Archive for maggio 2012
Lezioni di giornalismo scientifico for dummies: compito in classe!
1. Terremoto in Emilia: a differenza di quello che è successo per il terremoto dell’Aquila, in questa occasione saltano fuori pochi pseudoscienziati incompresi, maghi che avevano previsto tutto, inquietanti terzine di secoli fa, profezie sudamericane e altre aruspicine ciniche, se non sui blog dei deliri, degli sciacalli e dei complottisti.
Però sui giornali e tivvù normali impazza il Professore che da anni dice di avere un modello capace di fare previsioni. Sono previsioni a sei mesi e su aree del territorio molto vaste, tipo dal Friuli al golfo di Sorrento, considerate poco significative dagli altri esperti del settore.
Il giorno dopo il terremoto viene pubblicato questo articolo, in cui si riferisce che invece il Professore aveva indicato con precisione la zona dell’epicentro.
E il giorno successivo, l’istituto per cui il Professore lavora si dissocia dalle dichiarazioni del Professore stesso.
Trovare l’incongruenza e il dettaglio perfido di questa storia.
Il titolo inganna
Almeno un po’
Perché scrivere ancora di paranormale, che tanto è una minchiata? Semplice: per raggiungere gli indecisi, ché raggiungere i decisi è inutile. Chi già sa che il paranormale è una minchiata, perché ha avuto la fortuna di godere di un’educazione improntata allo spirito critico, allo scetticismo e alla razionalità, non ha bisogno di sentirselo ripetere. Tutt’al più può apprezzare l’originalità di una nuova esposizione degli argomenti o la novità di alcune prove. Chi invece è un believer, magari perché credere nello spiritismo o nella precognizione lo fa sentire meglio, resterà abbarbicato ai propri pregiudizi come una cozza allo scoglio. Queste sono però due minoranze (ahem… la seconda nemmeno troppo, ahinoi). La grande maggioranza sente parlare di paranormale e si chiede: “Hai visto mai che ci fosse un fondo di verità?”. Ecco, per loro vale la pena continuare a scrivere libri sul paranormale. E questo qui in particolare fa la sua porca figura.
Lezione di giornalismo scientifico for dummies / 3: E se avesse ragione lui? Uno su mille ce la fa
C’è gente che ritiene che i principi del metodo scientifico siano opinabili: opinabili anche durante una cena in pizzeria da parte di gente che di mestiere fa tutt’altro.
Strano: io non ho mai contestato il regolamento di San Remo o la struttura del Codice penale, né penso che lo farei, non avendo gli strumenti per permettermelo.
Eppure sulla scienza tutti hanno qualcosa da dire del tipo: al giorno d’oggi non puoi fidarti di nessuno, gli scienziati sono sempre un po’ presuntuosi, la scienza non può spiegare tutto, che male vi fanno gli scienziati non ufficiali, tutta ‘sta ricerca e non abbiamo ancora sconfitto il cancro e così via. Fino a una frase molto precisa, che è il tema della lezione di oggi: se parti con l’idea che chi dice cose fuori dal coro sia un ciarlatano, non troverai mai il prossimo Einstein!
Lezione di giornalismo scientifico for dummies / 2: perché un calciatore che giochi con le mani non è sempre un geniale innovatore
Provo a riassumere la faccenda.
La scienza ha le sue regole.
Il giornalismo anche.
Lo sport ha le sue regole, l’economia le sue regole e il teatro le sue regole. E così via.
Se faccio il giornalista scientifico, si presume che conosca le regole del giornalismo e quelle della scienza.
Se faccio il giornalista sportivo, quelle del giornalismo e quelle dello sport.
Se faccio il giornalista scientifico e finisco per trovarmi a lavorare su una cosa di sport senza saperne le regole, potrei pensare che uno che gioca a calcio con le mani sia un geniale innovatore. Invece molto più probabilmente è un baro. Idem per un giornalista che non conosce le regole della scienza e si trova a lavorare su una cosa di scienza.
In entrambi i casi, ci vengono in soccorso le regole del giornalismo, che impongono di verificare un bel po’ di volte quello che stiamo per dire.
Lezione di giornalismo scientifico for dummies e for gente che di mestiere fa altro e dovrebbe continuare a far altro
Regola numero 1: Lo scienziato sedicente eterodosso, fuori dal coro, non ufficiale, indipendente e via discorrendo, nel 99% dei casi è un ciarlatano.
Regola numero 2: Nella scienza, e nella medicina in particolare, i ciarlatani possono essere molto pericolosi.
Regola numero 3: Anche se non sono così pericolosi, i ciarlatani tendono a chiedere soldi: ai cittadini, alle istituzioni, alla politica. Magari lo fanno raccontando storie semplici semplici sugli interessi degli altri nascondendo con cura i propri: ricordiamoci che nessuno vive d’arte e d’amore.
Il movimento del caffè
Come non rovesciarlo
E’ probabile che troveremo questo studio, un po’ bizzarro e originale, tra quelli candidati al premio Ig Nobel. L’anno scorso Rouslan Krechetnikov, un ingegnere meccanico dell’Università della California a Santa Barbara, assieme al suo assistente Hans Mayer è andato a una conferenza sulla fluidodinamica e lì ha notato una scena che gli ha stuzzicato la fantasia: protetto all’interno delle tazze se ne stava il caffè, in balìa dei movimenti goffi delle persone che, cariche di libri, sbilanciate e di fretta, erano fortemente impegnate nel tentare di non rovesciarlo. Un’osservazione che lo ha spinto a ragionarci su.
E.T. che sei nei cieli
A volte non tornano. Anzi, non arrivano proprio
di Maurizio Caselli
Fu con 2001: Odissea nello spazio, film di fantascienza del 1968, che l’immagine dell’extraterrestre subì, rispetto a quella che era stata sino ad allora, un drastico cambiamento. Gli alieni invasori, conquistatori e sterminatori dei film degli Anni Cinquanta e Sessanta divennero, con 2001, coloro i quali ci hanno fatto dono del bene dell’intelletto quando eravamo delle povere scimmie e per milioni di anni hanno atteso che la nostra tecnologia raggiungesse quel minimo livello sufficiente per incontrarli e ricevere l’ulteriore (meritato?) bene dell’onnipotenza. E così sia.
Il mondo salvato dai giornalisti
Io mi chiamo Luca Sofri, ho 47 anni, e faccio il direttore del Post: è un giornale online e ha due anni. Ve ne parlo brevemente perché in questi due anni è stato per noi uno straordinario luogo di sperimentazione e ricerca sui funzionamenti dell’informazione e della rete, e sul rapporto con i lettori.
Quel vecchio buco nero
Scoperto in M83, a 15 milioni di anni-luce da noi
ULX. No, non è un gemito di dolore. E nemmeno il nome storpiato di un supereroe verde. E’ invece l’acronimo (un po’ stiracchiato, in verità) di UltraLuminous X-ray source. Il Chandra X-ray Observatory della NASA ne ha visto uno nella galassia M83, a 15 milioni di anni-luce da noi, e ne ha ricavato alcune singolari conclusioni sui buchi neri, sulla loro età e sulle loro compagnie. Conclusioni descritte in un articolo che fra pochi giorni sarà pubblicato su “The Astrophysical Journal”.
Continua… (Corriere del Ticino)
Roberto Soria, K. D. Kuntz, P. Frank Winkler, William P. Blair, Knox S. Long, Paul P. Plucinsky, & Bradley C. Whitmore (2012). The Birth of an Ultra-Luminous X-ray Source in M83 arXiv arXiv: 1203.2335v1
La smentita di Murphy
Succede in Valtellina
di Veronica Pozzi
Sabato 28 aprile l’Osservatorio astronomico “Giuseppe Piazzi” di San Bernardo (Ponte in Valtellina) ha aperto le porte alla cittadinanza: 60 visitatori, dai 5 ai 70 anni, nella cupola ad ammirare la Luna e i suoi crateri, Saturno dagli anelli e il guerriero Marte. Dopo essersi rimpinzati di leccornie dell’enogastronomia valtellinese con una cena a cura dell’associazione Pro San Bernardo.



