Fotoni
Prendiamo atto con piacere che costui è “…vicedirettore di Rai 2 con responsabilità per i programmi di divulgazione e per ragazzi”. (Fonte: Wikipedia)
(Da Scienzaltro.)
Un fisico è il modo
che ha l'atomo
di sapere qualcosa
sugli atomi
StukhtraPrendiamo atto con piacere che costui è “…vicedirettore di Rai 2 con responsabilità per i programmi di divulgazione e per ragazzi”. (Fonte: Wikipedia)
(Da Scienzaltro.)
Dicevamo nella puntata precedente che non tutte le particelle sono cariche, e che ci servirà dunque anche un sistema per misurare energia e posizione di particelle neutre, come il fotone o il neutrone. Inoltre, i tracciatori centrali potrebbero non essere sempre la soluzione migliore per misurare l’energia delle particelle cariche: se la velocità di queste particela è troppo grande, la curvatura della loro traccia nel campo magnetico centrale sarà infatti minima (di fatto, le tracce appariranno praticamente diritte), e la misura del momento da parte del tracciatore non molto precisa. Per ottener una precisione migliore, dovreste estendere la copertura del tracciatore fino a dimensioni poco pratiche, aumentando a dismisura il numero degli strati, e accollandovi un costo spropositato. La soluzione scelta invece da praticamente tutti gli esperimenti di fisica delle particelle delle alte energie, è quella di far seguire i tracciatori dai calorimetri, dispositivi specializzati nella misura dell’energia delle particelle tramite il loro completo assorbimento. L’idea è semplice: se riesco a fermare una particella, e a farle rilasciare tutta la sua energia nel rivelatore mentre ne interrompo la corsa, posso misurare questa energia con grande precisione.
linguanostra – 7. puntata from TicinoLibero on Vimeo.
linguanostra – 6. puntata from TicinoLibero on Vimeo.
Garantire la sopravvivenza della prossima generazione. E nient’altro.
100 mila volte più numerosi delle stelle
Che cos’è un pianeta? Wikipedia italiana dice (almeno nel momento in cui stiamo scrivendo): “Un pianeta è un corpo celeste che orbita attorno ad una stella, ma che, a differenza di questa, non produce energia tramite fusione nucleare, e…”. Lasciamo perdere il resto, che qui non c’entra, e rimaniamo su questa definizione. Sbagliata, se è vero quanto uscirà fra un po’ sulle “Monthly Notices of the Royal Astronomical Society”. Perché? Semplice: la stella. Che può non esserci.
…e sarà monotematico
La settimana prossima vi proporremo una nuova edizione dell’Astroquiz. Come già sperimentato in passato, sarà monotematica. Ci occuperemo di… storia. E l’ebook tratterà di ateismo. Altro non vi diciamo, per non rovinare la sorpresa (sì, certo… sai che sorpresa). Mano alla penna e al calendario, quindi, per segnarsi la data e l’ora: sabato 3 marzo, alle 3 di notte.
…pure noi
Dunque… tu sei lì tranquillo che ti fai i cazzi tuoi, vivacchiando coi tuoi articoletti sfigati, e a un certo punto scopri che t’han pescato e ficcato in un contenitore. Un catalogo, cioè. Che poi sarebbe un Osservatorio: l’Osservatorio sulla Comunicazione della Scienza Online (OCSO). Che fai? Te ne freghi? Naaa… se sei narciso come l’owner di Stukhtra, godi. E collabori.
Pare
“Antoninooo! Dove sei? Com’era la storia che Einstein era sputtanato? Antoninooo!”. Silenzio. Vabbeh, magari non sente. Ma poi che ci frega? D’altronde l’ultima parola non è detta e magari finisce che aveva ancora ragione lui.
Mercoledì 15 febbraio la sala riunioni dell’INFN di Pavia ha ospitato una conferenza piuttosto attesa dalla combriccola dei fisici (pavesi e non)
“Neutrini superluminali: prospettive teoriche e sperimentali di ricerca”: quest’annuncio faceva bella mostra di sé sulla bacheca all’ingresso del Dipartimento. L’atmosfera di eccitazione dei primi momenti, però, si è un po’ spenta. Lo ha confermato la conferenza stessa, in cui nessuna novità particolare è emersa. Niente di nuovo, insomma. O quasi.
Perché bisogna essere soddisfatti dell’amore per le domande.
C’è un’influenza reciproca con i campi magnetici
Il Sole brilla: verità lapalissiana. Quanto brilla, però, e come brilla non è noto a molti. Anche perché il brillare del Sole è esperienza sempre percepita indirettamente: te ne accorgi perché gli oggetti intorno a te, illuminati dal Sole, riflettono la sua luce verso i tuoi occhi. Ma guardare il Sole direttamente… no, meglio di no. Anche noi te lo sconsigliamo assolutamente. Peggio ancora se ci provi con qualche strumento ottico: rischi di rimetterci la vista per sempre. Perciò di quella palla luminosa in cielo pensi che brilli in modo uniforme. Invece non è così: ogni tanto c’è qualche macchia, anche estesa. Se n’erano accorti anche gli Antichi, quando qualcuno aveva osservato il Sole al tramonto nella nebbia, senza restarne abbagliato. Oggi, con strumenti nemmeno tanto sofisticati, le macchie si possono osservare con facilità e sicurezza. E hanno sempre qualcosa di nuovo da insegnarci.

Una macchia solare è luminosissima. Ci appare scura solo perché le regioni circostanti sono ancora più brillanti.
Continua… (Corriere del Ticino)
Jaeggli, S., Lin, H., & Uitenbroek, H. (2012). ON MOLECULAR HYDROGEN FORMATION AND THE MAGNETOHYDROSTATIC EQUILIBRIUM OF SUNSPOTS The Astrophysical Journal, 745 (2) DOI: 10.1088/0004-637X/745/2/133
Come promesso alla fine della puntata precedente, quella in cui vi ho spiegato a grandi linee il funzionamento di un tracciatore centrale, vorrei mostrarvi come sono fatti questi rivelatori (e i loro rispettivi campi magnetici) in ATLAS, in CMS, e in ALICE. Dei tracciatori per muoni, che in fondo sono basati sugli stessi principi ma vengono tradizionalmente chiamati “spettrometri”, parleremo in un articolo a parte in seguito. Ho pensato di menzionare anche ALICE, insieme ai due esperimenti maggiori, perché il suo sistema di tracciamento è basato su principi un po’ diversi da quelli usati da ATLAS e CMS, e su una tecnologia più vecchia che ha pregi (la capacità di riconoscere molte tracce allo stesso tempo) e difetti (tempi di reazione più lenti).
Rendersi ridicoli ancora e ancora, quattro secoli dopo
“Saturno”, inserto culturale de “il Fatto Quotidiano”, segnala un simpatico esempio di censura interna alla Chiesa Cattolica. Di che si parla? Aperture alla contraccezione? No. Possibilità di eutanasia? Nemmeno. Aborto? Fecondazione assistita? Macché. Galileo!
Mandiamo Michele Fazioli alle Svalbard
Stamattina sul “Corriere del Ticino” Michele Fazioli, a una settimana esatta da un suo precedente commento dello stesso tenore, ci allieta con le sue acute riflessioni sul riscaldamento globale. Ahimè, il suo pregevole articolo non è on line, sicché posso citarlo solo parzialmente.
di M.C.
The Scale of the Universe, in una prima e una seconda versione. Per scoprire che in fondo in fondo, laggiù oltre lo yoctometro, non c’è un cazzo fino alle stringhe, alle brane e alla schiuma quantistica.
Volendo, si trovano pure la versione randomizzata a cazzo di cane e quella rotante (di cui Gödel, presumiamo, sarebbe contento assai).
(Grazie ad Alessio per la segnalazione)
Non c’è peggior sordo…
Ti faresti fare un impianto dentale da un cardiologo? E ti faresti operare di appendicite da un dentista? No? Perché no? I dentisti, i cardiologi e i chirurghi sono tutti medici. Come dici? Proprio no? Non basta esser laureato in medicina per potersi occupare di ogni ambito dello scibile medico? Spiegami allora perché qualcuno dovrebbe prendere sul serio l’opinione di un genetista o di un fisico sulla climatologia.
Che Internet abbia cambiato il mondo – o meglio: la percezione del mondo nel quale viviamo – è un principio ormai accettato da tutti. La questione sulla quale dibattono gli esperti (e anche la gente comune) è se questo cambiamento sia stato in meglio o in peggio. I pareri in merito divergono. Da un lato chi afferma che Internet permette una maggiore “democrazia” del sapere attraverso un illimitato accesso alle informazioni; dall’altro chi segnala lo squilibrio tra una quantità ritenuta eccessiva (un overload) di dati e la nostra capacità individuale di elaborarli. In questo caso il rischio sarebbe di trovarci tutti sommersi da una tale quantità di saperi da spingerci a selezionarli non secondo criteri di oggettività, ma secondo i nostri gusti e le nostre convinzioni personali. Se Internet ha davvero rivoluzionato il nostro approccio al sapere, quali sono i rischi di questa… rivoluzione? Come fare a evitare che l’accesso a una mole sconfinata di informazioni ci renda succubi fruitori di un sapere in continua mutazione e sempre “incerto”? Ci attende forse un futuro in cui sapremo tutto e non capiremo più nulla?
Con
Lorenzo Cantoni, decano della Facoltà di scienze della comunicazione dell’USI di Lugano
Marco Cagnotti, giornalista e divulgatore scientifico
Claudia De Gasparo, docente di Scuola Media
Stefano Tardini, responsabile del Laboratorio e-learning USI/SUPSI
Documentazione:
linguanostra – 5. puntata from TicinoLibero on Vimeo.
The Future Belongs to the Curious from Skillshare on Vimeo.
(Grazie a Baraka, IntersezionImprobabili per la segnalazione)
Promemoria molto anticipato
Si avvisa la gentile utenza che la prossima edizione dell’Astroquiz è programmata per la mattina di sabato 3 marzo. Mo’ non potete dire che non v’abbiamo avvisato per tempo. Sicché, se dovete partire per il Burundi, cambiate i vostri programmi.
Fu colpa dei vulcani
Andiamo verso un riscaldamento globale ed è colpa nostra: questo ci dicono i climatologi. Da due secoli pompiamo anidride carbonica nell’atmosfera, rinforzando l’effetto serra. Questa conclusione dipende naturalmente da ciò che sappiamo sul clima del passato, anche remoto. E certo è facile scoprire com’era in epoca moderna, da quando cioè sono disponibili strumenti di misura precisi ed esistono raccolte complete di dati climatologici. Ma… prima? Come si fa con le epoche precedenti? Ebbene, si fa. Ci sono indicatori che permettono di ricostruire il clima del passato. E di recente hanno consentito pure di capire come si è scatenata la Piccola Era Glaciale.
Sergio Della Sala è il nuovo presidente del Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sul Paranormale. “Query” pubblica una sua riflessione, una sorta di discorso programmatico. Da leggere tutto per meditarci su, perché con pacatezza dice cose di grandissimo buon senso.
Vorrei che fosse chiaro che ciò che sostengo oggi, sarà molto probabilmente sbagliato domani, ma che affidarsi a ciò che è certamente sbagliato già da oggi non è una strategia adeguata.
La scienza si nutre di dati, che sono obiettivi; è la loro interpretazione che cambia e si discute; ma ci si deve accordare sui dati e sulla validità delle fonti. Le posizioni politiche, ideologiche, religiose quindi sono un bagaglio personale, non la condizione per poter discutere.
E adesso potete anche fare la ola.
Nel paese della gente normale, quella che la scienza non la tocca nemmeno con la punta dello scarpone, vivono due scienziati. Quello Deipoteriforti e quello Autorevole.