il canone.

La faccia come il culo. Senza “se” e senza “ma”.

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Rumour o non rumour?

dicembre 14th, 2011 — 3:00am

Quant’è cambiata la comunicazione scientifica…

di Marco Cagnotti

Nei giorni scorsi i rumour sulla presunta scoperta del bosone di Higgs hanno agitato la blogosfera scientifica. Tutto è partito da un commento in un post, dal quale sembrava emergere che c’erano indizi, per ATLAS e per CMS, dell’esistenza del bosone di Higgs con una massa intorno a 125 GeV, ma con un sigma inferiore a 3. Nemmeno un’evidenza, perciò. E men che meno una scoperta. Come mai questa fuga di notizie? Ovvio: è difficile mantenere confidenziale un’informazione quando in una ricerca sono coinvolte molte centinaia di persone.

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Piccoli, bianchi frattali di neve

dicembre 14th, 2011 — 3:00am

Peccato che ancora non arrivino

di Diletta Martinelli

Ormai ci siamo. Luminarie per le strade, piste di ghiaccio nelle piazze, facce sorridenti con le guance arrossate davanti al banchetto delle caldarroste. Manca solo una cosa per completare l’atmosfera natalizia: dei romantici, bianchi, a volte un po’ infami fiocchi di neve che scendono giù dal cielo. Una maestra potrebbe proporre un nuovo lavoretto di Natale: “Bambini, disegnate un fiocco di neve!”. La procedura in fondo è molto semplice. Prova anche tu: si parte con un triangolo equilatero, poi si divide ogni lato in tre parti uguali e si costruisce nella parte centrale un altro triangolo, e così via… per quante volte? Infinite! Eh, sì, perché quello che stai costruendo non è altro che il fiocco di neve di Von Koch, un tipico esempio di oggetto frattale.

Ingrandito, appare così. (Cortesia: SnowCrystals.com)

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Nel limbo

dicembre 13th, 2011 — 5:47pm

Il bosone non si palesa

di Marco Cagnotti

Chi si aspettava l’Higgs per oggi è rimasto scornato. Il seminario di Gianotti e Tonelli, tanto anticipato dai rumours, s’è concluso mezz’ora fa. Veloce riassunto dei risultati, ché tanto fra poco Marco Delmastro farà molto meglio di me. E noi lo linkeremo da qui.

Secondo ATLAS, il bosone dovrebbe avere una massa compresa fra 116 e 130 GeV, con un picco a 126 determinato da un leggero eccesso di eventi, con una confidenza statistica pari a 2,6 sigma. CMS invece è arrivato a un intervallo fra 115 e 127 GeV, con un picco a 124 e con una confidenza statistica di 1,9 sigma. Fico!

“In effetti questa è la prima occasione in cui al CERN possiamo davvero sentirci eccitati”, ci ha detto Marco. “Il segnale è intrigante, perché proviene da due esperimenti completamente indipendenti, che vedono collisioni differenti e sono sistemati ai capi opposti dell’anello. Ma…”. Ma…? “Ma è davvero troppo presto per dire che il bosone c’è”, precisa Marco. “Le misure non sono nemmeno tali da poter pretendere di dimostrare l’evidenza di qualcosa”. Evidenza di cui sarebbe legittimo parlare solo a 3 sigma. E di scoperta a 5.

Vabbe’. In primavera ripartiranno le misure e aumenterà la statistica. Vai, che magari nel 2012 il bosone si palesa.

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Materia sempre più oscura

dicembre 13th, 2011 — 3:30am

Vacilla il modello più diffuso per la distribuzione della dark matter nelle galassie

di Andrea Signori

Alcuni sostengono che è la soluzione sbagliata a un problema inesistente. Altri le si dedicano fedelmente anima e corpo. Molti la cercano nelle profondità delle galassie, altrettanti nelle risonanze prodotte nei grandi acceleratori di particelle: stiamo parlando della materia oscura. Il nome non poteva essere più azzeccato. Perché poche sono le certezze che gli scienziati dispongono circa la sua natura fisica. E, da oggi, sono ancora meno. Infatti una ricerca condotta da Matt Walker e Jorge Penarrubia, scienziati rispettivamente dello statunitense Harvard-Smithsonian Center for Astrophysics e dell’Università di Cambridge, in Inghilterra, smentisce il modello più accreditato per la distribuzione della componente oscura della materia nelle galassie.

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Pianeti-diamanti

dicembre 13th, 2011 — 3:00am

Enormi, freddi e inospitali: potrebbero essere moltissimi

di Francesco Scotti

Si può immaginare un pianeta, con una massa equivalente a 15 masse della Terra e costituito per il 50 per cento di diamante? A quanto pare, sì. Anzi, se ne possono immaginare molti, secondo uno studio effettuato da ricercatori dell’Università dell’Ohio e presentato al congresso dell’American Geophysical Union a San Francisco.

Rappresentazione di fantasia del pianeta Gliese 581c, nella costellazione della Bilancia. Con una massa pari a 5 volte quella terrestre, è considerato una "Super-Terra". (Cortesia: ESO)

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Bollenti protoni

dicembre 12th, 2011 — 3:30am

Fasci concentrati promettono nuovi stati della materia

di Tobia Dondè

ResearchBlogging.orgDiciamo la verità: sono pesanti, sono grossi, sono arcinoti. Che fascino potranno mai avere? Invece basta concentrare un fascio più intenso degli altri perché i protoni facciano meraviglie: riplasmano la materia.

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Una nuova Terra?

dicembre 12th, 2011 — 3:00am

Kepler scopre un pianeta simile al nostro

di Annalisa Lembo

Potrebbe esserci dell’acqua. Potrebbero esserci condizioni favorevoli allo sviluppo di forme di vita. A voler lasciar correre l’immaginazione, su Kepler-22b potrebbero anche esserci degli esseri viventi. Quel che è certo è che si tratta del più piccolo pianeta mai scoperto nella “zona abitabile” di una stella simile alla nostra. Ovvero in quella fascia intorno a una stella in cui non fa né troppo caldo né troppo freddo ed è quindi possibile la presenza di acqua allo stato liquido.

Ecco come ce lo immaginiamo: pieno d'acqua e costellato di nuvolette. (Cortesia: NASA)

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Riflessioni per i lettori digitali

dicembre 11th, 2011 — 3:00am

Un libro non è un giornale

di Tobia Dondè

Sono vecchio dentro, lo so: mi piace la carta, mi piace scrivere sulla carta e sono fermamente convinto che lo schermo oltre ai decimi di vista mi azzeri anche i neuroni (scientificamente improbabile, ma quando si ha la fissa…). Perciò io leggo libri stampati: quando giro una pagina ne sento il rumore, ne avverto lo spostamento d’aria e ne respiro quel residuo di odor di carta che è sopravvissuto alle tirate da drogato di quando l’avevo appena comprato.

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Dove sono i grassoni?

dicembre 10th, 2011 — 9:59am

A poche centinaia di milioni di anni-luce

di Marco Cagnotti

ResearchBlogging.orgGuardando in fondo all’universo, a molti miliardi di anni-luce, si scoprono quasar potentissimi, sorgenti di immense quantità di energia: in pochi secondi, tanta quanta ne libera il Sole in centinaia di migliaia di anni. Che cosa li alimenta? L’ipotesi degli astrofisici chiama in causa i buchi neri. Ma non piccini: bestioni da almeno 10 miliardi di masse solari, intorno ai quali si accumula materia che, prima di sparire nel buco nero gigante, emette energia. Ed ecco il quasar, appunto. Ma questi pesi massimi, presenti miliardi di anni fa, dove sono adesso? Se ci guardiamo intorno, nelle galassie intorno alla Via Lattea, mica li vediamo. Ebbene, adesso sono stati trovati.

Continua… (Corriere del Ticino)

McConnell, N., Ma, C., Gebhardt, K., Wright, S., Murphy, J., Lauer, T., Graham, J., & Richstone, D. (2011). Two ten-billion-solar-mass black holes at the centres of giant elliptical galaxies Nature, 480 (7376), 215-218 DOI: 10.1038/nature10636

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L’esplosione di Natale

dicembre 10th, 2011 — 1:30am

Doppia interpretazione per un lampo gamma scoperto da Swift

di Jessica Milesi

ResearchBlogging.org25 dicembre 2010, ore 13 e 38 (ora della costa orientale degli Stati Uniti): grazie allo strumento Burst Alert, l’Osservatorio Swift della NASA rileva un insolito lampo gamma, lungo ben 28 minuti, nella costellazione di Andromeda. Così gli astrofisici trovano uno spettacolare regalo sotto l’albero: nome in codice GRB 101225A, altrimenti noto come “esplosione di Natale”. Ma neppure l’impiego del Telescopio Spaziale Hubble e di potenti strumenti al suolo ha consentito di scoprire quant’è distante. Ora gli scienziati s’interrogano: il fenomeno è stato provocato dalla fusione di un remotissimo sistema binario oppure dalla caduta di una cometa non troppo lontano da noi? In un primo e in un secondo articolo su “Nature” del 1. dicembre scorso troviamo entrambe le interpretazioni. Molto diverse fra loro, ma accomunate da un elemento: una stella di neutroni.

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Un minuto di rivoluzione

dicembre 9th, 2011 — 3:00am

Noi, Galileo e un palcoscenico

di Diletta Martinelli

Sipario ancora chiuso. Luci accese. Chiacchiericcio prima dello spettacolo. Poi d’un tratto Marco Paolini sbuca sul palcoscenico. Silenzio d’attesa. Lui guarda l’orologio e dice soltanto: “Un minuto di rivoluzione”. E poi sta zitto. Per un po’ solo silenzio. Ci si guarda attorno, circospetti. Il signore in prima fila già un po’ in panico: “Ecco, adesso scende e chiama me”. Poi qualcuno grida: “Ehhh… La rivoluzione!” E un altro: “Viva l’Italia!”. Così, dal nulla. Risate. E Marco Paolini sta lì, sornione, a vedere cosa combina il suo pubblico nel minuto in cui la Terra sfreccia per 1800 chilometri nel suo moto di rivoluzione attorno al Sole. Questo l’incipit di ITIS Galileo, la nuova fatica dell’attore veneto scritta con Francesco Niccolini. L’opera, nata nel 2009 come lezione-spettacolo per le scuole, ha appena lasciato lo Strehler per conquistare altri teatri italiani. (Tournée invernale 2010/2011).

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Zircone, quanto sei prezioso!

dicembre 9th, 2011 — 2:00am

Nei gioielli falsi? No, nell’atmosfera

di Eugenio Antonioli

ResearchBlogging.orgChe cosa ti dice la parola zircone? Probabilmente niente. Magari ti fa venire in mente quel materiale che i venditori senza scrupoli tentano di spacciare per diamante. Invece parliamo di una pietra antichissima, quasi quanto la Terra. E anche importantissima, poiché racchiude un’informazione necessaria per capire come ha avuto origine la vita. I ricercatori del New York Center of Astrobiology del Rensselaer Polytechnic Institute si sono serviti proprio dello zircone per ricostruire le condizioni ancestrali dell’atmosfera terrestre. E le conclusioni a cui sono giunti si sono rivelate decisamente inattese.

Bello, eh? Spiacenti, ma non stiamo parlando di lui. (Cortesia: Saperaud)

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Si sbaracca

dicembre 6th, 2011 — 5:40pm

“Quarantadue” chiude. Alla radio, non sul Web (ci mancherebbe)

di Marco Cagnotti

Dunque smantelliamo. Dopo 14 puntate del format a due voci (che ha seguito la versione precedente con un solo conduttore), chiude la trasmissione “Quarantadue”. Che molti lettori apprezzano (e lo so perché me lo scrivono) ascoltandola anche in diretta, in streaming o in podcast. Quella andata in onda oggi pomeriggio è stata l’ultima puntata. Claudia e io siamo stati informati che non ce ne saranno altre, che l’unica trasmissione esclusivamente di scienza su Rete Tre non avrà un seguito. E di chi è la colpa? Mia.

La causa della chiusura sono io, infatti. Mi è stato scritto testualmente: “Marco Cagnotti dovrà riferirsi prioritariamente a Rete Uno”. Perché? Perché io già lavoro per Rete Uno, dove collaboro con la trasmissione “Lo Sciamano in bicicletta”. Badate bene: Rete Uno, cioè la prima rete sempre della RSI. Non ho altre collaborazioni, magari per Radio 3iii o Radio Fiume Ticino, cioè la concorrenza. No, no: io sono sempre dentro la RSI. Ma non va bene lo stesso. Perché, in sostanza, 5 minuti due settimane su tre in onda sulla Uno e 20 minuti ogni sei settimane (perché questa era la periodicità di “Quarantadue”) in onda sulla Tre rappresentano una sovraesposizione per il sottoscritto. Da farsi venir la nausea, davvero, per il troppo Cagnotti in onda.

Sicché ciao a tutti, è stato un piacere, e anche se la scienza non avrà più un suo spazio sulla Tre chissenefrega. Tanto il pubblico è di bocca buona, va’. Il pubblico non s’incazza. Il pubblico non protesta mica. O no?

Magari no, dai. Magari qualcuno si fa sentire. Magari se predispongo un apposito form… eh?

Quanto scriverete verrà spedito alle persone che hanno deciso di cancellare “Quarantadue”. Nell’esprimere la vostra opinione in proposito siate fermi e decisi, se volete, ma sempre cortesi e formalmente ineccepibili. Mi raccomando.

Servirà? Non lo so. Però provarci non costa niente. Alla peggio, non succederà nulla. E amen.

P.S.: La piccola equazione in fondo è solo un captcha. Non vi farete spaventare da così poco, vero?


8 + = diciassette

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Downshifting

dicembre 4th, 2011 — 3:00am

Possibile, sì. Ma…

di Marco Cagnotti

Questa è la storia di uno schiavo che decide di emanciparsi. Le sue catene non sono fisiche, ma mentali: stanno nella sua testa. Sono i legami sociali, le aspettative degli altri, i falsi bisogni, la paura di non farcela. Lui ne è consapevole e combatte per anni per costruirsi una vita nuova, più libera, autentica, sana. Poi scrive questi due libri: il primo per spiegare come si fa e il secondo per… beh, per approfondire, rispondere alle obiezioni, chiarire come si tira avanti, e già che c’è anche perché il Sistema funziona male, la crescita a oltranza è una follia e la sobrietà una virtù da perseguire. ‘Sti libri, cazzo, potevo scriverli io. Ma anche no.

Tutto ruota intorno a una domanda: “Ma tu stai davvero facendo ciò che vuoi?”. Se la risposta è “No”, sostiene Simone Perotti, devi cambiare. Non solo cambiare casa e lavoro, ma proprio cambiare vita, abitudini, perfino filosofia esistenziale. Lo sentiamo dire spesso: “Uno di questi giorni mando in culo questo lavoro di merda e vado a vivere in barca fra le isole greche!”. Magari lo diciamo anche noi. E Perotti risponde: “Beh fallo!”. Downshifting, si chiama.

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Galassie rosse

dicembre 3rd, 2011 — 8:01am

Se non riesci con Hubble, prova con Spitzer

di Marco Cagnotti

ResearchBlogging.orgL’Hubble Space Telescope è stato uno degli strumenti più importanti dell’astronomia. Ha svelato (letteralmente) nuovi orizzonti. Ma nemmeno lui è onnipotente. Nemmeno lui può vedere tutto. Talvolta devono entrare in azione strumenti non più potenti ma diversi, perché sensibili a differenti lunghezze d’onda. Come lo Spitzer Space Telescope, per esempio. Che grazie alla propria sensibilità nell’infrarosso ha visto ciò che era sfuggito a Hubble: quattro galassie intensamente rosse a 13 miliardi di anni-luce. Ma rosse perché?

A 13 miliardi di anni-luce. (Cortesia: D.A.Aguilar/CfA)

Continua… (Corriere del Ticino)

Huang, J., Zheng, X., Rigopoulou, D., Magdis, G., Fazio, G., & Wang, T. (2011). FOUR IRAC SOURCES WITH AN EXTREMELY RED H – [3.6] COLOR: PASSIVE OR DUSTY GALAXIES AT 4.5?The Astrophysical Journal, 742 (1) DOI: 10.1088/2041-8205/742/1/L13

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Viaggio (senza ossigeno) al centro della Terra

dicembre 2nd, 2011 — 6:33am

Nuovi dettagli sulle profondità del pianeta

di Francesco Scotti

ResearchBlogging.orgChe cosa contiene il nucleo terrestre? Tante cose, ma, a quanto pare, poco ossigeno: è quanto ci rivelano gli esperimenti eseguiti dal team guidato da Yingwei Fei, del Carnegie Geophysical Laboratory di Washington, e Haijun Huang, della Wuhan University of Technology, i cui risultati sono stati pubblicati in un articolo su “Nature”. La scoperta ha suscitato un certo interesse perché, essendo l’ossigeno tra gli elementi leggeri (cioè di basso peso atomico) più diffusi sul pianeta, sarebbe stato lecito aspettarsi di trovarne grandi quantità anche tra gli elementi leggeri del nucleo. Ma così non è stato.

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