Marte: perché così piccolo?
Non ha fatto in tempo a crescere
Nei film di fantascienza i coloni terrestri scendono su un pianeta e trovano un’atmosfera perfettamente respirabile, piante e animali, acqua allo stato liquido. Vien da dire: “Che fortuna! Son tutti così i pianeti alieni?”. Ovviamente no. Anzi, sono quasi tutti ambienti inospitali, troppo freddi o troppo caldi, senza atmosfera o con un’atmosfera letale, quasi certamente senza alcuna forma di vita. Marte non fa eccezione: non è un posto dove potremmo portare a spasso il cane. Però ha una caratteristica che lo rende interessante: il suo giorno dura poco più di 24 ore. Se ci trasferissimo lì, almeno i nostri ritmi biologici quotidiani non sarebbero sballati. Ma naturalmente non possiamo. Non ora, almeno. Ché per tutto il resto Marte, come abbiamo detto, è un postaccio. Tutto per colpa della sua massa: solo l’11 per cento di quella terrestre. Insomma, un pianeta roccioso, sì, ma piccolo. Perché? Adesso sembrano esserci ipotesi ragionevoli.
Continua… (Corriere del Ticino)
Dauphas, N., & Pourmand, A. (2011). Hf–W–Th evidence for rapid growth of Mars and its status as a planetary embryo Nature, 473 (7348), 489-492 DOI: 10.1038/nature10077
Categoria: Novae | Tags: marte, sistema solare Un commento »



maggio 29th, 2011 at 00:52
Nel post che precede (Risolto il problema della massa mancante?) è detto fuori dai denti
“E purtroppo le press-release scientifiche – parlo soprattutto di quelle del mondo anglosassone, che dominano il conteggio complessivo – ormai sembrano quasi tutte, immancabilmente, l’annuncio di una qualche clamorosa rivoluzione. È l’unico modo per sperare di sopravvivere, in un ecosistema sempre più competitivo.”
Ecco, io, da buon profano ma con un pelino di sale in zucca, mi permetto di avere piene le scatole di manipolatori di software che simulano di tutto, ottenendo pianeti spinti qua e là come la piuma di Forrest Gump. Se spari a una passata di anatre, è quasi certo che una vien giù, ma non andare in giro a dire che avevi mirato quella. Allo stesso modo, facciamo un paio di migliaia di simulazioni: siamo d’accordo che, prima o poi, vien fuori quella buona? E che cosa hai dimostrato? Semplicemente di aver avuto più culo degli altri. Anche se lavori in qualche Research Institute del cavolo sparso qua e là per l’Arizona o il Wyoming. Insomma: che cosa non si fa per mantenere moglie (o mogli) e figli e pagare l’ipoteca sulla casa…