Luca Mercalli parla per tutti
Grande potere, grande responsabilità
Qualche giorno fa, mentre lo accompagnavo con la moglie verso Bellinzona, dove avrebbe tenuto una conferenza, Luca Mercalli e io discutevamo di abitudini e scelte di vita. Io non sono virtuoso come lui. Non ho i pannelli solari sul tetto né l’orto al posto del giardino (a mia parziale discolpa il fatto che in un condominio il tetto non è mio e un appartamento non ha un giardino). Però cerco di ispirare i miei consumi a una certa sobrietà e a un consumo responsabile e frutto di una riflessione sui bisogni reali, evitando i desideri o i capricci. Per spiegarla con un paio di esempi concreti: non ho il SUV, non vado in vacanza alle Maldive… e francamente non me ne frega un cazzo, ché nemmeno ne sento il bisogno.
Luca mi spiegava che secondo lui siamo tanti: persone semplici con una vita semplice, che però non fanno notizia. Siamo tanti, ma siamo poco conosciuti. Lui no, però. L’uomo col papillon va in televisione e ogni settimana raggiunge milioni di persone. Pochi minuti per volta, ma meglio che niente. Anzi, forse meglio così che di più. Perché, se Luca Mercalli potesse parlare per un’ora della sua filosofia di vita e di consumo, riceverebbe attenzione solo da quelli che, in tutto o in parte, già la pensano come lui. E saremmo qui a darci pacche sulle spalle e complimentarci per le nostre virtù. Invece quei pochi minuti colpiscono indiscriminatamente tutti gli spettatori, anche i più superficiali, i meno propensi a riflettere, quelli che passano di lì per caso o che vogliono solo sentire Luciana Littizzetto. Ma che, nell’attesa, si beccano pure Luca Mercalli. E proprio a loro il messaggio serve di più. Magari non per stravolgere la loro vita, ma per insinuare il sospetto di una possibilità, il barlume di una comprensione che una vita meno cretina e meno schiava è possibile. Poi, se uno vuole approfondire, non avendo Mercalli una trasmissione di un’ora, ci sono i suoi libri. Prepariamoci è il più recente.
Dopo alcuni capitoli piuttosto teorici sui massimi sistemi, l’ecologia, l’economia e perfino la filosofia, Mercalli passa al livello delle scelte pratiche, concrete: l’energia, il cibo, l’acqua, i trasporti, i rifiuti. Non ti dice che devi vivere come Gandhi, in mutande e con la capra appresso per ricavarne il latte, bensì che uno stile di vita sostenibile è non solo virtuoso ma anche possibile senza perdere in qualità dell’esistenza. Anzi, ricavandone perfino un piacere maggiore e addirittura scoprendo pensieri e attività capaci di dare se non felicità (che forse è una parola troppo impegnativa) almeno serenità. Più serenità, di sicuro, di quanta ne diano il SUV o la vacanza alle Maldive.
Luca Mercalli non è migliore di tutti gli altri. E’ invece una persona assolutamente normale, ma che per i casi della vita (e anche per le sue qualità di comunicatore, questo sì) si è trovato fra le mani un grande potere: la possibilità di essere ascoltato da milioni di persone. E un grande potere, si sa, comporta una grande responsabilità. Mercalli, per le cose che racconta e per l’esempio che dà (ché a predicare bene e a razzolare male son capaci tutti), ne è assolutamente all’altezza.
P.S.: Chiarelettere persegue un’intelligente e lungimirante politica di pubblicazione del proprio catalogo su ebook. Approfittiamone.
Luca Mercalli, Prepariamoci, Chiarelettere
Piace: Il giusto equilibrio fra teoria e pratica, l’efficacia espositiva.
Non piace: Qualche sbavatura formale (un editing un po’ più accurato avrebbe fatto bene al libro).
Voto: 8/10
Categoria: Giudizio Universale | Tags: ambiente, ecologia, economia, libri, politica, società 20 commenti »


ottobre 9th, 2011 at 11:43
Credo che il libro di Mercalli sia sulla stessa lunghezza d’onda di quello di Richard Heinberg, “The End of Growth “:
http://ugobardi.blogspot.com/2011/09/la-fine-della-crescita.html
ottobre 9th, 2011 at 11:54
Caro marco ti ringrazio di avermi fatto capire che siccome io non ascolto mercalli (per scelta) non vengo raggiunto da barlumi di comprensione e sono quindi destinato ad una vita cretina e schiava.
Caro marco ne conosco tanti come te e li rifuggo.
Avete la verità assoluta (un po’ sempliciotta, la realtà è molto più complessa del cosmo simbolico mercalliano) ma se la teneste per voi non sarebbe un male.
Il problema è che la volete propalare agli altri nell’inseguimento di un futuro perfetto e totalizzante. Potrebbe essere il soggetto per un film fanta-horror.
Tanti cari saluti
fabio panerai
ottobre 9th, 2011 at 12:00
@Fabio Panerai:
Nessuno è obbligato né a leggere Stukhtra né a leggere i libri di Mercalli né a guardare le trasmissioni televisive alle quali Mercalli partecipa.
Mercalli, io (molto più modestamente) e molti altri siamo padronissimi di esprimere la nostra opinione dove e come meglio ci aggrada. E tu sei padronissimo tu di rifuggirci. Però a questo punto, francamente, non si capisce che cosa tu stia qui a fare, leggendo e commentando.
Tanti cari saluti.
M.C.
ottobre 9th, 2011 at 14:29
hai pienamente ragione me ne vado.
stiamo ognuno sul proprio uscio a parlarci nello specchio.
addio
ottobre 9th, 2011 at 15:11
@Fabio Panerai:
Vedi un po’ tu. Se vuoi andartene, vattene. Se vuoi restare, resta.
Se vuoi restare e discutere, puoi anche farlo: se scrivi un articolo (non un semplcie commento a un post) ben scritto e ben argomentato, che non si limiti a dire che gli altri pensano di possedere la verità assoluta ma presenti fatti, argomenti, cifre, idee, qui lo pubblichiamo volentieri. E poi se ne riparla. Se vuoi.
M.C.
ottobre 9th, 2011 at 15:12
@Paolo C.:
Grazi per la dritta. L’ho subito comprato.
M.C.
ottobre 9th, 2011 at 18:12
Ieri intanto altra ottima segnalazione di Mercalli:
http://www.ch2011.ch/
Scenari climatici che coinvolgono anche il nostro Paese.
ottobre 9th, 2011 at 18:14
per fabio panerai……..be suggerisci qualcosa …spiegami te come è la realtà più complicata no?
ottobre 10th, 2011 at 17:16
Non leggerò il libro di Mercalli perchè di ecologia e catastrofismo ne ho piene le tasche.
Non perchè non sia vero, tutt’altro, accadrà arriverà la carestia e non saremo pronti ad affrontarla.
Però pensare di salvarsi riciclando i rifiuti o coltivando zucchine, fa sorridere.
Rimpiango solo di non avere un pozzo nel cortile, ma mi consolo in fondo potrebbe essere solo un motivo in più per essere eliminato da un assetato armato. Io non sono ne furbo ne violento.
Il nostro ciclo finirà, io sono abbastanza vecchio per essermela goduta (lo penso ogni vota che sto 10 minuti sotto la doccia), chi viene dopo… viene dopo.
ottobre 11th, 2011 at 06:54
@Maurizio:
Traduzione: “Faccio i cazzi miei, penso ai cazzi miei. Se poi alle generazioni future lascio un mondo immerdato dai miei comportamenti, me ne fotto”.
Si chiama “egoismo”. Padronissimo tu di essere egoista, padronissimi gli altri di pensare che fa schifo.
M.C.
ottobre 11th, 2011 at 10:30
Posso fare un’altra segnalazione o mi bannate? Si tratta del blog di un docente di (astro)fisica all’Università della California:
http://physics.ucsd.edu/do-the-math/
Sul fine del suo blog, cito l’autore:
This blog takes an astrophysicist’s-eye view of societal issues relating to energy production, climate change, and economic growth. The approach is often playfully quantitative, with the aim of arriving at a fresh perspective on our world. Posts stress estimation over exactness, because often a reasonably complete picture can be developed without lots of decimal places. Estimations of this type can be used to bring clarity to complex issues, or to evaluate the potential of proposed energy solutions. Hopefully, readers will gain the courage and techniques to start making valuable estimations of their own. The blog begins with a two-part assessment of the implications of continued growth, then settles down to tackle a variety of cute questions relating to energy storage, biofuels, home energy, transport, climate change, etc.
Many estimates will leave out small contributions to the problem, but these tend not to change the overall conclusions: ballpark is often all we need. Also, it is often not hard to find thorough, detailed analyses of these same problems elsewhere. Part of the point is that we don’t always need thorough, detailed studies to arrive at a useful understanding. There is power in being able to assess the broad-brush aspects of a problem by things you already know, and putting relevant numbers together. We don’t have to rely on what experts tell us if we have the power of useful estimation at our disposal.
ottobre 11th, 2011 at 16:26
@MC
Non si può nulla mio caro: Contro la stupidità neanche gli Déi possono nulla!
E’ dai tempi de “I limiti dello sviluppo” che vorrei urlare “Fate qualcosa!!”
Avevo 14 anni… oggi mi son dato una calmata.
Ma come ha detto il post di oggi del tacchino: il 24 dicembre è dietro l’angolo.
ottobre 11th, 2011 at 16:28
@Maurizio:
Contento tu…
M.C.
ottobre 11th, 2011 at 22:12
Cari Marco Cagnotti e Luca Mercalli,
Mi fa piacere che nonostante la tragica situazione in cui ci troviamo, riusciate a proporre una via di salvezza. Infatti questa siccità che si protrae (i laghi e i fiumi sono in agonia, o sbaglio?), le temperature estremanente elevate suggeriscono che potremmo essere arrivati al definitivo punto di non ritorno? Sono ormai troppi anni che si verificano condizioni climatiche eccezionali (siccità e alte temperature). Ho il timore che ci aspetterrano anni terrificanti, durante i quali si verificherà un’estrema desertificazione dell’ecosistema Terra, anche a latitudini e altitudini impensabili, spero di sbagliarmi. Nell’attesa di una vostra risposta vi saluto cordialmente.
ottobre 11th, 2011 at 22:32
@Carlo:
Parlo per me e non per Luca Mercalli.
Secondo me non c’è alcuna via di salvezza. La situazione è spiacevole e diventerà disastrosa. Non si tratta di riuscire a tornare ai bei, vecchi tempi della cuccagna (cioè dell’energia a basso prezzo e scarse conseguenze ambientali), ma di prepararsi a ricevere il colpo nella maniera meno dolorosa possibile.
Per fortuna non ho figli.
M.C.
ottobre 12th, 2011 at 10:23
@ Marco
No scusa Marco ma questo tuo ultimo post in risposta a Carlo non l’ho proprio capito!
Mi hai brutalmente criticato quando ho detto che io ormai ho l’età per essermela goduta, e tu chiudi il post con “per fortuna non ho figli”? (idem anche per me).
E io sarei l’egoista?
“Prepararsi a ricevere il colpo nella maniera meno dolorosa possibile” te l’ho detto sono pronto dai tempi de “i limiti dello sviluppo”, che c’è di male?
Quello che proprio non tollero è che pretendano un nostro comportamento virtuoso, raccolta differenziata, abbattimento degli sprechi, comportamenti “ecologici”, quando poi l’industria in nome della crescita non fa un solo passo indietro. Volete che riciclo gli imballaggi? Col cavolo! Non produceteli più. Ma poi chi li fabbrica resta senza lavoro… quante riviste vedi in giro fatte con la carta che ricicli? Eccetera.
Purtroppo la “decrescita serena” non è cosa per stupidi.
E noi lo siamo.
ottobre 12th, 2011 at 11:23
@Maurizio:
“Per fortuna non ho figli” significa “Per fortuna non sono sopraffatto dall’angoscia per il destino della mia prole biologica”. Questo non significa però che me ne freghi del futuro del pianeta e della prole biologica altrui.
Quanto al comportamento virtuoso, penso che prima di prendersela con chi non lo pratica bisognerebbe praticarlo in prima persona. Prendiamo il caso degli imballaggi: non solo li riciclo se mi vengono imposti dalle industrie, ma soprattutto privilegio i prodotti senza imballaggi, e se molti altri consumatori fanno altrettanto questo comportamento esercita una pressione sui produttori, che finiranno tutti per non produrre più imballaggi. Se invece mi fermassi al “Me ne frego” non cambierebbe niente.
M.C.
ottobre 15th, 2011 at 21:38
vedi che piano piano la realtà appare chiara. io ho 4 veri figli biologici. tu sei un arrogante saputello inutile.
ottobre 16th, 2011 at 10:46
@fabio:
Grazie per il prezioso contributo, così ricco di spunti interessanti e di argomenti convincenti.
M.C.
ottobre 17th, 2011 at 09:35
Luca Mercalli – insieme ad altra gente in gamba – sarà al prossimo convegno di ASPO il 28 ottobre, diretta on line (speriamo):
http://aspoitalia.blogspot.com/2011/10/quinto-convegno-aspo-italia.html