Archive for settembre 2012


Le estreme profondità galattiche di XDF

settembre 27th, 2012 — 10:37am

di Michele Diodati

Nel 2004 era stata diffusa un’immagine chiamata Hubble Ultra Deep Field (HUDF), cioè campo ultraprofondo di Hubble. Era il risultato di un milione di secondi di tempo di osservazione del telescopio spaziale Hubble, puntato su una minuscola porzione di cielo nella costellazione della Fornace, grande quanto una frazione di Luna Piena. In quell’immagine si potevano osservare migliaia di galassie di ogni forma, dimensione e stadio evolutivo, risalenti fin quasi alle origini dell’Universo.

Si chiama XDF (Hubble eXtreme Deep Field) la più profonda immagine del cielo mai realizzata dal telescopio spaziale Hubble. Vi compaiono circa 5.500 galassie, in un'area del cielo grande meno di un centesimo della luna piena. L'immagine è stata ottenuta con un tempo di esposizione totale di 2 milioni di secondi. (Cortesia: NASA/ESA/G. Illingworth, D. Magee, P. Oesch, R. Bouwens/the HUDF09 Team)

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Pura potenza radiante nel cuore di NGC 3603

settembre 24th, 2012 — 3:00am

di Michele Diodati

Nel cielo australe, annidata nel braccio a spirale della Carena, si trova la più massiccia regione H II, cioè di idrogeno ionizzato, della Via Lattea. E’ NGC 3603, una nebulosa a emissione scoperta nel 1834 da John Herschel, mentre si trovava in Sudafrica per studiare i cieli meridionali. Distante 20-22 mila anni-luce dalla Terra e accreditata di contenere qualcosa come 400 mila masse solari di gas, NGC 3603 è una regione di esplosiva formazione stellare, interessante per diversi motivi, in particolare perché ospita al suo centro un piccolo ma densissimo ammasso stellare aperto, con la più incredibile concentrazione di stelle massicce finora scoperta nella Via Lattea.

Il giovane ammasso aperto al centro di NGC 3603, ripreso ad aprile 1999 nel vicino infrarosso con lo strumento ISAAC del telescopio Antu da 8,2 metri del Very Large Telescope. (Cortesia: ESO)

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Envisioning the near future of technology

settembre 23rd, 2012 — 10:22am

Fonte: Infographic of the Day

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Fate i bravi

settembre 20th, 2012 — 10:42am

L’universo mondo ruota intorno a me

di Marco Cagnotti

Son sempre stato un egocentrico: l’universo mondo ruota intorno a me. Però da ieri la simpatica metafora s’è trasformata in realtà. Nel senso che davvero l’universo mondo ruota intorno a me: mi sembra di stare su una giostra per il capogiro. A ciò si aggiungano nausea, cefalea, acufeni.

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Due pianeti gioviani caldi nel Presepe

settembre 18th, 2012 — 3:00am

di Michele Diodati

Fino ad ora solo due pianeti erano stati scoperti in orbita intorno a stelle appartenenti ad ammassi aperti: uno presso Epsilon Tauri nelle Iadi e uno presso TYC 5409-2156-1 in NGC 2423. Ma entrambe le stelle sono giganti, con masse rispettivamente di 2,7 e 2,4 masse solari, che appartenevano probabilmente alle classi spettrali A o B quando erano sulla sequenza principale. Nonostante le numerose ricerche già effettuate, per esempio nelle Iadi e in M67, nessun pianeta era stato invece ancora trovato in un ammasso aperto intorno a stelle di tipo solare, cioè stelle di sequenza principale appartenenti alle classi F, G o K. Non erano stati trovati neppure quei pianeti gioviani caldi che girano a pochissima distanza dalle loro stelle e che sono i più facili da individuare con il metodo del transito o con quello della velocità radiale. Stava perciò cominciando a prendere piede l’ipotesi che vi fosse qualcosa negli ammassi aperti, probabilmente la scarsità di materia nei dischi protoplanetari, che impediva la formazione, o almeno la migrazione verso la stella, di questi pianeti giganti.

Rappresentazione artistica di uno dei due pianeti gioviani appena scoperti, in orbita ravvicinata intorno a una stella di tipo solare nell'ammasso aperto del Presepe. Il cielo notturno è illuminato dalle circa 1.000 stelle dell'ammasso. (Cortesia: NASA/JPL-Caltech)

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Quanto sono vecchi gli anelli di Saturno?

settembre 17th, 2012 — 7:16am

di Michele Diodati

Probabilmente nessun oggetto celeste più degli anelli di Saturno è in grado di suscitare meraviglia e mistero. Anche chi non ha mai sollevato gli occhi verso il cielo né mostrato il minimo interesse per le cose dell’astronomia sa che esiste un pianeta circondato da uno strano sistema di anelli. Ma pochi sanno, forse, che neppure gli astronomi conoscono precisamente il tempo e il modo in cui a Saturno crebbero quei famosi anelli.

Un'immagine degli anelli di Saturno ottenuta il 21 giugno 2004 dalla sonda Cassini, nove giorni prima di entrare in orbita intorno al pianeta gigante. Gli anelli sono visti nei loro colori naturali, da una distanza di 6,4 milioni di km (ogni pixel corrisponde a 38 km). L'anello B è il più brillante. Si apprezzano chiaramente le sue sfumature color sabbia, alternativamente più chiare e più scure. (Cortesia: NASA/JPL/Space Science Institute)

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Tappi di sughero su Marte?

settembre 16th, 2012 — 10:56am

di Michele Diodati

Mentre l’attenzione dei media è per lo più orientata su Curiosity, il rover formato SUV che la NASA ha scaricato su Marte all’inizio di agosto, il buon vecchio Opportunity continua a fare il suo mestiere di esploratore, indifferente al fatto che le luci della ribalta si siano spostate altrove.

Un mosaico formato assemblando quattro immagini scattate dal Microscopic Imager di Opportunity. L'area osservata è larga circa 6 centimetri. Le sferule misurano intorno ai 3 millimetri ognuna. (Cortesia: NASA/JPL-Caltech/Cornell University/USGS/Modesto Junior College)

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Richard Feynman e il centro galattico

settembre 14th, 2012 — 6:46am

di Michele Diodati

Non mi sembra possibile che quest’universo fantasticamente meraviglioso, questa incredibile estensione di tempo e di spazio e di differenti tipi di animali, e tutti i differenti pianeti e l’insieme degli atomi con i loro movimenti, eccetera, insomma tutta questa cosa complicata possa essere semplicemente un palcoscenico, in modo che Dio possa osservare gli uomini combattere per il bene e il male. Perché questa è la visione propria della religione. Il palcoscenico è troppo grande per un tale spettacolo.

Le parole qui riportate in traduzione italiana erano parte di un’intervista che il grande fisico Richard Feynman, Premio Nobel nel 1965, uno dei più geniali uomini di scienza mai vissuti, rilasciò nel 1959 a una televisione locale americana chiamata KNXT. L’intervista non andò in onda ed è facile immaginare perché (l’aneddoto è raccontato a pagina 372 di una biografia di James Gleick su Feynman, pubblicata nel 1992).

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Messier 60 e NGC 4647: uno scherzo della prospettiva?

settembre 13th, 2012 — 4:38am

di Michele Diodati 

Il 6 settembre 2012 i siti europeo e americano del telescopio spaziale Hubble hanno pubblicato una magnifica immagine che mostra due galassie, una ellittica e una a spirale, parzialmente sovrapposte, apparentemente vicinissime. La galassia ellittica è NGC 4649, meglio nota come Messier 60, la galassia a spirale è NGC 4647. Entrambe furono inserite col numero 116 nel famoso catalogo delle galassie peculiari, pubblicato nel 1966 da Halton Arp.

NGC 4649 (M60) è la galassia ellittica che domina l'immagine. NGC 4647 è la galassia a spirale in alto a destra. (Cortesia: NASA/ESA/Z. Levay/STScI)

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L’unità astronomica (o la faticosa ricerca della distanza del Sole)

settembre 12th, 2012 — 9:36am

di Michele Diodati

Le distanze in astronomia sono astronomiche, nel vero senso della parola. Anche se ci limitiamo a misurare il cortile di casa, cioè il sistema solare, abbiamo a che fare con abissi di spazio che si calcolano in miliardi di chilometri. Plutone, per esempio, ha un’orbita molto ellittica, in cui la distanza dal Sole varia da un minimo di 4.437.000.000 chilometri a un massimo di 7.311.000.000 chilometri. Maneggiare numeri così grandi non è pratico, così come non lo sarebbe esprimere la distanza tra Roma e New York in millimetri (per la cronaca, 7.216.000.000 millimetri).

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Extra Dimensions

settembre 7th, 2012 — 3:04pm

Fonte: PHD Comics

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L’Arco della Lince: un superammasso primordiale sotto la lente

settembre 4th, 2012 — 3:00am

di Michele Diodati

La casuale e fortunata scoperta di una lente gravitazionale in un ammasso di galassie lontano 5,4 miliardi di anni-luce permise di osservare l’immagine amplificata e distorta di un remotissimo oggetto, che si rivelò poi come il più grande, caldo e brillante generatore di mega-stelle di cui si sia mai avuta notizia.

Rappresentazione artistica di come sarebbe potuta apparire, vista da breve distanza, la galassia dell'Arco della Lince, distante 12 miliardi di anni-luce dalla Terra. (Cortesia: ESA/NASA/Robert A.E. Fosbury)

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Questions no one knows the answers to

settembre 3rd, 2012 — 3:00am

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Kepler-47,il primo sistema circumbinario con (almeno) due pianeti

settembre 3rd, 2012 — 3:00am

di Michele Diodati

ResearchBlogging.orgKepler-47 è il primo sistema planetario circumbinario finora scoperto che ha più di un pianeta. E’ stata rilevata, infatti, la presenza di almeno due pianeti, simili per dimensioni a Nettuno e Urano, in orbita intorno a due stelle, una delle quali di tipo solare e una più piccola e fioca. Il sistema è nella costellazione del Cigno e dista 4.900 anni-luce dalla Terra. Il pianeta più esterno, Kepler-47c, si trova in piena zona abitabile e potrebbe, forse, ospitare lune con acqua liquida in superficie.

Rappresentazione artistica del sistema circumbinario Kepler-47. In primo piano il pianeta più grande e più lontano dalle due stelle, Kepler-47c, come apparirebbe osservato da una sua ipotetica luna. In basso a destra il pianeta più piccolo e vicino alle due stelle, Kepler-47b. (Cortesia: NASA/JPL-Caltech/T. Pyle)

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Memoria dello Spazio: un innesco per l’immaginazione

settembre 2nd, 2012 — 4:00am

di Michele Diodati

Avevo più o meno dieci anni quando, passeggiando in una via del centro, scorsi nella vetrina di una libreria che oggi non c’è più la copertina argentata di un libro di fantascienza, La memoria dello spazio, dello scrittore britannico Colin Kapp. Riuscii alla fine a farmelo regalare e ricordo ancora l’ansia gioiosa con cui mi accingevo a leggere per la prima volta una storia che mi avrebbe portato, così speravo, tra pianeti alieni, astronavi, guerre interplanetarie. Quel libro, il solo averlo prima e più ancora che leggerlo, mi consentiva di fare ciò che mi riusciva meglio: perdermi nei voli della fantasia, astraendomi per ore intere fin quasi a non sentire più il suono delle voci e delle attività umane intorno a me.

 

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Stukhtra cambia (un po’)

settembre 2nd, 2012 — 3:00am

Recuperiamo la divulgazione. E poi vediamo che succede

di Marco Cagnotti

Qua dentro gira da un po’ la voce che io sono crisi e che voglio chiudere Stukhtra. Che sono malato. Che mi sono rotto le palle. Che sono oberato da altri lavori. Che preferisco occuparmi di tutt’altro. Tutto vero, almeno in parte. E non sto a dilungarmi, se non nei limiti dello stretto necessario. Però qualche spiegazione ai lettori di Stukhtra la devo, sicché qualcosa dirò.

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Lo spettacolo di luci e ombre di LH 95

settembre 1st, 2012 — 11:40am

di Michele Diodati

Nel corso di quella stessa assemblea generale della International Astronomical Union, tenutasi a Praga ad agosto 2006, alla fine della quale Plutone fu retrocesso al rango di pianeta nano, fu presentata anche una straordinaria immagine dell’associazione stellare LH 95 e della connessa regione di formazione stellare DEM L 252, nella Grande Nube di Magellano.

La regione di formazione stellare LH 95 nella Grande Nube di Magellano, ripresa con lo strumento ACS del telescopio spaziale Hubble nel 2006. (Cortesia: NASA/ESA)

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