Stay Hungry. Stay Foolish

ottobre 6th, 2011 — 7:41am

di Steve Jobs

(…) Il nostro tempo è limitato, per cui non lo dobbiamo sprecare vivendo la vita di qualcun altro. Non facciamoci intrappolare dai dogmi, che vuol dire vivere seguendo i risultati del pensiero di altre persone. Non lasciamo che il rumore delle opinioni altrui offuschi la nostra voce interiore. E, cosa più importante di tutte, dobbiamo avere il coraggio di seguire il nostro cuore e la nostra intuizione. In qualche modo, essi sanno che cosa vogliamo realmente diventare. Tutto il resto è secondario. (…)

(Il testo completo, in italiano, è qui)


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12 Responses to “Stay Hungry. Stay Foolish”

  1. Mammifero Bipede

    iSad…

  2. lia

    Tanti sognano di cambiare il mondo. Lui l’ha fatto. RIP Steve. And thanks.

  3. australopiteco contemporaneo

    Ho ammirato i suoi giocattoli e la sua capacità di inventarli e rinnovarli.
    Eppure non capirò mai chi mitizza un uomo che non ambiva affatto al Nobel per la pace, ne a cambiare il mondo per quello che un essere umano può intendere con “cambiare in meglio la condizione in cui si trova l’umanità di questo pianeta”.
    Il suo unico credo era la realizzazione dei propri desideri (giocattoli perfetti, migliaia di dipendenti, milioni di pezzi prodotti, miliardi di dollari). C’è riuscito, ha sbaragliato la concorrenza, ha avuto ragione su tutta la linea, ha costretto tutti gli altri a copiarlo, ha goduto dei propri successi, e in questo è stato bravo, anzi, bravissimo.
    E quindi?
    Per piacere, non mitizziamo l’individualismo.

  4. admin

    @australopiteco contemporaneo:
    Direi di non mitizzare l’individuo. Nessun individuo. Mai.
    Purtroppo fra ieri e oggi s’è visto in giro parecchio culto della personalità. E non è stato un bel vedere.
    M.C.

  5. Marcob

    @australopiteco contemporaneo:

    http://beri.it/2011/10/07/stefano-lavori/

  6. Marcob

    @australopiteco contemporaneo:

    Queste frasi mi hanno colpito perché, in fondo le condivido e anche io penso che sia sbagliatissimo mitizzare qualsiasi individuo (eccetto Feynman ovviamente :-) ). Proprio per questo ho riflettuto del perché, nonostante tutto, anche io sia rimasto così intristito dalla sua scomparsa.
    E dopo aver riflettuto ho realizzato che mi dispiace perché non saprò mai cosa avrebbe inventato nei prossimi 20 anni…
    Come mi dispiace immaginare l’enorme materiale intellettivo umano sprecato nella forma di tutti gli individui che non possono “sbocciare” appieno essendo nati in zone del mondo dove si fa fatica ad arrivare a 15 anni…
    Come mi dispiace dover sparire tra un po’, più tardi possibile, senza sapere perché e per come siamo qui, e se siamo soli, e se non siamo soli chi c’è con noi…
    Come mi dispiace non poter mai sapere se l’ipotesi di Riemann è vera…
    Come mi dispiace perché ogni tanto bisogna dispiacersi per godere di più i momenti in cui non ti dispiace niente :-)

  7. Giorgio

    @lia
    Si, dicono che abbia cambiato il mondo. Ciò non vuol ancora dire che l’abbia cambiato in meglio. Io possiedo un vecchio portatile della Apple (del 2001, se ricordo bene) e un iMac dell’anno scorso: ottime macchine.
    Però, quando vedo i M$ buttati al vento per quell’oceano di aggeggi che vanno via come il pane, un leggero brivido mi corre su per la schiena. A me, australopiteco sopravvissuto all’estinzione del mio genere 2 My or sono, non piace l’infatuazione per la telematica che vedo in giro. A me piace prendermi il mio tempo, e se una notizia mi arriva alle 19.00 invece che alle 17.00 non me ne potrebbe importare di meno. E mi sono sempre chiesto a che cosa serve un iPod con dentro 10’000 canzonette e perché debba andare al parco con un iPad quando posso starmene comodo in poltrona con un bel libro cartaceo. E altro, ma non voglio andare per le lunghe: tanto mi si dimostrerà che ho torto. Comunque, bravo Steve, hai fatto sognare molti, ma hungry non lo sei stato a lungo, e nemmeno foolish…

  8. admin

    @Giorgio:
    Mi sembra che dal tuo commento emerga la propensione a misurare il mondo sul metro di se stessi: siccome a te non interessa una certa cosa, allora ciò che realizza quella cosa ti sembra inutile per l’universo mondo, visto che ti provoca un brivido per la schiena osservando i M$ spesi.
    Per me conoscere le news in tempo reale e avere una connessione permanente a Internet, ovunque io sia, è fondamentale. Ed è straordinariamente più comodo andare al parco con l’iPad, che in pochi grammi mi permette di portarmi dietro i dieci numeri di riviste e i cinque libri che sto leggendo contemporaneamente. Come me, molti altri hanno le stesse abitudini ed esigenze. E i soldi che abbiamo speso e che spendiamo per l’aggiornamento tecnologico, che ci rende più semplici e più comodi il lavoro e il tempo libero, non sono affatto “buttati al vento”.
    Per noi gli aggeggi inventati da Jobs sono stati davvero rivoluzionari, perché ci hanno semplificato la vita. Questo non basta, ovviamente, per divinizzare una persona. Ma rimane il tempo per un pensiero riconoscente, anche al netto della consapevolezza che ha agito per il proprio interesse, come qualsiasi imprenditore.
    Giorgio, tutti discendiamo dallo stesso australopiteco. Solo che in 2 My ci siamo parecchio differenziati fra noi.
    M.C.

  9. Giorgio

    @Marco
    Appunto, l’ho scritto: “… tanto mi si dimostrerà che ho torto.”
    Però, tu scrivi “Per me”, “mi permette”, “Come me”, …: insomma, Giorgio da una parte e Marco dall’altra sono “la misura di tutte le cose”.
    Il che non è una novità: Protagora, in Teeteto, Platone.

  10. admin

    @Giorgio:
    Con la differenza che io non mi permetto di definire “buttati al vento” i soldi spesi dagli altri.
    M.C.

  11. Giorgio

    @Marco
    Urca! Mi metto in ginocchio sui chicchi di riso. Ripeto e umilmente correggo:
    “i M$ —che a me sembrano— buttati al vento”
    (— — sta per sottolineato grassetto)

  12. ชาทีมิกซ์

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