Tag: scienza


Più scienza, meno religione

giugno 25th, 2012 — 6:45am

di Michele Diodati

Viviamo in un mondo paradossale. Usiamo quotidianamente strumenti tecnologici straordinariamente potenti, che hanno messo a nostra disposizione, almeno nei paesi ricchi, mezzi del tutto inconcepibili anche solo cento anni fa. Possiamo parlare istantaneamente e a basso costo con persone che vivono dall’altra parte del mondo; possiamo volare dall’Italia all’Australia in meno di ventiquattr’ore; possiamo riscaldarci senza accendere fuochi negli appartamenti; possiamo ordinare beni e servizi via Internet e riceverli a casa in pochissimo tempo; possiamo svolgere lavori pesantissimi usando mezzi motorizzati, senza più ricorrere alla forza di animali o di schiavi; possiamo mandare telescopi nello spazio per fotografare galassie distanti miliardi di anni luce; possiamo usare la forza dell’atomo per produrre energia.

Continua… (Umano, quasi umano)

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Vi presento gli scienziati “ufficiali”: un collage delle mail che ricevo in questi giorni

giugno 6th, 2012 — 3:24pm

di Silvia Bencivelli

C’è una cosa che mi colpisce, in questi giorni di terremoto. Che mentre il giornalismo di inchiesta, quello di sinistra e quello alternativo danno sempre più voce ai sedicenti scienziati indipendenti da garage, ci sono gli scienziati veri che mi scrivono per raccontare una scienza ufficiale sempre più malmessa e maltrattata.

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Lezioni di giornalismo scientifico for dummies: compito in classe!

maggio 29th, 2012 — 11:05pm

di Silvia Bencivelli

1. Terremoto in Emilia: a differenza di quello che è successo per il terremoto dell’Aquila, in questa occasione saltano fuori pochi pseudoscienziati incompresi, maghi che avevano previsto tutto, inquietanti terzine di secoli fa, profezie sudamericane e altre aruspicine ciniche, se non sui blog dei deliri, degli sciacalli e dei complottisti.
Però sui giornali e tivvù normali impazza il Professore che da anni dice di avere un modello capace di fare previsioni. Sono previsioni a sei mesi e su aree del territorio molto vaste, tipo dal Friuli al golfo di Sorrento, considerate poco significative dagli altri esperti del settore.
Il giorno dopo il terremoto viene pubblicato questo articolo, in cui si riferisce che invece il Professore aveva indicato con precisione la zona dell’epicentro.
E il giorno successivo, l’istituto per cui il Professore lavora si dissocia dalle dichiarazioni del Professore stesso.
Trovare l’incongruenza e il dettaglio perfido di questa storia.

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Lezione di giornalismo scientifico for dummies / 3: E se avesse ragione lui? Uno su mille ce la fa

maggio 21st, 2012 — 5:32pm

di Silvia Bencivelli

C’è gente che ritiene che i principi del metodo scientifico siano opinabili: opinabili anche durante una cena in pizzeria da parte di gente che di mestiere fa tutt’altro.

Strano: io non ho mai contestato il regolamento di San Remo o la struttura del Codice penale, né penso che lo farei, non avendo gli strumenti per permettermelo.

Eppure sulla scienza tutti hanno qualcosa da dire del tipo: al giorno d’oggi non puoi fidarti di nessuno, gli scienziati sono sempre un po’ presuntuosi, la scienza non può spiegare tutto, che male vi fanno gli scienziati non ufficiali, tutta ‘sta ricerca e non abbiamo ancora sconfitto il cancro e così via. Fino a una frase molto precisa, che è il tema della lezione di oggi: se parti con l’idea che chi dice cose fuori dal coro sia un ciarlatano, non troverai mai il prossimo Einstein!

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Lezione di giornalismo scientifico for dummies / 2: perché un calciatore che giochi con le mani non è sempre un geniale innovatore

maggio 17th, 2012 — 11:06am

di Silvia Bencivelli

Provo a riassumere la faccenda.

La scienza ha le sue regole.

Il giornalismo anche.

Lo sport ha le sue regole, l’economia le sue regole e il teatro le sue regole. E così via.

Se faccio il giornalista scientifico, si presume che conosca le regole del giornalismo e quelle della scienza.

Se faccio il giornalista sportivo, quelle del giornalismo e quelle dello sport.

Se faccio il giornalista scientifico e finisco per trovarmi a lavorare su una cosa di sport senza saperne le regole, potrei pensare che uno che gioca a calcio con le mani sia un geniale innovatore. Invece molto più probabilmente è un baro. Idem per un giornalista che non conosce le regole della scienza e si trova a lavorare su una cosa di scienza.

In entrambi i casi, ci vengono in soccorso le regole del giornalismo, che impongono di verificare un bel po’ di volte quello che stiamo per dire.

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Lezione di giornalismo scientifico for dummies e for gente che di mestiere fa altro e dovrebbe continuare a far altro

maggio 15th, 2012 — 7:14am

di Silvia Bencivelli

Regola numero 1: Lo scienziato sedicente eterodosso, fuori dal coro, non ufficiale, indipendente e via discorrendo, nel 99% dei casi è un ciarlatano.

Regola numero 2: Nella scienza, e nella medicina in particolare, i ciarlatani possono essere molto pericolosi.

Regola numero 3: Anche se non sono così pericolosi, i ciarlatani tendono a chiedere soldi: ai cittadini, alle istituzioni, alla politica. Magari lo fanno raccontando storie semplici semplici sugli interessi degli altri nascondendo con cura i propri: ricordiamoci che nessuno vive d’arte e d’amore.

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Ancora sulle difficoltà della divulgazione

marzo 11th, 2012 — 10:24am

Silvia Bencivelli ha fatto un sogno. E una riflessione.

E’ come se ogni dodici ore sbattessi la testa prima sugli scienziati, poi su quelli della comunicazione, poi di nuovo sugli scienziati, poi ancora su giornalisti e autori tv.
Un mio amico, uno che è scienziato ma è bravo con la sintesi purché sia riducibile in linguaggio matematico, l’ha spiegata così: io sto a te come tu stai ai tuoi colleghi non scientifici.
Cioè: quando parli agli scienziati pretendi uno sforzo di semplificazione titanico, quando parli ai colleghi non scientifici esageri col puntiglio. Tutta la vita così. Finché non stai sulle balle a tutti.
Ma non sono io che sono strana: è il mio mestiere che lo è.

Da leggere tutto.

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The Most Astounding Fact

marzo 9th, 2012 — 3:33pm

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Fino al limite

febbraio 19th, 2012 — 3:00am

Perché bisogna essere soddisfatti dell’amore per le domande.

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Il pelo, il vizio

febbraio 16th, 2012 — 10:38am

Rendersi ridicoli ancora e ancora, quattro secoli dopo

di Marco Cagnotti

“Saturno”, inserto culturale de “il Fatto Quotidiano”, segnala un simpatico esempio di censura interna alla Chiesa Cattolica. Di che si parla? Aperture alla contraccezione? No. Possibilità di eutanasia? Nemmeno. Aborto? Fecondazione assistita? Macché. Galileo!

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The Future Belongs to the Curious

febbraio 5th, 2012 — 3:00am

The Future Belongs to the Curious from Skillshare on Vimeo.

(Grazie a Baraka, IntersezionImprobabili per la segnalazione)

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Discorso programmatico

febbraio 3rd, 2012 — 3:00am

Sergio Della Sala è il nuovo presidente del Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sul Paranormale. “Query” pubblica una sua riflessione, una sorta di discorso programmatico. Da leggere tutto per meditarci su, perché con pacatezza dice cose di grandissimo buon senso.

Vorrei che fosse chiaro che ciò che sostengo oggi, sarà molto probabilmente sbagliato domani, ma che affidarsi a ciò che è certamente sbagliato già da oggi non è una strategia adeguata.

La scienza si nutre di dati, che sono obiettivi; è la loro interpretazione che cambia e si discute; ma ci si deve accordare sui dati e sulla validità delle fonti. Le posizioni politiche, ideologiche, religiose quindi sono un bagaglio personale, non la condizione per poter discutere.

E adesso potete anche fare la ola.

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Alice nel paese della scienza in bianco e nero

febbraio 1st, 2012 — 7:06pm

di Silvia Bencivelli

Nel paese della gente normale, quella che la scienza non la tocca nemmeno con la punta dello scarpone, vivono due scienziati. Quello Deipoteriforti e quello Autorevole.

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Tipi umani da giornalista scientifica / 7: l’Amico, l’Amico dell’amico, l’Amico dell’amico dell’amico

dicembre 26th, 2011 — 3:00pm

di Silvia Bencivelli

L’Amico, diceva quello, è una cosa che più ce n’è meglio è. Più ce n’è, dice, meglio è. Sì. Da GS, mi permetto di dubitare.

L’Amico del GS è uno che a un certo punto ha un’idea, o sta facendo una cosa di beneficenza, o vuole lanciare una cosa bella e giusta, o ha l’occasione della sua vita. Ha bisogno di una mano. E chiama il GS. Come Amico.

Non importa che sia scienziato (in quel caso rientra nel tipo scienziato volenteroso, con l’aggravante dell’amicizia). L’importante è che sia Amico. Che te la chieda (la mano) da Amico, dando per scontato che tu lo farai in Amicizia. Oppure che chiederai a un collega, Amico (quindi Amico di Amico), di farlo per te.

Non è per essere cinici, ma l’Amico è uno che non si chiede mai che cosa potrebbe venirne al GS, da quel favore. E il GS è profondamente in imbarazzo: povero Cristo, non può mica mandare a quel paese l’Amico, né può fare la figura del venale spiegando che se fa la cosa in Amicizia perde tempo e denaro. In fondo non gli stanno chiedendo una manifestazione di Amicizia da camminata sui carboni ardenti. Però la richiesta di una mano è l’inizio della fine. Da quel momento per il GS saranno tentativi di evitamento alle soglie della paranoia, sensi di colpa, tiramolla e patimenti.

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Tipi umani da giornalista scientifica / 6: il collega che “Io di Scienza Non Ne Ho Mai Capito un Tubo”

dicembre 18th, 2011 — 7:27pm

di Silvia Bencivelli

Il collega ISNNHMCT è un tipo simpatico. Simpatico davvero. A cena è sempre quello che fa ridere tutti. Ma per il GS, che invece è un secchione, probabilmente un disadattato, recuperato alla vita da un caso fortuito e irragionevolmente benevolo, il ISNNHMCT è soprattutto terribilmente deprimente.

Perché l’ISNNHMCT dà la misura di quanto il mestiere di Giornalista Scientifico in questo paese sia considerato ozioso e periferico, roba da gente bislacca che non ha niente di più importante da fare che insistere con parole astruse e di scarsa sostanza, tipo Watt o magnitudo, o che ti fa tante storie quando qualcuno confonde una sclerosi con un’altra. Che sarà mai. Il GS probabilmente viene letto solo da qualche astrofilo strampalato e ha come pubblico pensionati e ragazzini: è un giornalista decorativo per gente decorativa. Mentre le cose serie, quelle di cui scrivono e leggono gli adulti, stanno altrove.

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Tipi umani da giornalista scientifica / 5: lo Scienziato Che Vuole Rileggere & brother

ottobre 14th, 2011 — 6:20am

di Silvia Bencivelli

Lo Scienziato Che Vuole Rileggere (SCVR) (si intende l’intervista o l’articolo coi suoi virgolettati) ha un fratello radiofonico che si chiama Scienziato Che Vuole Sapere Le Domande Prima (SCVSLDP). Di cognome fanno Scienziati Che Non Si Fidano (SCNSF) e spesso non riesci nemmeno a pensare che abbiano tutti i torti. Molto spesso sono scienziati scrupolosi, sensati, generosamente disponibili, e spesso, scientificamente parlando, sono i migliori sulla piazza.?Ma se fai il giornalista scientifico possono configurarsi entrambi come una Iattura Cosmica e spesso finisci per non chiamarli più. Che peccato.

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“E’ così che progredisce la scienza”

settembre 30th, 2011 — 11:44am

Fermate quei neutrini! 

di Massimo Biondi

Voglio che qualcuno fermi quei neutrini nella loro corsa folle per arrivare presto, molto presto, quasi subito, al traguardo. Per arrivarci – come sembra – prima della luce, che pure tanto piano non andava. Voglio che qualcuno li fermi, o quanto meno provi a intralciarli e rallentarli un po’, così da farli arrivare con calma. Lo voglio per una serie di motivi, ma soprattutto perché sono stanco. Un po’ anziano e stanco. Vi state chiedendo che c’entra la mia stanchezza con la corsa a precipizio dei neutrini? Beh, se avrete la pazienza di arrivare in fondo a quest’articolo lo capirete.

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8 comments » | Doxa, Spazio profondo

(Quasi) irriconoscibile Odifreddi

settembre 25th, 2011 — 3:00am

Pacato e rispettoso. Ma spietato sul piano delle idee, come suo solito

di Marco Cagnotti

“Odifreddi è uno stronzo”: questo il mantra fra i Cattolici. Le persone per bene non discutono con Odifreddi, si sa. Non c’è alcuna possibilità di dialogo con questo presuntuoso, saccente, aggressivo intellettuale che non esita, nell’introduzione a uno dei suoi libri, a trattare da “cretini” (sic) tutti i credenti. “Ah, sì? Mi dai del cretino? E allora con te non parlo più!”. Meglio, molto meglio il corretto, pacato Augias. Più presentabile. Più abbordabile. Così dicono, almeno, le persone per bene.

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3 comments » | Giudizio Universale

Tipi umani da giornalista scientifica / 4: l’Ufficio Stampa Indolente

settembre 15th, 2011 — 3:00am

di Silvia Bencivelli

Cioè. Parliamone. Il tuo mestiere è vendere scienziati, sei il piazzista della ricerca, lo scienziatovendolo per definizione: venghino siori venghino e questa roba qui. E allora perché me la meni tanto per darmi il numero di un avanzo di corridoio qualsiasi? O anche di qualcuno di cui ho già io stessa individuato il nome e che dovrebbe parlare, per cinque minuti cinque, di una roba che ha firmato lui in persona su una rivista scientifica di quelle che mai cambierà la storia dell’umanità?

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Tipi umani da giornalista scientifica / 3: la Scienziata Meticolosa e il suo capo

settembre 12th, 2011 — 10:40pm

di Silvia Bencivelli

Appena la senti decidi che è lei: spigliata, interessante, attenta, brava a spiegarsi e brava a capirti. Ma che meraviglia. Simpatica, proprio simpatica. Ed è subito effetto Holden: vorresti che fosse tua amica per la pelle per poterla chiamare al telefono tutte le volte che ti gira. E farle domande o chiederle consigli. Andare a mangiare una pizza insieme, conoscere la sua vita. Ma soprattutto, tanto per cominciare, intervistarla.

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Tipi umani da giornalista scientifica / 2: lo Scienziato Provolone

settembre 9th, 2011 — 1:13pm

di Silvia Bencivelli

Il più simpatico fu lungo il corridoio, in albergo, tornando in stanza dopo cena:

Scienziato: Qual è la tua stanza?
Io: La sette.
Sc: Peccato, speravo che fosse la otto.
Io: Perché?
Sc: Perché è la mia. (esitazione, silenzio, lo sguardo si abbassa e la mano si avvicina frettolosa alla maniglia) Buonanotte.
Slam.

E io che rimango con le chiavi in mano, ritta e zitta davanti alla porta della sette, senza essere perfettamente certa di aver capito.

Il meno simpatico fu il classico zompo del giaguaro, in macchina. Poteva averne diciotto, di lauree, master e PhD: era il classico zompo del giaguaro. Molesto, anche perché faceva seguito a una dotta discussione in inglese su un qualche problema della scienza moderna. Ero già stremata.

Nel mezzo, tutta la gamma dei comportamenti da maschio provolone che una brillante carriera scientifica non modifica sostanzialmente da quelli normali della categoria, quelli che la biologia affida all’altra metà del cielo. Tra nature e nurture, insomma, vince nature e il fatto che siano scienziati non li protegge dalla stupidità.

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Tipi umani da giornalista scientifica / 1: lo Scienziato Volenteroso

settembre 7th, 2011 — 3:00am

di Silvia Bencivelli

Mi sembra di vederlo. Lì, chino sul suo computer, mentre rufola freneticamente in un sito internet straniero. Oppure al mattino, mentre mette giù il primo piede dal letto rimuginando su un discorso fatto con un amico la sera prima a cena. E mi sembra anche di sentirlo, quel discorso: i giornalisti italiani non conoscono la scienza, sono ignoranti e non sanno che cosa sia un mitocondrio. Così come mi sembra di vederlo, quel sito straniero, tutto pupazzetti colorati e bolle contenenti glosse che sbucano dai lati dello schermo. Perché lo Scienziato Volenteroso è esterofilo da matti. E dopo aver avuto la Grande Idea ti telefona, o ti manda una mail, e cerca di convincerti con tutto il suo Entusiasmo: dobbiamo fare qualcosa di divulgazione (1), ma qualcosa di nuovo (2) perché in Italia si parla male di scienza e i giornalisti sono ignoranti (3) e tu che sei diversa dalla massa mi devi aiutare (4). Allora, caro SV, mettiamo subito un po’ di cose in chiaro.

Continua… (Silvia Bencivelli)

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3 nelle prime 100, nessuna fra 200

settembre 6th, 2011 — 3:00am

Vorrà dire qualcosa?

di Marco Cagnotti

Sto diventando insofferente. Quando leggo sulle riviste o sui siti italiani di divulgazione scientifica qualche sviolinata sulle “punte di eccellenza” della ricerca italiana, oppure quando ascolto alla radio un dirigente (magari fresco di nomina, ché Beata Ignoranza ha appena provveduto) sbrodolarsi addosso i meriti del suo prestigioso istituto, avverto un senso… come dire?… di fastidio. Quasi di schifo. Questi autoincensamenti su “quanto siamo bravi ” e su “quant’è antica e prestigiosa e tuttora ammirata la tradizione scientifica dell’Italia, la patria di Galileo e di Fermi”, mi fanno solo girare i coglioni. Perché son tutte fregnacce.

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Public Perception & Reality

agosto 10th, 2011 — 3:00am

Fonte: Electron Café

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Scienziati e clero

giugno 7th, 2011 — 2:30am

(Grazie a Distanti saluti)

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Integrità scientifica

aprile 27th, 2011 — 3:45pm

di Marco Delmastro

Permettetemi di spiegarvi come avviene una scoperta scientifica nel complicato mondo della fisica della particelle. Il motivo per cui mi permetto di tediarvi con questo argomento potrà sembrarvi arcano, ma potrebbe essere persino utile per illuminare di senso (o di non-senso) avvenimenti recenti (e magari futuri).

Continua… (Borborigmi di un fisico renitente)

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No NOMA

aprile 25th, 2011 — 7:13pm

di Marco F

Allora, decidiamoci. Il mai abbastanza compianto Stephen Jay Gould aveva proposto, qualche anno fa, la teoria dei Noma (Non overlapping magisteria). Secondo questa idea, scienza e religione sono mutualmente compatibili solo e soltanto se l’una non entra nel campo di influenza dell’altra. Ha sviluppato il tutto in un saggio per la rivista “Natural History” (dove l’ho letta la prima volta) e poi nel libro Rocks of ages (tradotto con I pilastri del tempo). All’inizio mi sembrava un’idea brillante, ma man mano che passava il tempo si è dimostrata poco realistica, per varie ragioni.

Continua… (Leucophaea)

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Unreasonable Effectiveness

marzo 29th, 2011 — 2:30am

Fonte: Abstruse Goose

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Beauty

marzo 25th, 2011 — 7:28am

Fonte: xkcd

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Quando il problema è il sacro fuoco

marzo 13th, 2011 — 3:00am

Ovvero: com’è che sono diventato giornalista scientifico

di Marco Cagnotti

Pavia, una mattina di aprile del 1993. Il tepore primaverile anticipa il gran caldo che colpirà di lì a poche settimane. Il sole produce strane figure sulla scrivania, in quell’ufficio del Dipartimento di Fisica. “Marco, tu che cosa leggi in bagno?”. Un momento di sconcerto: perché una domanda così bizzarra dalla mia prof, che mi ha seguito per mesi, che ha letto la mia tesi e alla quale ora ho chiesto un consiglio per le mie scelte professionali? Mi riprendo dalla perplessità e le do una risposta spontanea: “Romanzi di fantascienza… saggi di divulgazione… Ma che c’entra, scusa?”. E a quel punto arriva la replica, sgradevole da ascoltare ma senza dubbio onesta: “C’entra, perché in un ambiente competitivo come la ricerca scientifica ci vuole il sacro fuoco, cioè il pensiero sempre rivolto, nel nostro caso, alla fisica teorica. Il sacro fuoco ti spinge a leggere ‘Physical Review Letters’ e ‘Classical and Quantum Gravity’ anche in bagno. E più tardi, sotto la doccia, la mente è concentrata sui conti e sui modelli, a caccia dell’intuizione che farà chiarezza sulla tua ricerca. Tu sei intelligente, Marco, ma ti manca il sacro fuoco. Pensaci…”.

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Comment » | Vita aliena

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