La fusione fredda è tornata…

maggio 6th, 2011 — 3:00am

…ma non ha nulla di scientifico

di Andrea Signori

Ci risiamo: sembra che la fusione fredda sia di nuovo “realtà”. Dopo la bolla mediatica del 1989 ad opera di Fleischmann e Pons, è la volta dell’ingegner Andrea Rossi e dei suoi colleghi. Vantando la costruzione di un misterioso macchinario, chiamato E-Cat, che sfrutterebbe una non ben precisata reazione di fusione tra nichel e idrogeno, costoro sostengono di poter produrre energia pulita a costi irrisori. Già, pulita: perché i processi di fusione nucleare non comportano produzione di scorie radioattive, come i processi di fissione. Sono il metodo di produzione energetica “naturale” per eccellenza: le stelle, infatti, sono delle enormi centrali a fusione termonucleare.

E-Cat: che c'è dentro? Boh!

La fusione consiste nel fondere insieme due nuclei di elementi leggeri per ottenere un nucleo di un elemento più pesante (ad esempio due nuclei di deuterio in un nucleo di elio) più un surplus energetico. Piccolo e insignificante dettaglio: per avvicinare due nuclei è necessario disporre di elevatissime temperature e pressioni, dato che c’è da vincere la grande repulsione elettrostatica tra i nuclei. Il che è particolarmente dispendioso e difficile da ottenere: sono condizioni proprie delle stelle, dei tokamak e degli apparati per fusione a confinamento inerziale. Del fatto che due nuclei possano fondere spontaneamente a temperatura ambiente non c’è finora alcuna dimostrazione scientifica. Finora. Perché ora Rossi e i suoi colleghi presentano un presunto apparato che (dicono) farebbe proprio questo.

L'impianto originale di Ferrara. Come funziona? Boh! Ma poi funziona davvero? Ri-boh!

E’ chiaro che una scoperta simile rivoluzionerebbe il corso della Storia: addio conflitti sociali, economici e politici legati al problema dell’energia. Niente più petrolio, carbone e fissione nucleare. Uno scenario allettante. Insomma, quella di Rossi e colleghi è un’affermazione straordinaria e nel mondo scientifico tutti aspettano la conseguente prova straordinaria.

Nel pomeriggio del 3 maggio presso l’Università di Pavia è andata in scena (il gergo teatrale è voluto) una conferenza tenuta da Sergio Focardi, professore emerito di fisica presso l’Università di Bologna: come referente scientifico del gruppo di Rossi, Focardi aveva il compito di illustrare il presunto fenomeno straordinario alla comunità di studiosi pavesi riunita al gran completo. Obiettivo fallito, perché di scientifico nella conferenza c’è stato ben poco.

La comunità scientifica non esclude la possibilità di effettuare scoperte rivoluzionarie senza disporre di modelli e spiegazioni teoriche preliminari: la storia della scienza è costellata di questi episodi. Tuttavia la scoperta va dimostrata in modo dettagliato, completo, rigoroso attraverso dati chiari e inequivocabili. Solo allora ha senso scatenare i cervelli alla caccia della spiegazione teorica. Invece abbiamo preso atto dell’assenza di dati, grafici, misure, equazioni che dimostrassero in modo chiaro la produzione di energia dalle ipotetiche Low Energy Nuclear Reactions (reazioni nucleari a bassa energia) tra nichel e idrogeno. Di storielle e informazioni qualitative la comunità scientifica se ne fa ben poco. E anche del segreto industriale che protegge il dispositivo: come si può pretendere di spiegarne il funzionamento se non si può dire come è fatto? E che dire se il relatore si trincera dietro frasi vergognose come “Non so quale sia il funzionamento, perché c’è il segreto” o, ancora peggio, “Il fenomeno avviene grazie a un ingrediente segreto della cui identità nemmeno io sono al corrente”? Ma stiamo scherzando? Si parla forse di Coca Cola? Questo non è un atteggiamento scientifico. Un relatore che fa affermazioni simili di sicuro non convince della sua scoperta, anzi.

Sono state messe pesantemente in discussione le basi, i fondamenti del metodo scientifico stesso: così si creano miti, credenze. Non sapere scientifico, né tanto meno ricadute tecnologiche. Dalla conferenza si evince che nemmeno Focardi si spiega che cosa avvenga di preciso nella cella con nichel-idrogeno-ingrediente segreto, a parte il fatto che sarebbero reazioni nucleari a bassa energia (il che, tra l’altro, sarebbe da dimostrare). L’unico fatto “concreto” citato da Focardi è stato il riscaldamento autonomo e indipendente dell’ufficio di Rossi per un certo tempo usando questo sistema. Inoltre, a detta di Rossi e Focardi, è già partita la realizzazione di questi dispositivi su larga scala, con conseguenti proposte di vendita a Stati e governi. Se il loro livello culturale è pari a quello italiano, probabilmente i dispositivi andranno a ruba.

La comunità scientifica avrebbe bisogno non tanto di una spiegazione teorica, ma di fatti certi. Invece no: niente ripetibilità né tanto meno riproducibilità dell’esperimento. Insomma dovremmo fidarci. Sì, ma il problema è di chi. Per quanto possa essere stupito e meravigliato nel leggere sul libro di teoria quantistica dei campi che, sotto opportune condizioni, i fotoni materializzano coppie costituite da particelle e antiparticelle, io mi fido. Non tanto perché conosca la teoria di Dirac, ma perché numerosi esperimenti avallano quell’affermazione. Invece, se non dispongo né di una teoria né di evidente sperimentali ripetibili, non posso concedere la mia fiducia.

Sinceramente avevo sperato di tornare a casa dalla conferenza disponendo di qualche motivazione seria, di grafici o di dati (anche controversi e discutibili), dei pareri di un esperto per scrivere un articolo che, magari critico, fosse almeno oggettivo. E invece niente. Me ne sono andato con la netta sensazione che il metodo scientifico se lo siano scordato o, volendo pensar male, che l’abbiano volutamente lasciato fuori dal capannone. Degni discepoli dei loro predecessori, insomma.

Il parere della redazione:

Uno dei principi alla base della ricerca scientifica è la trasparenza: tutto dev’essere chiaro e comunicato affinché gli esperimenti possano essere ripetuti e le teorie sviluppate. Se io affermo che in cantina ho la macchina del moto perpetuo ma non la posso/voglio/devo mostrare a nessuno, non sto facendo scienza. Valore conoscitivo: zero. Riguardo a questa vicenda… di che cazzo stiamo parlando?


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Categoria: Doxa | Tags: 29 commenti »

29 Responses to “La fusione fredda è tornata…”

  1. l

    Articolo patetico.
    Chi scrive è chiaramente disinformato.

    http://blog.newenergytimes.com/2011/05/06/nasa-working-on-lenr-replication-and-theory-confirmation/

  2. admin

    @I:
    L’approccio di Focardi è già stato testato in passato, fra l’altro proprio a Pavia e con la piena consulenza di Focardi medesimo. Risultato: non funziona.
    Sembra proprio di rivedere lo stesso film di 22 anni fa: la fusione fredda c’è chi la vede (pochi) e chi non la vede (tutti gli altri). Passano gli anni e alla fine non se ne cava niente.
    Nel caso specifico dell’approccio Rossi-Focardi, poi, c’è l’aggravante della segretezza. Ripeto: essenziale nella ricerca scientifica è la trasparenza. Non si può discutere dei risultati prodotti da un esperimento non riproducibile perché mancano delle informazioni essenziali. E men che meno ci si può lambiccare per trovare una teoria esplicativa. Sicché qui non si sta parlando di scienza ma di… boh! Una stronzata, direi.
    Comunque, se non è una stronzata, la storia renderà giustizia alla genialità ora incompresa. Rossi e Focardi si arricchiranno con l’energia pulita da fusione fredda e noi rosicheremo per l’invidia.
    Chi vivrà vedrà.
    M.C.

  3. Alexandre

    Io scommetto contro. Se perdo, pazienza, energia gratis per tutti!

  4. Andrea

    @ I:
    Che la NASA conduca esperimenti sulle LENR è noto. Credo sia giusto indagare su un fenomeno che è tutt’altro che chiaro. Per di più sul sito ufficiale sono disponibili risultati, citazioni e quant’altro.
    L’apparato Focardi-Piantelli è stato testato sia al CERN che a Pavia con esito negativo (http://www.queryonline.it/2011/05/06/e-cat-resoconto-della-conferenza-di-focardi/).

    Quando si fa scienza si procede con delle regole chiare e condivise: altrimenti ognuno dice quello che vuole e tutti ci dovremmo credere. Deciderà ciascuno cosa sia patetico e cosa no.
    Ora, l’apparato Focardi-Rossi è segreto. Bene, scelta loro. Sarà la Storia a decidere. Per favore però non bolliamo come ottusi e dogmatici gli scienziati che dubitano di una segretezza che non ha ragione di esistere. Se l’apparato Rossi-Focardi fosse così rivoluzionario (e già pronto per il commercio, tra l’altro) perché non spiegarlo e divulgarlo? Certamente tutto il mondo li incoronerebbe come salvatori. Quale miglior gloria?
    Se così fosse, perché a Pavia mercoledì 4 Maggio non è stato presentato nemmeno un dato, un grafico o uno straccio di prova oggettiva a favore di E-Cat? Perché?

  5. Der Pilger

    Che palle…ancora con sta storia, ma a parte i grafici non si puo’ chiedere a sta gente di presentarsi con un macchinario anche avvolto da un drappo nero (per la segretezza) in cui si butta dentro un joule e si vede che ne esca piu’ di uno?! o magari cose eclatanti, tipo far andare una lavatrice con una batteria da 9V, cose cosi’.
    Alla fine non ho capito bene cosa vogliono ottenere.

    Tempo fa mi ero permesso di scrivere ad un sedicente venditore di macchine a ZPE (Zero Point Energy) che sembrava abbastanza sensato il perche’ non avessimo una di queste macchine in ogni casa.
    Mi rispose ironico “pensi che le grandi industrie petrolifere lo permetterebbero?”. Gli risposi a mia volta che ero disposto a rischiare l’ira delle industrie petrolifere e ad installare una di queste macchine (da 3 KW) in casa salvo poi disdire il contratto ENEL e gli chiedevo prezzi e altri dettagli. Mai piu’ sentito e non ho mai nemmeno capito come facesse i soldi visto che a me non li aveva chiesti.
    Mi viene il dubbio che i soldi li facesse chiedendo a gente molto piu’ danarosa di me di finanziare le ricerche perche’ “sai mancano ancora alcuni dettagli prima di entrare in produzione”.

  6. epode

    “niente ripetibilità né tanto meno riproducibilità dell’esperimento. Insomma dovremmo fidarci”
    Già riportando questa frase, vuol dire che non ti sei documentato affatto, quindi non sai di cosa stai parlando!
    L’esperimento è stato ripetuto e come! Informati prima di spiattellare cose senza senso

  7. admin

    @epode:
    L’esperimento di Rossi può essere ripetuto anche mille volte. Non cambia niente. Se non si sa che cosa c’è dentro, non è un esperimento. Fine della questione.
    Essenziale nella scienza è la trasparenza. Niente trasparenza, niente scienza.
    Il resto è fuffa.
    M.C.

  8. epode

    Ma chi sei? San Tommaso? Le dimostrazioni fatte fino ad’ora dimostrano tutt’altro di quello che dici.. Ti senti superiore a Focardi? Levi? Stremmenos? Celani? Kullander? Essén? Oppure, non so, li credi dei poveri stupidi.. Di certo sei molto pieno di te stesso, confermando quello che dici.. Ma solo di te stesso! Alza lo sguardo sopara l’orizzonte, non guardare solo dove cammini! Tanti saluti e ne riparliamo ad ottobre!

    E.M.P.

  9. Valentina

    E’ fantastico come sia Epode che l non riportino alcuna prova sperimentale, esperimenti fatti seriamente in cui sa cosa succede all’interno dell’apparato sperimentale.

    Il fatto che anche la Nasa si sia interessata alla cosa non significa niente. A quanto pare ci sono teste d’asino anche lì se hanno rotto le scatole al mio supervisore di dottorato per due anni su delle possibili applicazioni tecnologiche dei wormholes.

  10. admin

    @epode:
    1.) L’”approccio san Tommaso” è caratteristico della scienza. Infatti nella scienza non esiste il principio di autorità.
    2.) Invece tu il principio di autorità lo applichi benissimo:

    Ti senti superiore a Focardi? Levi? Stremmenos? Celani? Kullander? Essén?

    Un elenco di nomi la cui autorevolezza dovrebbe essere garanzia delle verosimiglianza dei risultati. Spiacente: la scienza non funziona così. Puoi aggiungere anche Einstein, Dirac e Feynman, se ti garba: non cambia niente. Di fatto, contano solo i risultati sperimentali, non gli elenchi di nomi.
    3.) Chi chiede informazioni sulle specifiche sperimentali, cioè chiarezza e trasparenza, viene accusato di essere pieno di sé. Chi invece pretende di essere creduto sulla parola, perché non fa alcuna chiarezza sui termini esatti dell’esperimento, viene presentato come la vittima. Il mondo al contrario, insomma.
    M.C.

  11. Filippo

    Totalmente d’accordo con l’Admin, la scienza è basata su fatti e teorie incontrovertibili (fino almeno a nuova teoria..), in questo caso mancano proprio le basi, bisognerebbe andare solo sulla fiducia a quanto pare…
    Inoltre anche se funzionante, sarebbe tutto un altro discorso nel caso l’applicabilità e la possibilità di utilizzo pratico della scoperta..

  12. epode

    Ho detto INFORMATI bene prima di scrivere!

    Mi sa che qui ci sono fans dell’ “autorevole” Camilo Franchini…

  13. admin

    @epode:
    Nella mia cantina c’è la macchina del moto perpetuo. Funziona perfettamente producendo 10 volte più energia di quanta ne entri dentro la cantina. E’ in attività permanente, senza interruzione, da quattro mesi. Ho già un contratto per la costruzione di un grande impianto con un’azienda nigeriana. L’impianto entrerà in attività nel 2014.
    Nessuno sa come cazzo funziona la macchina, perché non c’è una spiegazione teorica. Però funziona: è lì da vedere, dietro la porta della mia cantina, dove gli strumenti misurano le energie in entrata e in uscita. E no, mi spiace, voi non potete vederla, altrimenti mi ciulate l’idea, che è coperta da segreto industriale.
    Ah, epode, se non ci credi… informati!
    M.C.
    P.S.: A ripetere “Informati!” son capaci tutti. Più costruttivo sarebbe fornire le informazioni. Per esempio le specifiche tecniche del progetto di Rossi. Altrimenti il resto è fuffa. (E due!)

  14. Andrea

    @ epode
    Le accuse sono gratuite. L’apparato Piantelli-Focardi è stato ripetuto e riprodotto, con esiti negativi.
    Invece l’apparato Rossi-Focardi non è riproducibile né ripetibile, dal momento che non posso ricostruirlo da zero in modo indipendente. Questo perché non mi è dato sapere cosa ci sia dentro.

    Spostare una scatola chiusa da un paese all’altro e dire che funziona non significa riprodurre l’esperimento.

  15. brunoliegibastoliegi

    La macchina E-cat si basa evidentemente sul principio di indeterminazione di haindemberger’s, (lo conferma la presenza del termine gatto nel nome) i progetti completi sono in mano alla confraternita dei savi di sion (come correttamente documentato da Van braun nel classico della letteratura scientifica “codice Da vinci”) Per tanto, essendo il gatto Vivo/morto dal punto di vista quantistico la produzione energetica è legata alla osservazione del fenomeno in quanto se lo osservi perturbi l’esperimento che dunque non avviene.
    Chiunque non accetti questa semplice verità scientifica è evidentemente sotto l’influsso maccartiano di Cthulhu. Molti eventi stanno negli ultimi tempi portando alla nostra attenzione i fenomeni che da sempre sono sotto la nostra attenzione , quali ad esempio l’apparizione sopra i cieli di roma dell’ unicorno invisibile rosa, apparso nella completezza delle sue caratteristiche di invisibilità e roseitudine.
    Prego che FSM illumini le menti di coloro che continuano protervamente a negare ciò che non esiste, affermando per tanto la sua inequivocabilmente la sua esistenza. Grazie per aver risposto.

  16. admin

    @brunliegibastoliegi:
    Cerchiamo di non mandare in vacca i discorsi seri, per piacere.
    Anzitutto si chiamava Heipempergers, non Haindemberger. E il principio di indeterminazione non era nemmeno suo. Gli è stato attribuito, ma è un’ingiustizia storica. In realtà l’aveva scoperto Schrümbinger, quello delle onde. Heipempergers odiava Schrümbinger perché lui, Heipempergers, preferiva usare la meccanica delle matrici invece di quella delle onde. Così non si è fatto scrupolo a fregare l’idea dell’indeterminazione a Schrümbinger mentre questi era in vacanza in Engadina insieme alle femmine del suo popoloso harem. Infatti Schrümbinger era seguace di molte filosofie orientali e in particolare praticava il sesso tantrico, quello del tantrismo della mano destra (così chiamato per la scelta della mano con la quale praticare l’autoerotismo). Nel 1926, mentre Schrümbinger era impegnato nelle sedute di sesso tantrico engadinesi, Heipempergers penetrò nottetempo nella sua casa austriaca del rivale e gli sottrasse l’unica copia degli appunti con la formulazione del principio di indeterminazione. Già che c’era, gli portò via anche il gatto, al quale l’austriaco era molto affezionato. Così, non avendo più alcuna pezza giustificativa per rivendicare la paternità della scoperta, Schrümbinger cedette l’idea a Heipempergers, pur detestandolo. Accettò di non piantare un casino denunciando l’imbroglio sulle “Physikalische Nachrichten” solo in cambio del gatto. Non si avvide però che Heipempergers era riuscito a mettere il gatto in una sovrapposizione di stati (gatto restituito/gatto prigioniero). Essendo Schrümbinger molto miope a causa delle sedute autoerotiche alle quali si sottoponeva come allenamento alle sedute di sesso tantrico multiplo, non riuscì mai osservare con attenzione e precisione il gatto, che quindi rimase per tutta la vita in una sovrapposizione di stati, diviso fra la casa di Schrümbinger e quella dell’odiato rivale Heipempergers.
    E questa è la vera storia. Il resto sono fanfaluche. Chi sostiene il contrario è complice e compartecipe del complotto pluto-giudaico-massonico messo in piedi dall’Opus Dei per avvelenare il mondo attraverso le scie chimiche.
    M.C.

  17. brunoliegibastoliegi

    Scusa, non avevo riconosciuto in te i tratti del vero iniziato, a te dunque il mio tributo di semplice costruttore.
    Sempre fedele
    BlBL

  18. Diogene

    Bah, che quest’esperimento (e tutte le sue identiche repliche) non dimostri nulla sulla presunta “fusione fredda” o “LERN” che alimenterebbe la macchina, non posso che convenire con voi “scettici”, ma d’altro canto neanche ci si può trincerare dietro un’ortodossia quasi, passatemi il termine, farisaica.
    Neanche Einstein aveva le prove per la sua “relatività” e molti scienziati dell’epoca (siccome siete quasi tutti fisici qua dentro lo saprete sicuramente) non l’accettavano, in maniera del tutto giustificabile, proponendo teorie differenti (Ritz in testa).
    Io però data l’anomalia della faccenda rimango interessato, e anzi capisco anche la ritrosia nel rivelare la presunta formula da parte di Rossi, lui è (anche se anche qui c’è un dibattito in corso) un ingegnere, e da ingegner vuole fare i soldi, non scienza. Sommateci ulteriormente la ferrea convinzione nella sua scoperta ergo….
    Ora dato che fisici molto più bravi di me (Essen, Kullander ecc ecc) perché sì un “principio di autorità”, date le condizione attuali, è ammissibile, hanno detto che tutta la faccenda è strana, io la mia attenzione ce la rifondo.
    Ora l’unico modo per andare un po’ avanti e affondo nella faccenda allo stato attuale (oltre che bollare tutto come balla, ribadisco allo stato attuale è ammissibile, ma non troppo condivisibile come posizione poiché ti blocca) è ammettere la possibilità che sia vero, la macchina produce energia termica.
    Data questa premessa,sarebbe interessante aprire un dibattito, che non termini in “no, non è riproducibile e quindi non scientifico”.
    Ad esempio se è vero, l’abbondanza isotopica del rame prodotto, nonché del nickel bruciato, dovrebbe essere diversa da quella naturale, e in tal caso, metodo scientifico o meno, dimostrebbe che qualche tipo di processo nucleare è avvenuto (oppure hanno ficcato il rame dentro un reattore nucleare e poi separato chimicamente, o l’hanno centrifugato come per l’arricchimento dell’uranio, direi ipotesi inverosimili)
    ma qui ho trovato dati discordanti (talvolta Rossi e Focardi hanno detto che era di diversa composizione, l’esame, però, eseguito ad Uppsala sul rame portato da Rossi “generato dal reattore” è risultato rame naturale).
    Un altro esame probante sarebbe la misurazione di raggi gamma da 511 kev (annichilimento positrone) dato che gli isotopi instabili del rame così decadrebbero. Rossi ha detto di averli misurati, e c’è anche un momento nella conferenza in cui un fisico con un contatore geiger dice di averne misurati (di energia sconosciuta però), però, poi, non ha più voluto che si eseguissero misure di questo tipo.
    Puzzano ‘ste du’ storie ve’? eh lo so
    ce ne sono un altro paio ma è sabato e mi riposo!
    Insomma i modi per vedere se la macchina funziona, riproducibilità o meno, ci sono, quindi per me la comunità scientifica su questi dovrebbe fare pressione, infatti anche non toccando la macchina, queste son prove che si possono eseguire.
    poi se costruirà un reattore da un megawatt a ottobre, beh allora manco più queste serviranno

  19. admin

    @Diogene:
    Secondo me qui c’è una certa confusione. Il problema è fondamentalmente epistemologico.
    Anzitutto il caso di Einstein non c’entra. Nel caso della relatività prima c’era la teoria (che suscitava resistenze di tipo teorico) e poi è arrivato l’esperimento che l’ha confermata. Qui semmai c’è un esperimento (sempre ammesso che ci sia), mentre di una teoria non c’è nemmeno l’ombra.
    In secondo luogo, un esperimento, per confermarne o falsificarne il risultato, dev’essere riproducibile da un gruppo di scienziati indipendenti da quello che l’ha ideato. Non è il caso dell’esperimento di Rossi, che non è riproducibile perché lui rifiuta di fornirne tutte le specifiche tecniche, trincerandosi dietro il segreto industriale. Che è perfettamente nel suo diritto, sia chiaro. Ma allora non si parli di esperimento, per piacere. Perché non c’è alcun modo per vedere “se la macchina funziona”. Per farlo, bisognerebbe costruire un’altra macchina uguale uguale. La riproducibilità, lo ripeto, è fon-da-men-ta-le.
    Rossi, essendo un ingegnere, ha certo interesse a monetizzare. Padronissimo, ci mancherebbe. Io però sono un fisico, mi occupo di acquisire conoscenza e della sua esigenza di monetizzare me ne frego. Se vogliamo parlare di fisica, lo facciamo col metodo scientifico, che richiede la massima trasparenza. Niente trasparenza? Niente fisica. E in questo caso io non sto nemmeno a pormi domande sulle abbondanze isotopiche o sul rilevamento di raggi gamma.
    Se poi alla fine Rossi riuscirà a realizzare una mega centrale fondata sul suo metodo, tanto meglio per lui: monetizzerà e sarà felice alla faccia nostra. Però a quel punto dovrà in qualche modo riuscire a brevettarlo, perché il segreto industriale in quel caso non potrà restare segreto troppo a lungo. In un caso o nell’altro, il metodo di Rossi diventerà di pubblico dominio, e a quel punto sì, potranno intervenire i fisici e studiarlo e riprodurlo e cercare una giustificazione teorica.
    Tutto questo, ovviamente, non significa sostenere che “sono tutte balle” o aderire a un’ortodossia scientifica farisaica. Significa solo chiedere chiarezza. Che in questo caso non c’è affatto. Che il fenomeno sia genuino è Rossi che devo provarlo, non il resto del mondo che deve stare a guardare lui mentre porta a spasso il suo macchinario e che deve spremersi le meningi per spiegare risultati che trova solo lui con un macchinario incomprensibile. L’onere della prova, come sempre, spetta a chi sostiene una tesi, non agli altri che (legittimamente, in assenza di qualsiasi supporto teorico) ne dubitano.
    M.C.

  20. Diogene

    @ Admin

    La relatività, l’intendevo come esempio speculare a questo: dove lì c’era una teoria (che proponeva cose irragionevoli sul piano pratico più che teorico, “gemelli diversi” e quant’altro) è andava verificata, qui c’è una possibile “anomalia” che va prima sperimentata (cosa cui conveniamo entrambi non è stata fatta) e poi semmai spiegata teoricamente.
    Detto questo quello che tu poni è un problema “tipo tempo”, ovvero Rossi qualora il brevetto sullo “intruglio magico catalizzatore nucleare a bassa energia” e sulla macchina, fosse approvato, allora (almeno a detta sua) lascerebbe la macchina e tutto il resto, completamente nelle mani dei fisici di Bologna.
    Quindi per ora è inutile, a livello pratico, obiettare che non sia scientifico, cioè non si conclude nulla (Né tantomeno, come ho visto fare da alcuni sul blog di Rossi, cercare una spiegazione teorica al fenomeno), dato che tempo 8 mesi si scoprirà se bisogna scomodare il metodo scientifico per spiegare una rivoluzione energetica, oppure mandare Focardi in qualche centro anziani e Rossi rispedirlo in USA.
    Per ora, secondo il mio personalissimo parere, uno deve rifonderci il cervello come passatempo, mo’ settimana enigmistica, per capire se almeno è verosimile la “magia” (vedi non ho detto esperimento) che mostra in giro (e qui tornano le abbondanze isotopiche e i beta +).
    Dire che non è scientifico per ora, perdonami, ma è lapalissiano, fra 8 mesi ne riparleremo in termini scientifici. (oppure diremo che idioti gli accademici svedesi e bolognesi)

    Ps io spero sia tutto vero, mica per la rivoluzione energetica, ma poiché si aprirebbe una nuova rivoluzione di pensiero come con la relatività o la meccanica quantistica!

  21. epode

    http://www.uibm.gov.it/uibm/dati/Avanzata.aspx?load=info_list_uno&id=1610895&table=Invention&#ancoraSearch

  22. admin

    @Diogene:
    Certo che ne hai di tempo libero se fai la settimana enigmistica o ti occupi del macchinario di Rossi. Secondo me ci sono cose assai più interessanti di cui occuparsi.
    La macchina di Rossi la studieremo con il rigore della scienza quando e se funzionerà. Prima è fuffa e non ci interessa più del paranormale.
    M.C.

  23. admin

    @epode:
    Uh? Che roba è?
    Tu questo lo chiami “informarsi”?
    Bah!
    M.C.

  24. Diogene

    @ Admin

    ho lo stesso tempo di Essen, Kullander, di un premio nobel per la Fisica (inglese ora il nome mi sfugge, che ha postato un commento sul suo blog), ecc ecc
    insomma sto in buona compagnia!
    Saluti e a fra 8 mesi

  25. rick

    La reazione ha a che fare con l’interazione elettrodebole, la prima centrale da 1mw sarebbe pronta per novembre e seguendo questo blog
    http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=360&cpage=18#comments

    o questo sito
    http://22passi.blogspot.com/
    potete avere una idea piu precisa

  26. Steven B. Krivit

    Caro Andrea Signori,

    I track this subject from the U.S. Could you please contact me?

    Molto grazie,

    Steven Krivit
    Editor, New Energy Times
    http://newenergytimes.com/

  27. Antonio

    Molto interessante. Sia per formazione che per indole sono portato a sposare la tesi dell’autore di questo articolo. Però mi sono imbattuto in un’analisi delle “sceneggiate” messe in piedi da Rossi fino ad oggi che mi sembra molto ben fatta e che vorrei sottoporre al vostro giudizio.
    Mi sembra che l’autore (Alan Fletcher) sia riuscito perlomeno a dimostrare che se qualcuno ha barato lo ha fatto usando metodi diversi nei diversi esperimenti tenuti finora.

    Ecco il link:
    http://lenr.qumbu.com/rossi_ecat_proof_frames_v401.php

  28. Mario Roagna

    Non ritengo che le critiche portate ,al E.CAT da parte della vostra redazione siano sensate peccate di superficialita e presapochismo , per parafrasarvi che cazzo dite non si capiscie anchio o i miei buoni dubbi
    sella storia raccontata da Rossi eFocardi ma voi non vi capisco siete superficiali in quanto alla fusione fredda , nei anni passati si e dimostrato la sua relta scientifica in molte sedi ENEA ,CERN nei USA non vi capisco che cazzo dite brava gente saluti alla redazione Roagna Mario.

  29. admin

    @Mario Roagna:
    In molte sedi? ENEA? CERN? Sei pregato di proporci un minimo di bibliografia tratta dalla letteratura scientifica. Altrimenti è la solita fuffa.
    Comunque grazie per il pregevole contributo, simpaticamente sgrammaticato.
    M.C.


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