L’European Southern Observatory (ESO) sta progettando la costruzione di quello che – se davvero sarà costruito – sarà il più grande telescopio del mondo. Il progetto originale prevedeva uno specchio primario da 42 metri con un’area utile di circa 1.300 metri quadri. Il prezzo proibitivo, previsto in 1.275 milioni di euro, ha costretto a rivedere il progetto al ribasso. Lo specchio primario sarà così più piccolo: 39,3 metri di diametro per 978 metri quadri di area. Ciò farà scendere il costo totale dell’impresa a 1.055 milioni di euro.
Lanciato dalla NASA l’11 febbraio 2010, il Solar Dynamics Observatory, più brevemente SDO, è il più sofisticato tra gli Osservatori solari inviati a studiare la nostra stella al di fuori dell’atmosfera terrestre. I suoi due strumenti – AIA (Atmospheric Imaging Assembly) e HMI (Helioseismic and Magnetic Imager) – producono quotidianamente immagini del Sole in numerose, diverse lunghezze d’onda, fino alla risoluzione massima di 4096×4096 pixel, circa 8 volte maggiore di quella tipica di un televisore ad alta definizione.
L’immagine seguente è un mosaico di particolari della superficie e dell’atmosfera solari, ripresi dal Solar Dynamics Observatory nelle differenti lunghezze d’onda alle quali operano i suoi strumenti.
Un mosaico di particolari della superficie e dell'atmosfera solari, ripresi dal Solar Dynamics Observatory nelle differenti lunghezze d'onda alle quali operano gli strumenti di SDO. (Cortesia: NASA/SDO/Goddard Space Flight Center)
Emily Lakdawalla, dal suo blog su “The Planetary Society”, ci informa che il 15 gennaio scorso Han Li, esperta di scienze planetarie dell’Accademia Cinese delle Scienze, ha tenuto una presentazione sulla missione della sonda Chang’e 2. L’occasione è stata l’ottavo meeting della NASA sui corpi minori del sistema solare (SBAG, Small Bodies Assessment Group), organizzato a Washington.
avrei un quesito teorico che potreste essere in grado di risolvermi: se una persona provenisse da un universo parallelo con informazioni importanti, a chi potrebbe rivolgersi per trovare assistenza su questo vostro continuum? Preferibilmente nell’area di Roma, tenendo presente che il soggetto in questione non vuole avere nulla a che fare con la NASA o altre agenzie aerospaziali, perché le ritiene organizzazioni estremamente ostili e pericolose per la sua missione e per la sua persona.
Grazie per l’attenzione
Patrizio
Risposta della redazione: Il Vaticano, che possiede un know how formidabile e un’esperienza plurimillenaria nell’ambito dell’invenzione e della diffusione di cazzate su scala planetaria. Ma i lettori di Stukhtra potranno volentieri fornire alternative.
Il telescopio spaziale Herschel, dell’ESA, ha ripreso la supergigante rossa Betelgeuse nel lontano infrarosso. Ciò che l’immagine mostra è lo spettacolare effetto combinato delle perdite di massa e del moto della stella, giunta probabilmente alle fasi finali della sua esistenza e non troppo lontana dal momento in cui esploderà come supernova.
Immagine composita di Betelgeuse, acquisita con lo strumento PACS del telescopio spaziale Herschel alle lunghezze d'onda di 70, 100 e 160 micrometri. Il campo osservato misura circa 25 arcominuti per lato. (Cortesia: ESA/Herschel/PACS/L. Decin et al.)
Galileo rimase stupito e ammirato, quando si accorse con il suo piccolo cannocchiale che le stelle in cielo erano molte più di quelle che poteva vedere a occhio nudo. Nei quattro secoli trascorsi da allora, lo sviluppo della tecnologia ha reso i telescopi sempre più potenti. Di conseguenza è aumentata in misura impressionante la quantità di stelle osservabili e la densità dei campi stellari visibili in un’unica immagine.
Una vista in formato ridotto della grande immagine del centro galattico prodotta da Stéphane Guisard. (Cortesia: S. Guisard/ESO)
Non è possibile scrivere un articolo su ciascuna delle numerose novità astronomiche che quotidianamente vengono sfornate da agenzie spaziali, università, centri di ricerca e riviste specializzate. Soprattutto se piace approfondire e scrivere con cognizione di causa, dopo aver consultato i paper di riferimento, senza limitarsi al banale copia e incolla dai comunicati stampa.
In occasione dell’ottavo anniversario della discesa della sonda Huygens sulla superficie di Titano, la luna più grande di Saturno, l’ESA ha pubblicato un’animazione che ricostruisce da quattro diversi punti di vista l’atterraggio del piccolo aggeggio discoidale sganciato dalla sonda Cassini il 14 gennaio 2005.