Archive for agosto 2012


Giocando con NGC 1569 e il concetto di realtà

agosto 29th, 2012 — 7:25am

di Michele Diodati

Proprietà fisiche e storia evolutiva di NGC 1569

NGC 1569 è una galassia nana irregolare situata a circa 10 milioni di anni-luce da noi nella costellazione della Giraffa. Non avrebbe nulla di speciale per attirare l’attenzione degli astronomi, se non fosse che si tratta di una delle più vicine e potenti galassie starburst, galassie cioè in cui il ritmo di formazione stellare è parossisticamente elevato. Comuni nell’universo primordiale, lo sono molto meno nell’universo recente. NGC 1569 rappresenta perciò, per la sua vicinanza, un’occasione unica per studiare in modo dettagliato le caratteristiche peculiari di questo tipo di galassie.

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Anema e Core

agosto 28th, 2012 — 7:06am

di Michele Diodati

Le nebulose Anima e Cuore, che i napoletani chiamerebbero “Anema e Core”, sono le protagoniste indiscusse di un grande mosaico di immagini acquisite nelle frequenze dell’infrarosso dal telescopio spaziale WISE (Wide-field Infrared Survey Explorer). Il mosaico copre un’area di cielo nella costellazione Cassiopea larga oltre dieci volte la luna piena e alta otto, pari a 5,5 x 3,9 gradi.

Le nebulose Anima (a sinistra) e Cuore (a destra), in un mosaico di immagini nell'infrarosso acquisite dal telescopio spaziale WISE. (Cortesia: NASA/JPL-Caltech/UCLA)

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Le mappe globali di Giove

agosto 27th, 2012 — 3:00am

di Michele Diodati

L’11 e il 12 dicembre 2000 la sonda Cassini, mentre sfiorava Giove per farsi lanciare a mo’ di fionda verso la sua destinazione finale, Saturno, approfittò dell’occasione per svolgere un’operazione degna del miglior cartografo. Per 9 ore filate, mentre Giove ruotava indifferente correndo a finire il suo giorno, Cassini scattò quattro immagini ogni ora: due dell’emisfero nord e due dell’emisfero sud, e di ogni coppia una a 451 nanometri, la frequenza del blu, e una a 750 nanometri, nel vicino infrarosso. Le 36 immagini furono poi assemblate in modo da comporre le più dettagliate mappe globali del pianeta gigante finora disponibili, nelle quali i più piccoli dettagli osservabili misurano appena 120 chilometri.

Mappa globale dell'emisfero settentrionale di Giove. (Cortesia: NASA/JPL/Space Science Institute)

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Minchiate leghiste…

agosto 26th, 2012 — 5:39pm

…in salsa scientifica

di Marco Cagnotti

Gran parte dei lettori di Stukhtra è italiana e non è (e non può essere… e se non vuole essere la capisco pure) al corrente della politica svizzera, e di quella svizzero-italiana in particolare. Politica nella quale io vivo e lavoro. Ma che, per non tediare tutti con commenti che richiederebbero molte spiegazioni preliminari, ho sempre tenuto fuori da Stukhtra. La politica, ecco. Quando però la Lega dei Ticinesi esce dalla politica e sbraca nella scienza… e nello sbracare lancia secchiate di merda (com’è sua consuetudine) anche sui fatti assodati, sulle conquiste della scienza e della tecnologia, sul coraggio degli uomini, sposando tesi complottiste e cretine che possono essere frutto soltanto di ignoranza e pregiudizio… beh, non posso resistere. Sicché i lettori di Stukhtra leggano e spernacchino come si merita cotanta schifezza…

Oltre al subdolo sospetto che si cerca di insinuare nel lettore, si apprezzino gli accenti sulla terza persona singolare del verbo “essere”. In effetti, gli accenti a cazzo di cane sembrano una specialità di MS, firmatario seriale di articoli sulla stampa leghista. Sempre siglato, ché a metterci il nome e il cognome, si sa, si rischia per passar per capre anche agli occhi dei vicini di casa.

Volete esprimere il vostro parere? Ecco qua. Volete dirglielo in pubblico? C’é la comoda interfaccia di Facebook. Paolo Attivissimo lo ha appena fatto.

E adesso vediamo se lo tengono oppure lo censurano.

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Il target, cazzo!

agosto 26th, 2012 — 3:00am

Bastonate senza pietà sulla comunicazione politica

di Marco Cagnotti

Non nutro grande simpatia per le facoltà di Scienze della Comunicazione. Nonostante io stesso insegni comunicazione all’università. Il motivo è semplice: la comunicazione non può vivere di vita propria. Se impari a comunicare ma non hai nulla da comunicare… che cazzo comunichi? Per questo esorto i miei studenti a studiare qualcosa… qualsiasi cosa, non importa se Fisica o Scienze Politiche… cioè a farsi una cultura, e dopo, se proprio ci tengono, se davvero vogliono darsi alla comunicazione, al giornalismo, alla divulgazione, frequentare un master di secondo livello o un corso specializzazione. Ma solo dopo. Altrimenti, se partono subito solo con la comunicazione, impareranno a fare le scatole e a infiocchettarle come splendidi pacchetti regalo, ma non avranno alcuna idea di che cosa ci si può mettere dentro: dipenderanno sempre da altri per produrre dei contenuti. Per fortuna i miei corsi sono complementari all’interno di piani di studio scientifici o umanistici. Detto questo sulla comunicazione, bisogna aggiungere però che è un’attività fondamentale. Anzi critica: una comunicazione fatta male porta al fallimento qualsiasi progetto. Ecco perché questo libro è illuminante e deve tassativamente esser letto da chiunque voglia occuparsi di comunicazione, di politica o (a maggior ragione) di comunicazione politica.

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Voyager 1, la Grande Macchia Rossa e altri vortici

agosto 25th, 2012 — 3:00am

di Michele Diodati

Benché Giove fosse stato già raggiunto e fotografato nel 1973 e nel 1974 dalle sonde Pioneer 10 e 11, i Voyager 1 e 2 avevano una strumentazione molto più sofisticata e così le immagini del gigante gassoso che inviarono a Terra durante i loro passaggi ravvicinati del 5 marzo e del 9 luglio 1979 furono di gran lunga le più spettacolari e dettagliate che si fossero viste fino a quel momento.

Un’immagine della Grande Macchia Rossa in cui sono stati deliberatamente esagerati i colori e i contrasti per evidenziare le sottili differenze tra zona e zona. (Cortesia: NASA/JPL)

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41 nuovi pianeti intorno alle stelle di Keplero

agosto 24th, 2012 — 3:00am

di Michele Diodati

Due studi indipendenti segnalano la scoperta di 41 nuovi pianeti intorno a 20 stelle osservate dal telescopio spaziale Keplero. I pianeti sono stati scoperti col metodo del transito, cioè registrando e analizzando le variazioni periodiche di luminosità mostrate da alcune stelle. Per mezzo di complessi calcoli, si riesce a determinare, entro limiti più o meno ampi a seconda della bontà dei dati, raggio, massa, periodo orbitale ed eccentricità dei neo-pianeti, che sono risultati tutti più grandi e più massicci della Terra. I loro periodi orbitali sono di pochi giorni, al massimo qualche decina, il che indica che si tratta di pianeti caldissimi, letteralmente arrostiti dalle loro stelle, dalle quali distano poche frazioni di Unità Astronomica.

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La stella di Barnard e la solitudine cosmica

agosto 21st, 2012 — 3:00am

di Michele Diodati

Una recente ricerca pubblicata in pre-stampa su arXiv.org pone severi limiti alla presenza di pianeti intorno alla vicina stella di Barnard ed esclude definitivamente l’esistenza di due pianeti di tipo gioviano, “scoperti” negli Anni Sessanta dall’astronomo di origine olandese Peter van de Kamp. Questi nuovi risultati fanno da mesto contraltare all’entusiasmo con cui all’inizio degli Anni Settanta fu varato il Progetto Daedalus, un ambizioso tentativo durato cinque anni di progettare un’astronave interstellare in grado di raggiungere la stella di Barnard e i suoi presunti pianeti nell’arco di una vita umana.

Illustrazione artistica dell'astronave del Progetto Daedalus che giunge in vista della stella di Barnard. (Cortesia: Adrian Mann)

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La prognosi è carente

agosto 19th, 2012 — 3:00am

Ché a far la diagnosi, ormai…

di Marco Cagnotti

Secondo Piero Angela, la politica serve ad aiutare la società a produrre ricchezza, piuttosto che a distribuirla. Solo che in Italia lo fa poco e male per colpa delle ben note, italiche magagne: corruzione, nepotismo, rifiuto della meritocrazia, delle punizioni, della responsabilità… Grazie, lo sapevamo già. I numeri e i grafici proposti per documentare ogni affermazione sono convincenti. I micro e i macroesempi fanno pensare. Gli aneddoti vivacizzano il testo, che scorre via che è una bellezza. Però arrivi alla fine di questo saggio e ti chiedi: “Embe’?”.

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Stelle super-canoniche: grandi, brillanti e apparentemente impossibili

agosto 16th, 2012 — 6:44am

di Michele Diodati

Al centro della Nebulosa Tarantola, la più grande regione di formazione stellare della Grande Nube di Magellano (e dell’intero Gruppo Locale di galassie), c’è un ammasso stellare, le cui insolite caratteristiche sembrano in aperta contraddizione con la regola alla quale tutte le altre stelle note, in qualsiasi altra parte dell’universo osservabile, sembrano conformarsi. L’ammasso è RMC 136, o più sinteticamente R136, e la regola è quella che limita a non più di 150 masse solari la massa che una stella può raggiungere alla nascita nell’universo contemporaneo. Al centro di R136 sono state invece scoperte quattro superstelle, con masse iniziali comprese tra 165 e 320 masse solari. Come si sono formati simili giganti?

Una rappresentazione artistica di R136a1. Con le sue attuali 265 masse solari è la stella più massiccia finora scoperta. (Cortesia: Sephirohq/Wikipedia)

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Vita da summer student / 5: Visite, malinconia e opportunità

agosto 14th, 2012 — 10:44am

di Silvia Fracchia

Ultimi giorni qui al CERN. Nonostante la malinconia in crescendo e la consapevolezza che quest’estate indimenticabile stia ormai per volgere al termine, l’esperienza da summer student sta regalando i suoi ultimi frutti. Tre visite nell’arco temporale di pochi giorni, un tour guidato in alcuni dei luoghi chiave del Large Hadron Collider.

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Super supernovae

agosto 13th, 2012 — 3:00am

Le stelle più grandi muoiono in esplosioni di una potenza inimmaginabile. Alcune sono causate in parte dalla produzione di antimateria

di Avishay Gal-Yam

Verso la metà del 2005, l’Osservatorio Keck sul Monte Mauna Kea alle Hawaii potenziò i suoi giganteschi telescopi gemelli. Grazie alla compensazione automatica della turbolenza atmosferica, i telescopi erano ora in grado di produrre immagini nitide quanto quelle del Telescopio Spaziale Hubble. Shrinivas Kulkarni, del California Institute of Technology, che era supervisore del Keck, incoraggiò i ricercatori giovani del Caltech – e me tra quelli – a sbrigarsi a inoltrare la richiesta per ottenere tempo di osservazione. Facendo nostro il consiglio, io e i colleghi post-dottorato Derek Fox e Doug Leonard decidemmo di collaborare per provare un tipo di ricerca che fino ad allora era stato portato avanti quasi esclusivamente per mezzo di Hubble: metterci a caccia di progenitori di supernovae. In altre parole, volevamo comprendere che aspetto hanno le stelle quando stanno per esplodere.

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Quest’articolo è la traduzione in italiano di un articolo di Avishay Gal-Yam, esperto di supernovae e capo del Dipartimento di astrofisica sperimentale presso il Weizmann Institute of Science, in Israele. L’articolo è stato pubblicato sul numero di giugno 2012 di Scientific American.

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Però manca il prete

agosto 12th, 2012 — 3:00am

E, per finire, gli altri tre sono tutti agnostici

di Marco Cagnotti

Vedi questo libro e ti aspetti una cosa sul tipo del Dialogo sui due massimi sistemi del mondo. Cioè un confronto serrato e avvincente fra posizioni contrapposte, con argomenti e controargomenti. Invece ti trovi per le mani un libro scritto più che discretamente (anche se un editing più accurato gli avrebbe fatto bene) ma deludente sul piano della sostanza.

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Siccità e riscaldamento globale

agosto 7th, 2012 — 3:00am

di Michele Diodati

L’Italia sta vivendo un’estate torrida, con temperature che tendono a superare quelle dell’estate 2003, considerata la più calda e secca a memoria d’uomo nel nostro paese. Il fenomeno del riscaldamento globale, di cui le estati torride e secche sono un segnale, ovviamente non riguarda solo l’Italia, ma vaste regioni del pianeta. Gli Stati Uniti, per esempio, non sono da meno. Un articolo pubblicato sul sito scientifico della NASA sforna un po’ di dati allarmanti, relativi al giugno 2012: sembra che in quel mese ben 170 record di calore, stabiliti da quando esistono le registrazioni dei dati meteorologici, siano stati eguagliati o battuti. All’inizio di luglio ben il 56 per cento del territorio continentale degli Stati Uniti si trovava in piena siccità. Soprattutto nell’ovest del Paese, gli incendi hanno ridotto in cenere 1,3 milioni di acri di territorio boschivo, pari a circa 5.260 chilometri quadrati.

Anomalie della temperatura al suolo registrate negli Stati Uniti a giugno 2012. Le aree rosse indicano zone più calde della media stagionale. (Cortesia: NASA/Earth Observatory)

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Curiosità marziana

agosto 6th, 2012 — 3:00am

di Marco Cagnotti

Un altro: dopo i Viking, Pathfinder, Spirit e Opportunity, un rover nuovo di zecca scende su Marte. L’ammarziaggio (e perdonateci il neologismo) è previsto per il 6 agosto. E sarà diverso da tutti i precedenti.

Una ricostruzione di Curiosity su Marte. (Cortesia: NASA/JPL-Caltech)

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Fonte: “la Regione”


Uno spreco?

di Marco Cagnotti

Ma non è denaro buttato per esplorare un deserto inutile, che meglio potrebbe essere speso risolvendo i problemi del nostro pianeta? Domanda legittima: 2,5 miliardi sono davvero tanti soldi. Che si potrebbero usare per sradicare malattie letali nei Paesi più poveri o per sfamare milioni di persone.

Tuttavia, prima di quella domanda, qualche altra dovrebbe sorgere spontanea. Per esempio: quante migliaia di miliardi sono state buttate in guerre inutili, dall’Afghanistan all’Iraq? E ancora: quante centinaia di miliardi sono saltate fuori tutto d’un tratto quando è stato necessario salvare le banche sull’orlo del fallimento… per poi vederli usati come bonus per i manager o per speculare nell’acquisto di buoni del Tesoro degli Stati in difficoltà? Con quale faccia allora si chiede di risparmiare sulla ricerca di base, che produce alta tecnologia e brevetti che trovano applicazioni nella vita quotidiana? E che potrebbe, fra qualche decennio, aprirci le porte di un pianeta di riserva, considerando quanto stiamo maltrattando il nostro?

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Vita, morte e miracoli…

agosto 5th, 2012 — 3:00am

…del giornalismo italiano

di Marco Cagnotti

A cavallo fra la storia e l’analisi, il saggio di Agostini ripercorre la storia del giornalismo italiano dal Dopoguerra fino a oggi. L’edizione originale era un po’ datata e, nel leggere ora i primi capitoli, alla luce degli sviluppi editoriali e tecnologici recenti, si sorride un po’. Tuttavia quell’analisi era e rimane corretta. D’altronde questa è l’edizione aggiornata del libro, nella quale gli ultimi capitoli fanno il punto sullo status quo editoriale e tecnologico recente. Fino ai tablet, per intenderci. E l’analisi continua a essere corretta.

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Sir George Darwin e la “gemmazione” della Luna

agosto 2nd, 2012 — 2:05pm

di Michele Diodati

Quando pensiamo al nome ‘Darwin’, ci viene in mente immediatamente Charles Darwin, uno dei maggiori scienziati di tutti i tempi, autore di quell’Origine delle specie che occupa un posto di assoluto rilievo nella letteratura scientifica mondiale. Ma la storia della scienza annovera anche un altro Darwin, certo molto meno famoso di Charles. Si tratta di George Howard, quinto figlio di Charles ed Emma Darwin.

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