Pigi e il clima

dicembre 26th, 2011 — 3:13pm

Scopro ora una roba di alcuni giorni fa, scritta dall’autorevole opinionista del “Corrierone” Pigi Battista:

(…) L’allarme per l’”effetto serra” è apparso un ricordo di ere passate. Il “global warming”, forse anche a causa dei dati incautamente imprecisi forniti da una comunità scientifica inaffidabile e manovriera, non è più in cima all’agenda psicologica del mondo, e non solo a quella, politica, dei governi. (…)

Della serie: “Non so un cazzo, non capisco un cazzo, ma non mi nego il privilegio di sparare minchiate”.


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Categoria: Doxa, Materia oscura | Tags: , 10 commenti »

10 Responses to “Pigi e il clima”

  1. Alexandre

    Cos’è l’”agenda psicologica del mondo”?

    ??

  2. admin

    @Alexandre:
    Una roba che suona bene all’orecchio degli intellettuali, ma non significa niente.
    M.C.

  3. Alexandre

    Di solito non commento sulle cazzate, ma questo articolo mi da proprio fastidio per una serie di motivi. Primo, la fallacia logica per cui “se i vari Paesi se ne sbattono le scatole, allora vuol dire che va tutto bene”.

    Secondo, definisce la comunità scientifica “inaffidabile e manovriera”. Tutta, quindi? Non si salva nessuno? O magari questo tizio ha qualche nome da fare? Chi ha manomesso i dati, eccetera?

    In quanto sommelier ed enologo, informo il signor Battista che negli ultimi 15-20 anni ci sono stati enormi cambiamenti climatici che si ripercuotono sulla coltivazione della vite. Alcuni luoghi, tipo il sud della Francia, stanno diventando “difficili”, le annate buone sono sempre più rare e fra qualche anno sarà probabilmente impossibile coltivare senza irrigazione (proibita dalla legislazione attuale). Allo stesso tempo, si è iniziato a crescere la vite in posti dove fino a pochi decenni fa non era lontanamente pensabile, tipo il sud dell’Inghilterra.

    Questi cambiamenti non hanno bisogno di alcun governo a riconoscerli o giornalisti per farci caso. Sono reali, stanno accadendo, che qualcuno se ne preoccupi o no.

    Rimango relativamente scettico se siano cambiamenti indotti dall’uomo, ma che stiano accadendo è fuor di dubbio. (so che l’admin si arrabbierà con me per questa affermazione, ma che ci posso fare… ;P )

  4. admin

    @Alexandre:
    C’è una cosa che puoi fare sicuramente, l’unica che chiunque dovrebbe fare prima di esprimere un’opinione: documentarti bene sull’argomento. Scoprirai così che lo spazio per i dubbi è risicatissimo.
    M.C.

  5. Paolo C.

    Abbiamo molti studi che quantificano la responsabilità umana dell’attuale cambiamento climatico, qui c’è un articolo su uno dei più recenti:

    http://www.skepticalscience.com/huber-and-knutti-quantify-man-made-global-warming.html

  6. Marcob

    Ho visto lo studio indicato da Paolo, interessante. Però non capisco una cosa: perché la distizione deve essere “antropogenica” e “naturale”? L’uomo non fa parte anche lui della natura? C’è poi tutta questa differenza tra un termitaio e New York? Io distinguerei tra “antropogenica” e “non-antropogenica”. Mi parrebbe più corretto.
    Altra cosa da sottolineare è che l’uomo non distrugge certo la natura, l’uomo al limite distrugge un ambiente dove lui può sopravvivere, generandone uno dove si estinguerà (ma dove prospereranno altri animali, vedi Pripjat. Da http://it.wikipedia.org/wiki/Pripjat'_(citt%C3%A0) : “Questo inferno umano è diventato una specie di paradiso per gli animali. Non dovendo più interagire con gli uomini possono circolare liberamente. Hanno occupato abitazioni e strutture abbandonate e non è raro incontrare un lupo, un orso o una volpe che attraversano la strada”).

  7. admin

    @Marcob:
    Condivido in pieno la riflessione.
    Aggiungo solo che l’uomo, pur essendo parte della natura, è impegnato a modificare l’ambiente in modo da renderlo inospitale per l’uomo stesso. Una bella idiozia.
    M.C.

  8. Paolo C.

    @Marcob

    Siamo solo all’inizio dei cambiamenti innescati dall’uomo, già sin troppo evidenti. Per dirla con David Morrison, astrobiologo della NSA:

    “Humans are causing the largest mass extinction since the end-cretaceous event of 65 million tears ago. Estimates are that the current rate of extinctions is between 100 and 1000 times the prehuman background rate. “

    http://astrobiology.nasa.gov/ask-an-astrobiologist/question/?id=16715

    Qui parliamo della sesta estinzione di massa! Come se la passeranno i poveri lupi, orsi e volpi da te citati?

  9. Paolo C.

    Errata corrige: NASA, non NSA

    E ovviamente: years, non tears (ma questo è un refuso dell’originale).

  10. Giorgio

    “tears” per “years” sarà pure un refuso, ma quanto indovinato!


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