Seguendo la Stella
E ha pure la coda
Un astrofisico “rogatus a pluribus” doveva occuparsi prima o poi della Stella di Betlemme, ma devo dire che all’inizio mi sembrava un argomento su cui fare solo uno studio di rassegna. Avevo sentito parlare dell’”ipotesi di Keplero” e cercai di fare chiarezza su quella. Così cominciarono le sorprese.
Keplero l’aveva pubblicata prima in tedesco nel 1611 e poi in latino nel 1614. Il titolo completo è Sul vero anno in cui la Beata Vergine Maria ha messo al mondo il Salvatore (e meno male che era protestante!). Documenti storici alla mano, cioè l’opera di Flavio Giuseppe, Keplero mostrò che Erode il Grande era morto nel 4 a.C., in concomitanza con un’eclisse di Luna a Pasqua. Siccome la Strage degli Innocenti era stata ordinata da Erode per i bimbi di due anni, Gesù nacque nel 6-7 a.C. In quel periodo Giove e Saturno ebbero una tripla congiunzione, sicuramente oggetto di interesse per gli astronomi di allora. La congiunzione avrebbe prodotto un aliquid novi, qualcosa di nuovo nel cielo: la Stella, appunto. Per Keplero c’era dunque un rapporto di causa-effetto tra la congiunzione planetaria e l’apparizione di una stella nuova. Del resto nel 1604 proprio durante una congiunzione Giove-Saturno-Marte comparve nella costellazione del Serpentario quella che poi sarebbe stata chiamata proprio “supernova di Keplero”.

Un’immagine in falsi colori della "supernova di Keplero", osservata per la prima volta dall’astronomo nel 1604. A dispetto del nome, non si tratta di una stella nuova ma di un’esplosione che si verifica nelle fasi finali di vita della stella.
Oggi questo rapporto di causa-effetto non sarebbe neppure plausibile: pure alla velocità della luce ci vogliono anni perché le informazioni passino da una stella alle altre. Dopo Keplero, al ritmo di un libro all’anno sono stati scritti fiumi di parole per identificare le candidate migliori al ruolo di guida dei Magi, rappresentanti degli uomini di scienza che giungono alla conoscenza della Verità.
Sul fatto che Gesù sia nato il 25 dicembre ci sono indicazioni storiche confermate a Qumran: Zaccaria, padre di Giovanni Battista, era della classe di Abìa (Lc 1, 5), che serviva il Tempio nella settimana del 24 settembre (dati di Qumran), dopo sei mesi ci fu l’Annunciazione a Maria, il 25 marzo, e nove mesi dopo, il 25 dicembre, la nascita di Gesù. Nel nostro presepio abbiamo voluto rappresentare il cielo della notte di Luna piena del 4 gennaio dell’anno 6 a.C., 747 ab Urbe Còndita. La Luna è alta nel Cancro, a sinistra si vede il Leone e a destra sono tratteggiati i Gemelli. Il Sole, opposto alla Luna, sta nel Capricorno. A destra splendono Giove e Saturno in congiunzione nei Pesci e una stellina rossa…
La Stella dei Magi è menzionata solo da Matteo, come del resto i Magi stessi. Tuttavia pare fossero personaggi conosciuti come scienziati dall’autorità indiscutibile a Damasco, alla cui comunità era destinato quel Vangelo. Nel Vangelo si parla di astèr, e quattro volte si usa il termine anatolé, oriente, “che sorge”. Una volta proprio nel cantico di Zaccaria: “verrà a visitarvi dall’alto un anatolé” (Lc 1, 78), tradotto con “Sole che sorge”, “oriens” nella Volgata. Che sia un’eco lucana, o meglio un bagliore della Stella del Natale?
Nel 1997 osservai la stella variabile Mira Ceti, la Meravigliosa della Balena, al suo massimo splendore: era ben visibile a occhio nudo. Essendo la Balena vicino ai Pesci, era probabile che gli antichi Magi, mentre osservavano Giove e Saturno, abbiano notato lì vicino quella stella in più, mentre era al suo massimo splendore. Mira fu chiamata così da Hevelius, grande astronomo polacco, dopo che ne fu riconosciuta la natura variabile, con un periodo 11 mesi. Nel 1998 mi accontentai di questa tesi, supportata dal fatto che Mira era stata scoperta nel 1596 da David Fabricius quando Giove le passò vicino e riscoperta 12 anni più tardi di nuovo con Giove vicino. Nel 2000 però si presentò l’occasione giusta per andare avanti, quando nel Dipartimento di Astronomia di Yale conobbi Dorrit Hoffleit.
Bussai al suo ufficio: “Come in”, mi disse, e mi accolse con un bel sorriso. All’epoca aveva 93 anni e continuava a lavorare. Le parlai di Mira, che lei considerava the educational star: la stella istruttiva per eccellenza. Fu subito entusiasta e mi indicò i libri dove avrei potuto trovare i dati degli ultimi quattro secoli di questa stella. Dovevamo verificare l’ipotesi che a un massimo di luminosità particolarmente brillante ne potesse seguire uno altrettanto luminoso, per spiegare il fatto che i Magi l’avevano rivista e avevano provato grande gioia. Il risultato delle ricerche fu che, statisticamente, a un massimo brillante ne segue uno debole. Questo dato era confermato anche da altre stelle variabili a lungo periodo: Chi Cygni, R Leonis e R Hydrae. Questa proprietà delle variabili di tipo Mira non era mai stata scoperta. Perciò seguendo la Stella di Betlemme avevamo fatto una scoperta scientifica. Janet Mattei, direttrice dell’American Association of Variable Stars Observers (AAVSO), presentò il nostro articolo al congresso annuale del 2002 a Madison, nel Wisconsin.
Ora Dorritt e Janet conoscono la Vera Stella di Betlemme. E Mira ha svelato proprio lo scorso anno una coda. Visibile solo nei raggi ultravioletti, è una scia che la stella, nel suo moto attraverso gli spazi siderali, ha lasciato negli ultimi 30 mila anni.
Categoria: Novae | Tags: epifania, fenomeni, natale 2 commenti »





gennaio 6th, 2011 at 13:17
Salve,
ho l’impressione che il gentilissimo Sigismondi si sia lasciato prendere un pochino la mano dal suo personale entusiasmo per la Vera Stella: ad esempio, gradirei conoscere esattamente quali documenti storici (confermati successivamente dai rotoli di Qumran?) ci parlano di Zaccaria alla data del 24 settembre nel Tempio e dell’annunciazione del 25 marzo (evento storico!?): potrei sbagliarmi, ma almeno io non ne sapevo nulla.
D’altra parte non capisco come dimenticare proprio le documentate celebrazioni del Sol Invictus proprio il 25 dicembre (e quelle analoghe in tutta Europa sempre subito dopo il solstizio d’inverno), di cui la natività cristiana prese il posto nel calendario.
Ma per tornare alla Stella, il punto che maggiormente mi interessa: se proprio vogliamo leggere con attenzione Matteo, perchè saltare il passo in cui la “stella si ferma sopra il luogo dove era il bambino”? E quale evento astronomico ha tale caratteristica?
Per non dire poi che una stella che sorga ad oriente, difficilmente puo’ guidare verso occidente i Magi…
Lo stesso commentatore della mia Bibbia (edizione princeps 2008, CEI) mi avverte che “l’evangelista pensa chiaramente a un astro miracoloso di cui è inutile cercare una spiegazione naturale”.
Si trattava, insomma, di astrologia: astrologi erano i Magi, e sensibile a quel fascino astrologico (secondo cui i re nascevano sempre annunciati da un prodigio celeste) era Matteo o chi scriveva per lui.
Senza polemica: ma questa semplice spiegazione proposta della CEI è semplice e su solide basi storiche. Una spiegazione forse troppo semplice, ma proprio per questo Occam ne sarebbe stato pienamente soddisfatto.
PS: se mi si permette una critica (e potreste pure non pubblicarla): in un blog di divulgazione scientifica bisognerebbe fare molta piu’ attenzione nel presentare congetture (come l’identificazione di Mira con la Vera Stella) che attirano la nostra fantasia, ma che hanno (al piu’) un debolissimo supporto scientifico.
Giovanni
gennaio 6th, 2011 at 13:22
@Giovanni:
Nessun problema con le critiche. Anzi. Specie se costruttive, come questa.
Però, come admin di questo posto, ho una risposta. Talvolta mi piace pubblicare anche idee, ipotesi, pensate, elucubrazioni e pippe mentali ragionevoli ma senza un solidissimo supporto scientifico (senza mai sconfinare nelle puttanate irrazionali, però), perché comunque confido nel buon senso, nella serietà e nel rigore dei miei lettori, che non esitano (come te) a fare (giustamente) le pulci agli articoli, a contestare, a produrre ulteriori documenti, a chiedere chiarimenti all’autore.
Se adesso Sigismondi vorrà rispondere, lo spazio dei commenti qui di seguito è suo…
M.C.